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“Bufale” sul web: le preferite dagli italiani

Agrumi, merendine e ananas in cima ai miti da sfatare

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Il più grande vantaggio derivante dal web? avere a portata di mano (o di clic), in pochi istanti, qualunque tipo di informazione. Il più grande svantaggio del web? avere a portata di mano, in pochi istanti, qualunque tipo di informazione, molto spesso però informazioni non certificate.

E cosa accade in questo caso? che molto spesso il web sia visto come un moderno Vangelo, e con il contributo della pigrizia dell’utente, si creano quelle famose “Bufale in rete” che, soprattutto in ambito alimentare permettono di diffondere notizie non corrette sull’impatto che alcuni ingredienti ed alimenti possono avere sulla nostra salute.

Per 4 italiani su 10 infatti – rivela una ricerca realizzata da Doxa per conto di Aidepi (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) e promossa attraverso il progetto varato da www.merendineitaliane.it e dal blog Ore17, Internet e social media sono la seconda fonte d’informazione più attendibile sul cibo.

Analizzando 9 bufale alimentari molto diffuse sul web – setacciate dal gruppo di 5 blogger che hanno dato vita alla campagna #OperazioneFalsiMiti e “smentite” dagli esperti ingaggiati da Aidepi e sottoposte al giudizio del campione della ricerca, si è potuto verificare quanta poca informazione ci sia riguardo alcune notizie presenti in rete.

Le bufale alle quali gli italiani credono di più (dal 53% al 79%) sono 4: gli agrumi servono a prevenire il raffreddore; i grassi fanno male e andrebbero eliminati dalla dieta; le merendine sono piene di additivi tossici come l’E330; mangiare ananas aiuta a bruciare grassi.

Meno “drammatica” la disinformazione relativa  alle altre 5 bufale prese in esame, alle quali gli italiani dimostrano di credere meno: lo zucchero fa male e non va dato ai bambini (46%), i carboidrati fanno ingrassare (44%), eliminare il glutine aiuta a dimagrire (30%), il lievito fa male alla salute (27%), ogni tanto la merenda e la colazione andrebbero saltare per stare meglio in salute (12%).

 

7 ottobre 2015

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