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Tre giorni a Parigi

"Parigi ha la chiave del cuor...." - Anastasia (1997, film d'animazione 20th Century Fox)

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Capitale della Francia, con circa 2,2 milioni di persone e 28 milioni di turisti all’anno, Parigi è considerata la città più romantica del globo. Ma che ci si vada in coppia per una vacanza tete a tete, che sia con gli amici o con i genitori, poco importa; la cosa fondamentale è la voglia di scoprire i segreti di ogni angolo, infatti di Parigi non sono degni di nota solo i musei o le cattedrali, ma anche i viali, i parchi, i bistrot, il lungo Senna, i ponti e persino i tetti (ndr: nel 2014 è stata avanzata la candidatura dei tetti di Parigi a patrimonio dell’Unesco).

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Appena posso, anche solo per 3 giorni, salto su un aereo e torno a Parigi; mi dà un senso di casa, mi brillano gli occhi come avessi ancora 6 anni e vedessi questa enorme città splendente per la prima volta! Vi potrei dire che ci vuole almeno una settimana, anzi forse due per poter visitare tutta la città, camminando da una meta all’altra invece che prendere la metro per spostarsi, ma non sempre si ha tutto questo tempo… se avete solo 3 giorni, e volete vedere un po’ di tutto, toccare con mano la Parigi nascosta e non solo la parte più famosa e conosciuta, questo itinerario fa per voi!

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Giorno 1. Lungo Senna, les Jardins du Luxembourg e il quartiere Latino

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Da sinistra: Fin d’Arabesque, Degas E. Museo d’Orasy , la Cattedrale di Notre Dame, Statua della Libertà ai Jardines du Luxembourg

Il nostro volo arriva alle 8 del mattino a Paris Beauvais e dopo un’oretta di autobus raggiungiamo la città. Una breve sosta in hotel (situato nel 14° arrondisement, all’altezza della fermata del metro Malakoff – Plateau di Vanves) giusto per poggiare le valigie e poi via, pronti ad iniziare la nostra breve ma intensa vacanza! Prendiamo la metro e scendiamo dopo una decina di minuti ad Invalides, proprio sul lungo Senna: la città appena svegliata si estende a perdita d’occhio, un cafè au lait a emporter nel bistrot all’angolo e arriviamo al Musée d’Orsay, una stazione ferroviaria d’epoca dove sono esposte le più grandi opere degli Impressionisti e non solo. Terminiamo la visita un paio d’ore più tardi e affamati ci dirigiamo verso Notre-Dame, la famosissima cattedrale dov’è stato ambientato l’omonimo cartone animato della Disney. Tutto il tragitto lo facciamo a piedi, sul lungo Senna, fermandoci spesso a guardare le esposizioni degli artisti di strada: libri antichi e polverosi, locandine di altri tempi, caricature e oggettistica vintage degna dei migliori mercatini delle pulci. Imbocchiamo Pont Neuf e attraversiamo la Senna fino all’isoletta che si trova nel mezzo, ci inoltriamo per le viette e arriviamo alla grande cattedrale, che nel cielo terso e azzurro di settembre si staglia imponente ed elegante. Non entriamo nella cattedrale perché la fila è lunghissima, per cui ci accontentiamo di ammirare la sua bellezza esteriore. Una baguette farcita per un pranzo al volo, mentre camminiamo verso i Giardini di Lussemburgo, per prendere qualche raggio di sole autunnale, riposarci e soprattutto vedere la famosa Statua della Libertà in miniatura. Verso sera facciamo tappa nel quartiere Latino, dove i ristorantini e i bistrot si affollano ad ogni angolo e si ha veramente l’imbarazzo della scelta su dove mangiare. E dopo la cena un ultimo giro tra le viette per comprare qualche souvenir per chi è rimasto a casa.

