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La melagrana

Dall'antichità a noi: la melagrana, frutto apprezzato per le sue mille proprietà.

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L’albero a cui tendevi
La pargoletta mano,
Il verde melograno
Da’ bei vermigli fior, […]

[Giosuè Carducci – Pianto Antico – 1871]

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Per risalire alla nascita del primo melograno viaggiamo ancora una volta verso la culla della civiltà, il Medioriente, in Iran, Nord Africa e Asia occidentale, e facciamo un salto di migliaia di anni, perché già conosciuto ed apprezzato prima degli Egizi.

Il suo nome latino malum granatum significa mela con semi, poiché ha la forma esterna della mela e l’interno costituito da piccoli grani succosi.

Il frutto è una bacca che si sviluppa insieme al calice florale di cui resta traccia, a frutto completamente sviluppato, nella piccola corona opposta al picciolo. Se l’esterno è costituito da un’ostile buccia dura, coriacea, l’interno è formato dai semini, fino a 600 in ogni frutto, ognuno ricoperto da una polpa succosa il cui colore varia dal rosso acceso al bianco, con differenti gradi di dolcezza o asprezza.

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Al melograno è attribuito un significato duplice e opposto, quello di nascita da una parte e di morte dall’altra, come le due facce della stessa moneta.

I chicchi della melagrana rappresentano la fecondità e i figli: nella Bibbia, il Cantico dei Cantici fa riferimento a questo frutto come simbolo di fecondità. Al tempo stesso esso rientra all’interno di diverse usanze funerarie. Gli Egizi usavano mettere delle melagrane nelle sepolture, come sostentamento durante il viaggio nell’aldilà; anche nella mitologia greca e latina esso è legato al culto dei morti, ed è citato come il frutto che Persefone avrebbe mangiato nell’Ade, dopo essere stata rapita dal Dio degli Inferi: il frutto dei morti che la costringe alla fine dell’estate a tornare per sei mesi nel regno dell’oscurità.

A questa serie di miti e credenze ancestrali fa riferimento anche Giosuè Carducci quando, nel 1871, nella poesia Pianto Antico, mette in contrapposizione la morte del figlioletto Dante, di soli tre anni, con la fioritura della pianta di melograno, quasi a evidenziare l’eterno legame, drammatico e misterioso, tra la vita e la morte. D’altronde il melograno ci regala il suo cuore ricco di succo, proprio un attimo prima che la natura si addormenti per l’inverno, tra ottobre e novembre.

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In inglese antico la melagrana era conosciuta come Apple of Granada, mela di Granada, forse per una fantasiosa traduzione dal latino; fatto sta che la città di Granada la scelse proprio per comparire sul suo stemma. In Spagna essa fu introdotta dai Mori, che ne facevano largo uso, anche per le proprietà astringenti ed antiemorragiche, ma anche per le caratteristiche ornamentali della pianta che adornava i giardini interni di case e moschee.

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La melagrana contiene circa 50-60 kcal per 100 g di polpa; è poi costituita dall’80% d’acqua, e questo la rende un frutto particolarmente dissetante.

Contiene potassio e fosforo e in misura minore altri sali minerali, tra cui sodio, magnesio, ferro, zinco, manganese e rame. È un’ottima fonte di vitamina C, essenziale in questo periodo in cui occorre rinforzare l’organismo prima dei freddi autunnali.

Oltre alle già menzionate proprietà astringenti, è considerata antidiarroica e vermifuga. È tra i frutti più ricchi di polifenoli antiossidanti e di flavonoidi, ai quali vengono associate delle proprietà antitrombotiche ancora da verificare più rigorosamente a livello scientifico. È anche un gastroprotettivo, soprattutto dagli effetti dell’etanolo.

Aggiungere chicchi di melagrana nelle nostre insalate e carpacci permette di sfruttarne le capacità digestive e abbinato alle proteine animali contrasta, grazie alla sua azione alcalinizzante, la formazione di scorie acide che favorirebbero la degenerazione dei tessuti.

Del melograno esiste anche la versione ornamentale, il melograno nano, che produce frutti assai aspri e non commestibili per l’enorme quantità di tannini che contengono.

 

Fotografie di Mary Pellegrino

Bibliografia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Punica_granatum

http://www.riza.it/dieta-e-salute/cibo/3408/la-melagrana-vaccino-d-autunno.html

N. Sorrentino, A. Bay – Cosa mangiamo – Mondadori.

7 ottobre 2015

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