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I fichi

Platone era soprannominato “mangiatore di fichi”: sosteneva che cibarsi di fichi accrescesse l’intelligenza.

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La leggenda racconta che Rea Silvia abbandonò i suoi gemelli Romolo e Remo in una cesta sul fiume Tevere; la cesta si arenò miracolosamente sotto a una pianta di fico che cresceva sulle sue rive e da allora la pianta divenne sacra.

Il fico ha però origine in Medioriente, lo dice anche il suo nome scientifico, Ficus Carica, ovvero della Caria, in Asia Minore, e nell’antichità era diffuso in Egitto e Palestina.

L’albero della conoscenza e del bene e del male, raccontato nella Bibbia, e dal quale Adamo ed Eva presero le foglie per coprire le loro nudità, era proprio un fico.

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La pianta può raggiungere i 10 metri di altezza, ma quello che noi conosciamo come frutto è in realtà un fiore: i veri frutti sono i semini dolci che si trovano all’interno.

Ne conosciamo due tipologie principali: i fioroni, che giungono a maturazione dalla fine della primavera, e i fichi veri e propri, che invece maturano alla fine dell’estate: di questi, in realtà, le quantità conosciute sono centinaia, verdi, viola, marroni e neri, di dimensioni diverse tra loro.

E’ risaputo che il fico sia uno dei frutti più zuccherini, ma contiene in realtà, a parità di peso, meno calorie di uva e mandarini: 47 kcal per 100 g di prodotto.

Non è solo uno dei frutti più golosi, ma è anche salutare per la pelle, la vista, l’apparato digerente e quello cardiocircolatorio.

Per mantenere sani occhi e pelle, ma anche per ossa e denti, è importante il suo apporto di vitamina A, abbinata a potassio, ferro e calcio. Invece la fibra vegetale in esso contenuta è delicatamente lassativa ed utile per combattere i disturbi dell’intestino.

Se si è quasi persa l’usanza di utilizzarlo come impacco per calmare ascessi ed acne, ancora oggi sono ben noti i benefici effetti che può avere sulla pelle, ma anche sulle infiammazioni dell’apparato unirario e del sistema circolatorio.

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Il fico va consumato in tempi molto brevi dalla raccolta, subito, o conservato in frigo per massimo tre giorni, oppure può essere essiccato per l’inverno, con la perdita di oltre il 35% della sua acqua e con un aumento notevole dell’apporto calorico.

fotografie di Mary Pellegrino
fonti bibliografiche:
http://www.cure-naturali.it/fichi/1504

http://www.mr-loto.it/fichi.html

http://www.ilgiardinodegliilluminati.it/proprieta_curative_benefici_dei_frutti/fico.html

 

2 settembre 2015

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