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007, agente con licenza di… fare colazione.

Le abitudini alimentari (sbagliate) di James Bond

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Il 5 novembre è uscito nelle sale italiane il ventiquattresimo film della saga di James Bond, Spectre, il quarto con Daniel Craig nel ruolo del celeberrimo agente segreto con licenza di uccidere, nato dalla penna di Ian Fleming nel 1953 e sul grande schermo a partire dal 1962.

In questa nuova avventura Bond dovrà fronteggiare inquietanti verità sul proprio passato, sullo sfondo di Città del Messico, Roma e Londra. 

Con l’uscita del film al cinema su movieplayer.it parte un importante concorso che vi darà la possibilità di vincere un viaggio a Londra per due persone e di vivere la James Bond Experience. Visitate la pagina del concorso per iscrivervi e partecipare.

Dopo oltre 60 anni dalla sua nascita, il fascino di Bond è intatto e, sebbene il personaggio sia di pura fantasia, l’abilità di Fleming – e dei registi che lo hanno portato sul grande schermo – lo ha reso reale, con fiumi di letteratura parallela volta a svelare i retroscena del personaggio di finzione.

Accanto alla biografia di James Bond, scritta dallo stesso Fleming nel capitolo 21 del romanzo “Si vive solo due volte”, anche negli altri romanzi e racconti si trovano infiniti riferimenti alla quotidianità dell’agente segreto più famoso di sempre: qui il cibo riveste un ruolo importante.

Al cinema la parte più consistente di ciò che Bond mette nello stomaco è l’oliva del Vodka Martini, suo cocktail preferito: «vodka martini, shaken not stirred»; nei romanzi, invece, Ian Fleming dedica ampio spazio alla descrizione dei pasti di Bond, consumati in Gran Bretagna o in giro per il mondo, durante le sue missioni.

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Noi di iFood.it abbiamo trovato naturale indagare su questo aspetto, ed ecco che il blogger inglese di jamesbondmemes.blogspot.it, Edward Biddulph, viene inconsapevolmente in nostro aiuto con il suo libro “Licence to cook”, dove approfondisce il discorso sui piatti che compaiono sia sul grande schermo, sia sulle pagine dei romanzi, fornendo anche le ricette per preparare un menù alla “James Bond”.

Ian Fleming era un buongustaio e la sua creatura 007 lo è a sua volta – osserva Biddulph – e, fin dalla prima avventura, non bisogna sfogliare un gran numero di pagine prima che l’azione si interrompa per dare spazio alla descrizione di un pasto del suo protagonista. In totale sono descritti circa 70 pasti in venti romanzi e due libri di racconti brevi: un buon numero, tale da poterci ricavare un menù a tutti gli effetti e un ritratto esauriente delle sue abitudini alimentari.

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L’agente segreto per correre, arrampicarsi, nascondersi e sedurre donne di ogni parte del globo doveva avere a disposizione un bel po’ di calorie, fino a 6000, come normalmente indicato sulla tabella nutrizionale di un soldato della Marina Reale. Al tempo stesso Bond non è Rambo, anzi si accompagna sempre ad un’eleganza impeccabile, che lo porta a gustare cibi di lusso in alcuni dei ristoranti più eleganti e lussuosi del mondo. Caviale, aragosta e altri cibi d’élite sono la consuetudine, affiancati a pasti che oggi risultano all’ordine del giorno ma che negli anni ’50 erano esotici e altrettanto particolari: kebab, curry e sukiyaki.

Tra il lusso e la sostanza, Bond si trova felicemente costretto ad ingurgitare una quantità abnorme di proteine, cibi dal gusto molto virile, tra cui spicca moltissima carne di manzo e di agnello; frutta e verdura appaiono davvero di rado nei suoi menù ma, nutrizionalmente parlando, quello che colpisce è la scarsità di carboidrati, che sarebbero invece utili al nostro Eroe per avere energia “express” velocemente spendibile.

Se nei film e nei libri la prestanza fisica di 007 è innegabile ed indice della sua salute, Catherine Collins della British Dietetic Association, interpellata in materia in un esauriente articolo di BBCfood, ipotizza che una dieta di questo genere porterebbe Bond a soffrire in breve tempo di disturbi legati all’eccesso di colesterolo e alla pressione alta. D’altra parte però carni come quella di manzo e d’agnello, ricche di ferro e vitamina B12, lo aiuterebbero a guarire in fretta da ferite ed escoriazioni.

La cosa che Bond dovrebbe però evitare o limitare, per tenersi attivo e in forma, è l’eccesso di alcool, proprio l’aspetto messo più in luce dalle pellicole cinematografiche. Bond inizia ogni pasto con la vodka per proseguire con il vino e concludere con lo champagne: un consumo reiterato davvero eccessivo.

Dunque le abitudini di Bond a tavola sono tutte da condannare? In effetti l’unico pasto che davvero risulta equilibrato è anche il suo preferito: la colazione.

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Bond ordina al servizio in camera dell’hotel succo d’arancia, tre uova strapazzate con bacon e doppio caffè con panna, in “Vivi e lascia morire“; in Turchia, il caffé nerissimo la fa da padrone, assieme a yogurt e fichi; la sua colazione londinese, invece, è raccontata nel dettaglio in “007, dalla Russia con amore”:

«caffé fortissimo della qualità venduta da De Bry nella New Oxford Street, senza latte né zucchero, preparato con una Chemex americana; un uovo sodo maculato di gallinelle francesi Marans – quelle di certi amici di May, la governante scozzese di Bond – bollito per non più di 3 minuti e 20 secondi e accompagnato dalla confettura Little Scarlet spalmata su due grandi fette di pane integrale tostato.»

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La colazione preferita di Bond: caffé fortissimo ottenuto con percolatura chemex; uova da galline Marans; confettura di fragoline di bosco Little Scarlett.

 

Dunque su un aspetto concordano il blogger appassionato di Bond e la dietologa inglese, se volete mangiare come Bond, iniziate dalla colazione… e fermatevi lì!

 

Per il Concorso cliccate qui:  movieplayer.it 

 

[Fonti:

http://jamesbondmemes.blogspot.it/

Edward Biddulph, Licence to cook, 2012

http://www.bbc.co.uk/food/0/19813810]

6 novembre 2015

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