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Refettorio Ambrosiano, tra solidarietà ed alta cucina

Inaugurato lo spazio ideato da Massimo Bottura

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Il Refettorio Ambrosiano, voluto dallo chef Massimo Bottura a Milano assieme a Davide Rampello e alla Caritas milanese, è ufficialmente aperto negli spazi del vecchio teatro Greco. Dal 4 giugno quasi 100 persone mangiano ai dodici tavoli della nuova mensa, prima grande eredità di Expo a Milano e ristrutturata dal Politecnico. Punto cruciale del progetto è l’utilizzo di eccedenze e alimenti avanzati nella fiera a Rho. Un primo importante progetto focalizzato sulla sinergia tra alta cucina e solidarietà. Il primo piatto preparato da Bottura infatti è stato un Gelato alla banana e al melone preparato con la frutta matura arrivata il giorno prima da Expo.

Presenti all’inaugurazione naturalmente Bottura ed il sindaco di Milano Pisapia; «Non verremo qui a fare uno show — ha raccontato Botturama ad aiutare». «Chi non può permettersi di mangiare potrà trovare un pasto di qualità e vedere un sorriso — ha detto il sindaco —. Questo posto rinasce unendo generosità e responsabilità sociale».

Tanti altri attori dell’alta cucina hanno dato la loro disponibilità, mettendosi a disposizione per il progetto. A turno lavoreranno per il Refettorio, oltre allo stesso Bottura, Andrea Berton e Davide Oldani, ma anche Alain Ducasse e Viviana Varese.

L’idea è nata osservando le cifre relative allo spreco alimentare: «ogni anno si sprecano 1,3 miliardi di tonnellate di cibo — ha detto Bottura —. Una cifra inconcepibile. Dovevamo intervenire!».

I lavori sono partiti esattamente 12 mesi fa, tutti finanziati da donazioni, e conclusi nei giorni scorsi. «Dal sito di Expo abbiamo già recuperato tre tonnellate di cibo — ha detto il vicedirettore della Caritas Luciano Gualzetti —. La maggior parte è stata destinata a mense e strutture di accoglienza della Diocesi ma da alcuni giorni stiamo portando il cibo qui».

La speranza di tutti è che la struttura possa sopravvivere all’Expo, per mostrare agli scettici la validità del progetto ed assicurare la necessaria continuità quando si mette in campo la solidarietà.

8 giugno 2015

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