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Nutella Concept Bar: ma a Farinetti non interessano solo produzioni artigianali?

Eataly porta la crema di nocciole all'Expò 2015

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Il web consente ormai di trovare qualunque tipo di notizia con pochi click: aggiornamenti sulla politica, la cultura, lo sport, l’alimentazione. Un bombardamento di news più o meno importanti al quale siamo sottoposti quotidianamente. Capita però che articoli o informazioni che potrebbero far nascere interessanti spunti di riflessione non abbiano un’adeguata risonanza, e solo casualmente si finisca col leggere qualcosa che colpisca davvero l’attenzione.

Di Expo ne parlano tutti e se ne parlerà ancora tanto per una serie di motivi, dagli stand allestiti dai paesi stranieri a ciò che offrirà l’Italia, dal ritardo nei lavori alla ristorazione. Questo della ristorazione è un punto nevralgico dell’Expo e da qualche giorno è sotto la lente di ingrandimento dei media perché è stato reso noto che Oscar Farinetti, patron di Eataly, porterà ad Expo 20 ristoranti regionali in un’area coperta di 12 mila metri, uno spazio capace di ospitare 1.500 posti a sedere. Nei ristoranti a vista si avvicenderanno ogni mese nuovi ristoratori che per i sei mesi della rassegna daranno saggio della loro cucina. Avrà spazio la cucina delle osterie tipiche e naturalmente quella degli chef stellati per un totale di 80 nuovi piatti ogni mese.

Al centro della discussione non ci sono i menu degli chef, il costo dei ristoranti o il calendario con la programmazione dei vari interventi: si discute soprattutto del fatto che tale spazio sia stato assegnato a Farinetti senza far ricorso ad una gara. A me, in questo momento, non importa giudicare questa cosa; mi preme parlare di un’altra notizia che ho letto. Il vulcanico Oscar gestirà, all’interno dell’area dedicata alla biodiversità italiana, un Nutella Concept Bar. Si, avete letto bene, uno spazio interamente dedicato alla crema di “nocciole” più conosciuta e diffusa nel mondo.

La notizia mi ha lasciato interdetto perché, a prescindere dalle straordinarie capacità imprenditoriali del Signor Ferrero, la Nutella spesso è al centro di dibattiti e proteste da parte di alcune associazioni di consumatori per la presenza di ingredienti ritenuti dannosi per la salute come l’olio di palma. Un prodotto industriale, realizzato in quantità enormi, e probabilmente nemico della salute. Ma una crema con queste caratteristiche non dovrebbe essere invisa a Farinetti e soprattutto alla filosofia di Eataly?

Ho cercato e scaricato il “Manifesto” di Eataly, nel quale si può leggere quanto segue: “Eataly nasce con l’intento di smentire l’assunto secondo il quale i prodotti di qualità sono a disposizione solo di una ristretta cerchia di privilegiati, poiché spesso cari o difficilmente reperibili. Il marchio riunisce un gruppo di piccole aziende che operano nei diversi comparti del settore enogastronomicoEataly propone dunque il meglio delle produzioni ARTIGIANALI a prezzi sostenibili, riducendo all’osso la catena distributiva dei prodottiL’obiettivo è quello di incrementare la percentuale di coloro i quali si alimentano con consapevolezza, scegliendo prodotti di prima qualità e dedicando una particolare attenzione alla provenienza e alla lavorazione delle materie primeQuest’ultimo aspetto riassume la vera originalità di Eataly e costituisce il punto di partenza per suscitare nel consumatore una corretta percezione della qualità, in grado di muovere le sane leve del gusto e del godimento che rendono l’essere umano più appagato e felice, nella convinzione che “mangiare bene aiuta a vivere meglio”.

Prodotti difficilmente reperibili, produzione artigianale, alimentazione consapevole: sinceramente la prima cosa che mi viene in mente non è la Nutella. Ho come l’impressione che il buon Oscar, approfittando del titolo di “Paladino della qualità” oramai acquisito ed indelebile, abbia virato verso scelte commerciali di sicuro successo, confidando nella famosa scarsa memoria degli italiani. L’attacco a Farinetti è diventato quasi uno sport nazionale, il più delle volte anche senza un valido motivo, ed il mio non vuole essere un articolo “acchiappa click”, perché ragionando da un altro punto di vista credo sia importante sottolineare come le scelte e le iniziative di Farinetti stiano giovando a produttori e lavoratori. Ma “Eataly-Nutella-Biodiversità” è probabilmente quanto di più strano io abbia mai letto dai tempi di “Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici” a Sanremo.

15 aprile 2015

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