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SCIO, per scoprire cosa mangiamo

Lo spettrometro portatile è in grado di rilevare la composizione chimica degli oggetti

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Salutisti preparatevi a gioire: sta per arrivare SCIO, e nulla sarà più come prima. Creato dalla startup israeliana Consumer Physics, promette di essere il nostro sesto senso (portatile). Questo gadget, grande come un portachiavi, è uno spettrometro che collegato ad un’app per smartphone, permetterà di scoprire la composizione chimica di tutto ciò che ci circonda. “Le sue applicazioni sono infinite“, dichiara il co-fondatore Dror Sharon, “dal cibo alla cosmesi, passando per la farmaceutica“.

Il nostro pensiero non può che rivolgersi immediatamente al mondo del food! La merendina che stiamo mangiando contiene olio di palma? Quella nel bicchiere è Coca-cola o Pepsi? Ed è proprio l’applicazione ai cibi che ha portato i 2 ideatori a decidere di sviluppare questo spettrometro: “Immagina se ci fosse un modo per sapere qual è il melone più dolce, quando matuterà l’avocado, e quante calorie, carboidrati o proteine ci sono nella bibita“, ecco cosa si sono chiesti Dror SharonDamian Goldring.

La loro società è riuscita a raccoglierne più di 2,75 milioni entro la fine della campagna di crowdfunding, ed ora l’azienda, che conta già 60 dipendenti, si prepara a spedire i primi 100mila prodotti a sviluppatori e sostenitori, con un costo stimato che si aggira intorno ai 300 dollari.

Ma come funziona SCIO? sfrutta la spettroscopia molecolare, cioè un processo che gli scienziati usano per comprendere la composizione chimica delle sostanze, attraverso il modo in cui assorbono o riflettono la luce. Si punta sull’oggetto che vogliamo analizzare, selezioniamo la categoria di appartenenza e  poi degli algoritmi comparano le informazioni appena raccolte a quelle già inserite da Sharon&Co. nei database e riescono a riconoscere l’elemento esaminato. Al momento il database di informazioni è limitato ma è chiaro che tutto il progetto è in continuo sviluppo.

Cosa ci riserverà il futuro? Vedremo Mamme e Nonne girare nei supermercati o in pescheria puntando ed analizzando angurie o salmoni, formaggi e salumi? Le osserveremo rimproverare il macellaio di turno che voleva vendere loro un taglio di carne da scarto facendolo passare per uno di prima qualità? Qualcosa di questo tipo in realtà già avviene quotidianamente, perché l’esperienza delle nostre Nonne supera al momento la performance di qualunque spettrometro, ma è evidente che la continua evoluzione della tecnologia apporterà modifiche nel nostro comportamento, probabilmente anche dal punto di vista alimentare.

23 settembre 2015

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