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Bonet

Dolce al cucchiaio della tradizione piemontese

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Il bonet, dolce tipico della tradizione Piemontese, è un budino a base di uova, zucchero, latte, liquore (solitamente RUM) e amaretti secchi. Era già apprezzato nei banchetti di corte nel XIII secolo e secondo il dizionario piemontese-italiano di Vittorio Sant’Albino del 1859, si chiamerebbe così per via dello stampo. Infatti il termine bonet, nel dialetto originale, indica un berretto di forma rotonda, che ricorda proprio lo stampo di rame a tronco di cono in cui il dessert viene tradizionalmente cotto.

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Bonet
2015-03-08 09:15:59
Per 4 persone
Tempo di Preparazione
Tempo di Cottura
Difficoltà
3
Tempo di Preparazione
Tempo di Cottura
Ingredienti
  1. 250 di ml latte
  2. 2 uova
  3. 75 g di zucchero
  4. 18 g di cacao
  5. 15 ml di Rum
  6. 25 g di fecola di patate
  7. 50 g di amaretti sbriciolati (più quelli per la decorazione)
  8. 150 g di zucchero per il caramello
Istruzioni
  1. Iniziate preparando il caramello mettete circa 80/100 g di zucchero in un pentolino e aggiungete tanta acqua quanto basta per bagnare lo zucchero e un goccio di succo di limone per evitare che il caramello cristallizzi. Mettete il pentolino sul fuco fino a quando non otterrete un colore dorato, poi versatelo nello stampo facendolo colare lungo i lati.
  2. Fate bollire il latte.
  3. In una terrina (o nella ciotola della planetaria) sbattete le uova con lo zucchero, poi unite il cacao, la fecola di patate, gli amaretti sbriciolati e il rum.
  4. Aggiungete il latte bollito, mescolate e versate nello stampo con il caramello.
  5. Fate cuocere a bagnomaria a una temperatura di 150-160° per 45 minuti circa.
  6. Lasciate raffreddare in frigorifero per un paio d'ore, prima di sformare.
  7. Decorate a piacere.
iFood http://www.ifood.it/
Bonet

Vi consiglio di provare questa ricetta da portare in tavola ai vostri ospiti, li lascerete piacevolmente stupiti.

Il Piemonte è una Regione tutta da scoprire, non solo per le sue prelibatezze culinarie come il Bonet, ma anche per il ricco patrimonio di Borghi e Castelli.

Oggi vi porto nel Castello di Masino, che immerso in un monumentale parco romantico che domina la pianura del Canavese, è stato residenza per dieci secoli dei Conti di Valperga (discendenti di Arduino di Ivrea, primo re d’Italia).

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Il Castello sorge su una collina antistante la lunga barriera morenica della Serra di Ivrea ed è immerso in un monumentale parco che domina il Canavese. I suoi interni, con i saloni affrescati e riccamente arredati tra Seicento e Settecento, gli appartamenti di Madama Reale, le camere per gli ambasciatori e gli appartati salotti, sono documento delle vicende di una famiglia che fu protagonista della storia piemontese e italiana.

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Tra le sale più affascinanti vi é il salone da ballo, con le ampie finestre, che creano una perfetta armonia tra il panorama esterno e gli interni affrescati.
Foto 6Non meno interessante é la ricca collezione di carrozze del XVIII e XIX secolo, per la maggior parte della famiglia Valperga, conservata nel Palazzo delle Carrozze.

Nel 1988, il Castello di Masino viene acquisito dal FAI che, da allora, con estrema cura, ne segue il restauro e la manutenzione e, dal 1989, la dimora è aperta al pubblico.

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21 febbraio 2015

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Le Ricette Più Viste

  • Isaetta

    Tanti anni fa avevo un moroso piemontese, la sua mamma quando andavo a trovarlo mi faceva sempre il bonet, sapeva che ne ero ghiotta. ho provato mille ricette ma non mi è mai venuto come il suo, ora proverò anche questa!