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Le tipicità dell’Irpinia: la castagna di Montella e il broccolo di Paternopoli

Ultima tappa in Irpinia per conoscere altre due eccellenze del territorio e visitare un castello fiabesco

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Il viaggio alla scoperta delle bontà irpine, promosso dalla Camera di Commercio di Avellino in concomitanza con TuttoFood, ci ha portato a scoprire anche un bellissimo castello arroccato nella parte più alta del borgo di Lauro: il Castello Lancellotti. L’Irpinia è una terra ricchissima di castelli, rocche e torri (oltre 70 in totale) attorno ai quali si sono sviluppati nei secoli quelli che oggi sono diventati i paesi e i centri abitati della provincia di Avellino. 

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Porta d’ingresso dell’Irpinia, al confine con la provincia di Napoli, nei secoli questo castello è stato restaurato con l’aggiunta di elementi rinascimentali e barocchi, diventando un esempio particolarissimo di architettura monumentale.  Verso la metà del ‘600 venne acquisito dalla famiglia Lancellotti i cui discendenti ne detengono la proprietà tutt’oggi. Aperto al pubblico da pochi anni, è visitabile solo nel fine settimana prenotando una visita guidata alla proloco del paese. Il perfetto stato di conservazione e il mix di stili architettonici (dal gotico, al rinascimentale, al barocco) gli conferiscono un’aura fiabesca, accentuata dai due splendidi giardini che si trovano nei cortili interni alle mura. Anche i saloni non sono da meno, riccamente decorati con affreschi in ottimo stato, per non parlare dell’impatto scenico della sala d’armi e del suo enorme lampadario a forma di sole da cui si irradiano decine di punti luce.

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La zona che circonda il castello è votata alla produzione della nocciola, il 90% dei terreni sono boschivi proprio per la grande quantità di noccioli che vi è stata piantata. Spostandosi più a sud e verso l’interno il paesaggio cambia, passando dai boschi di noccioli ai castagneti. E’ da qui infatti che proviene la castagna di Montella Igp, una castagna a polpa chiarissima, croccante e dolce.

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La ditta artigianale Perrotta ne è il principale produttore e, oltre che per i prodotti più classici, le usa per creare le famose castagne del prete, utilizzando l’antico metodo locale dell’essiccazione a legna sui gratali. Le castagne migliori del raccolto vengono selezionate in base al calibro ed essiccate in appositi locali a due piani detti gratali, riscaldati costantemente per oltre dieci giorni da fuochi realizzati con legno di castagno ricavato dalla potatura degli alberi. I ceppi ardono nella parte bassa facendo salire calore e fumo attraverso una graticcia in legno in cui sono appoggiate le castagne lasciate intere a guscio. Questa fase riduce il loro contenuto d’acqua e conferisce il sapore di affumicato e il colore scuro caramellato alla castagna sgusciata. Successivamente vengono tostate in appositi forni per dar loro un gusto più deciso, poi immerse in acqua per brevi intervalli per circa sette giorni per reidratarle.

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Questo particolare procedimento di lavorazione e conservazione della castagna venne ideato dai frati cappuccini, per questo si chiamano “del prete”. La produzione in quantità limitata e il poco apprezzamento di questo prodotto fuori della Campania, non spingono i produttori a distribuirle oltre il confine regionale rendendo difficilissimo il loro reperimento nelle altre regioni italiane. Se volete provarle dovete farvi un viaggio in Irpinia, e ne sarà valsa la pena perché sono eccezionali nella loro affumicatura dolce e caramellata. In compenso potete trovare facilmente tutti gli altri prodotti di Perrotta come la crema di marroni al cacao, le castagne al rum, le castagne ai porcini e molti tipi di biscotti realizzati con farina di castagne.

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Un’altro prodotto tipico irpino è il broccolo aprilatico di Partenopoli, presidio Slow Food. E’ un broccolo primaverile di colore verde scuro intenso e dalle cime croccanti se crude ma succose e dolci dopo la cottura. La sua coltivazione è lunghissima: si semina a fine estate, si trapianta prima dell’inverno e si raccoglie da fine marzo a metà maggio. In cucina si utilizzano le cimette di questo broccolo, raccolte manualmente dai contadini del paese di Partenopoli. Vengono abbinati soprattutto con sarde, aglio e limone, utilizzati per i primi piatti di pasta o in accompagnamento alla carne. La ricetta più diffusa del luogo sono i fusilli fatti in casa, arrotolati a mano conditi con una crema di broccoli e peperoncino, come quelli che ci hanno preparato al ristorante Megaron assieme ad un buon panino con cime crude e pomodoro secco.

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Vi ricordo che se oggi siete in fiera a TuttoFood potete assaggiare questi prodotti allo stand dell’Irpinia.

6 maggio 2015

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