Giorno 2. La Grandeur parisienne

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Da sinistra: la Basilica del Sacro Cuore, Moulin Rouge, Champs Elysée

La giornata inizia presto. Invece di prendere la metro oggi prendiamo l’autobus, i tempi si allungano, ma così ci possiamo gustare tutta la città! Attraversiamo praticamente tutta la città e ci ritroviamo alle spalle di Montmartre, in un quartiere praticamente sconosciuto ma pieno di bistrot vegetariani e vegani dai colori pastello. Affrontiamo una salita infinita e ci troviamo alle spalle della Basilica del Sacro Cuore, ci giriamo attorno ed ecco tutta Parigi che si estende ai nostri piedi. Seduti su una panchina cerchiamo di bearci il più possibile di questa vista e poi via, che la giornata è ancora lunga e piena di posti da vedere. Dal Sacro Cuore scendiamo a piedi seguendo la cartina, attraversiamo tutto Montmartre, Pigalle (il quartiere a luci rosse) in cui è d’obbligo la sosta per le foto al Moulin Rouge; oltrepassiamo la Madeleine, arriviamo a Place de la Concorde, uno sguardo all’obelisco e imbocchiamo gli Champs Elysée, il lungo viale alberato che sale fino a Place Charles de Gaulle dove si trova l’Arco di Trionfo, costruito per celebrare le vittorie in battaglia di Napoleone Bonaparte, alla cui base brucia una fiamma perenne in memoria dei soldati della I Guerra Mondiale. Ripercorriamo i viali in discesa, fermandoci davanti alle enormi vetrine colorate dei negozi, con una tappa d’obbligo a Laduree per qualche macaron, e a Place de la Concorde prendiamo l’autobus in direzione Tour Eiffel per goderci il tramonto su Parigi dalla cima (consiglio di prenotare i biglietti in anticipo per evitare code interminabili). Tramontato il sole scendiamo anche noi e ci dirigiamo in un bistrot lì vicino per una cena tipica francese con Croque Monsieur e zuppa di cipolla.

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Da sinistra: menù tipico da Bistrot, Arco di Trionfo, Tour Eiffel

Giorno 3. Musei e cimiteri, tra arte e rock

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Da sinistra, in senso orario: tomba di Jim Morrison (cimitero di Pere Lachaise), passeggiando per Parigi, Mondrian pelosino e Giallo, rosso e blu di Kandinskij al Centre Pompidou

La sveglia suona presto anche oggi e partiamo alla volta della Parigi che ci piace di più. Stesso autobus di ieri, scendiamo a Place de la Concorde e imbocchiamo il Jardin des Tuileries. Passeggiamo mano nella mano, cercando di assaporare al meglio ogni momento e arriviamo al Louvre; un paio di foto alla Piramide di vetro e proseguiamo nella passeggiata – il Louvre merita di essere visto con calma, tenete presente che ci vogliono almeno 4/5 ore più eventuali file per entrare, e noi non avevamo abbastanza tempo questa volta. Vagabondiamo scegliendo viottoli a caso, non importa stare sull’affollata strada principale, in direzione del Centre Pompidou, un museo multi-disciplinare di arte moderna, attività musicali e cinematografiche. Ridiamo delle buffe opere d’arte esposte (vedi foto) e ancora ridendo iniziamo a sentire i crampi della fame. Usciamo e per pranzo ci concediamo un mare di crepes dai condimenti dolci e salati, un mix di sapori da dividere per poterne assaggiare a più non posso. L’ultima tappa di questo viaggio è ormai un rito, nato quando avevo 6 anni: andare a salutare Jim Morrison al cimitero di Pere Lachaise. Il cimitero si sviluppa su una collina e una volta entrati dà l’impressione di essere in un bosco grazie ai suoi 5300 alberi; tra i personaggi illustri che troverete sepolti ci sono anche Oscar Wilde, Marcel Proust e Chopin, ma trovare i loro sepolcri e orientarsi tra i mille sentierini che si dipartono dalle vie principali non sempre risulta semplice. Salutato Jim Morrison scendiamo dalla collina e con l’autobus torniamo verso l’hotel per prendere la valigia.

In senso orario da sinistra: Jardin des Tuileries e il Louvre, Pigalle, Lungo Senna e i mercatini vintage, la Piramide del Louvre
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Il sole che tramonta rende rosa il cielo sopra i tetti di ardesia, mentre l’autobus si allontana dal caos parigino e ci porta all’aeroporto. Un ultimo sospiro, facciamo ciao con la mano sperando di tornare presto e mentre il buio ci circonda siamo ormai sull’aereo diretti a casa.

3 agosto 2015

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