La colomba pasquale moderna - foto da guidecucina.pianetadonna.it

La colomba pasquale tra leggende e storia

Dal pane di San Colombano alla fantasia di Angelo Motta

condivisioni

Narra la leggenda che in un Alto Medioevo in cui pare si viaggiasse più di ora, il monaco irlandese Colombano, con i suoi compagni di preghiera, si trovasse a passare in Nord Italia, nel regno Longobardo, proprio a due passi dall’attuale Pavia. Qui i pellegrini vennero ricevuti con tutti gli onori dalla regina Teodolinda che, pensando di far cosa gradita fece servire un pranzo sontuoso a base di selvaggina pregiata – erano ben lontani i tempi della moderna ondata di vegetarianesimo e la carne era considerata una fortuna –.

Raramente accade ma anche i sovrani, talvolta, fanno qualche gaffe. Non era venerdì ma era tempo di Quaresima e il devoto Colombano non si sarebbe mai sognato di mangiare carne. Così, per non offendere la sovrana, ma neppure la propria fede, disse di voler benedire il cibo prima di consumarlo. Durante il rito le carni si trasformarono in candide colombe di pane, facendo comprendere alla regina il suo errore, ma permettendo ai monaci di gustare un lauto pranzetto. Pare che da quelle colombe bianche e da questa leggenda ebbe origine il dolce che arriva sulle nostre tavole a Pasqua.

Famiglia Zavattari - Banchetto delle nozze di Teodolinda - Duomo di Monza
Famiglia Zavattari – Banchetto delle nozze di Teodolinda – Duomo di Monza

Un’altra leggenda si situa storicamente un po’ più avanti, durante la battaglia di Legnano, nel 1176. Apparvero tre colombe a vegliare sulle insegne lombarde, simbolo della protezione divina nei confronti della Lega dei comuni lombardi contro Federico Barbarossa. Vinta la battaglia, vennero confezionati dei pani dolci in memoria di quelle tre colombe.

Altri dolci a forma di colombella si trovano curiosamente all’altro capo d’Italia: in Sicilia, precisamente nella zona dei monti Iblei dalle parti di Ragusa, si confezionano in tempo di Quaresima dei piccoli panini a forma di colomba. La particolarità è l’utilizzo di un impasto molto asciutto composto da albume, zucchero, farina e cannella che, cuocendo diventa duro e croccante; per questa ragione sono chiamati anche pastifuorti. Lo zucchero si libera dall’impasto durante la cottura in forno e forma una cascata porosa simile alla coda di una colomba. Altri dolci siciliani a forma di uccellino sono arricchiti dalla presenza di un vero uovo di gallina.

Sebbene questi esempi siciliani possono essere molto più vicini alla tipologia di dolce medievale al quale la colomba sembra ispirarsi, il moderno successore del dolce di San Colombano lo si deve al senso imprenditoriale e alla fantasia di Angelo Motta, già famoso per la produzione del panettone, che intorno al 1930 ebbe l’intuizione di provare a confezionare un dolce pasquale, usando le stesse strumentazioni usate per la lavorazione del “cugino” natalizio. L’impasto dei due dolci è molto simile infatti, soffice e lievitato, ma la versione pasquale viene ricoperta di mandorle e zucchero e non ha uva passa nell’impasto. Il cartellone pubblicitario venne commissionato all’artista Cassandre, uno dei più importanti cartellonisti francesi, al quale si deve anche lo slogan, mantenuto negli anni: Colomba, il dolce che sa di primavera.

Lo storico manifesto di Cassandre, 1930
Lo storico manifesto di Cassandre, 1930
Manifesti pubblicitari degli anni '60
Manifesti pubblicitari degli anni ’60

Gli ingredienti della colomba sono regolamentati dal 2005: a seconda della presenza o meno di burro, dei tempi di cottura e del tipo di glassa, il dolce potrà avere la denominazione di colomba o di generico “dolce pasquale”.

In ogni caso, preparare la colomba in casa non è impossibile e regala grandissima soddisfazione.

Fonti fotografiche e bibliografiche:
http://it.wikipedia.org/wiki/Colomba_pasquale
http://www.casavacanzeilbarocco.it
http://dolci.it
http://www.focusjunior.it

24 marzo 2015

Traduci

EnglishFrenchGermanItalianPortugueseRussianSpanish

Le Ricette Più Viste

  • apprezzo soprattutto il fatto che si citano le fonti delle illustrazioni …. brave! questo è un bel segnale di correttezza!

  • Brava e bella!! E bel post!!