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La pastiera, una dolce poesia

Incanto culinario dalla Campania a tutte le tavole d'Italia

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Facile parlare di un dolce così diffuso nella cultura culinaria italiana, sia per il suo gusto che per la stratificazione delle sue origini.
Tipica della Campania, tanto da essere riconosciuta come Prodotto Agroalimentare Tradizionale della regione, la pastiera è una perfetta unione tra storia e leggenda, tra aromi intensi e soffici sapori più leggeri.
La storia racconta che, in onore di Cerere, dea romana della fertilità, le sacerdotesse dell’Antica Roma portavano in dono le uova, simbolo di vita, di nascita, di fecondità; il grano si può collegare invece con i festeggiamenti delle nozze, per le quali si preparavano torte di farro o grano.
La leggenda narra invece della sirena Partenope che ricevette in dono dagli abitanti del golfo di Napoli, come ringraziamento per la sua bellezza e per la sua melodiosa voce, i frutti migliori della terra campana: farina, grano cotto nel latte, zucchero, l’acqua di fiori d’arancio, le uova. La sirena si inabissò e riemerse dopo aver creato la prima pastiera: un sapore che superava in dolcezza anche i versi da lei cantati.

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Foto di Monica Chiocca

Tra pastiera e zeppole troviamo due analogie: una corrisponde con la celebrazione pagana dell’arrivo della primavera, l’altra invece con le origini più recenti della ricetta. Queste si mescolano tra le mani sapienti di qualche monaca napoletana che iniziava a prepararla nei giorni precedenti alla Pasqua, per far sì che tutti gli ingredienti riuscissero ad amalgamarsi al meglio, facendo fondere gli aromi tra loro, così come avviene anche adesso, non solo nelle pasticcerie ma anche nelle famiglie che amano percorrere la tradizione del gusto.
L’essenza dei fiori d’arancio, che fece sorridere anche la moglie di Ferdinando II di Borbone famosa per la sua scarsa attitudine al buonumore, è un richiamo per la primavera, è freschezza e profumo leggero.

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Da sinistra: Ferdinando II di Borbone, la Sirena Partenope, Maria Teresa d’Austria

Allora o’ Rre dicette: “E che marina!
Pe fa ridere a tte, ce vò a Pastiera?
Moglie mia, vien’accà, damme n’abbraccio!
Chistu dolce te piace? E mò c’o saccio
Ordino al cuoco che, a partir d’adesso,
Stà Pastiera la faccia un pò più spesso.
Nun solo a Pasca, che altrimenti è un danno;
pe te fà ridere adda passà n’at’ anno!”

La pastiera è un riassunto perfetto di ingredienti, leggende e tradizioni, accompagnati dal sole del golfo di Napoli, dai sorrisi delle terre del sud e dalla voglia di festeggiare, in compagnia, degustando questo dolce…che somiglia ad una poesia.

Foto:
Monica Chiocca

Fonti bibliografiche e fotografiche:
http://it.wikipedia.org/wiki/Pastiera_napoletana
http://www.lucianopignataro.it/a/la-pastiera-napoletana/2909/
http://www.pastiera.it/

7 aprile 2015

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