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Quanto costano gli allarmi alimentari?

Mucca pazza, aviaria e mozzarelle blu hanno fatto perdere 12 miliardi in 15 anni

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In principio, all’inizio del millennio, arrivò la “mucca pazza“. Poi è stato il turno, tra gli altri, dell’aviaria, seguita dalle mozzarelle blu fino a giungere ai giorni nostri con la carne rossa cancerogena, i formaggi e il caffè già pronto a creare nuovi dubbi tra i consumatori. Gli allarmi alimentari si susseguono rapidamente in questi ultimi anni, ed ogni volta che un alimento viene indicato quale potenzialmente pericoloso per la nostra salute, la prima conseguenza è spesso il calo dei consumi, che comporta danni di natura economica ai produttori.

Dai 2 miliardi persi a causa della mucca pazza al miliardo dovuto all’aviaria: negli ultimi 15 anni gli allarmi alimentari hanno causato un perdita di circa 12 miliardi di euro ai produttori del nostro paese. Le reazioni, spesso eccessive, dei consumatori fanno registrare repentini cali nei consumi degli alimenti “incriminati”. Le stime della Coldiretti hanno evidenziato che ad oggi, in seguito alla pubblicazione del rapporto dell’Oms sulla carne rossa, solo l’11 per cento ha contenuto il proprio consumo di carne e insaccati, mentre è ancora troppo presto per riuscire a valutare gli effetti dell’annuncio degli studi sul caffè.

Ciò è dovuto al buon lavoro delle istituzioni ed alle precisazioni della stessa Oms che ha chiarito che nessun alimento deve essere eliminato dalla dieta“, ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, che ha anche ribadito l’importanza di obbligare ad indicare in etichetta la provenienza della carne anche nei trasformati come i salumi. La Coldiretti ha sostenuto inoltre che l’introduzione dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della carne bovina è stata un’azione particolarmente efficace. Questa misura venne introdotta nel nostro paese anche nel 2005 in occasione dell’emergenza legata all’influenza aviaria, in seguito ad un calo dei consumi che superò il 60% nella fase più critica.

Gli altri allarmi che hanno contribuito al calo dei consumi ed al danno economico? Nel 2008 la carne alla diossina, a seguito della contaminazione nei mangimi, e del latte alla melanina in Cina; nel 2010 è arrivata la mozzarella blu a spaventare i consumatori, e l’anno successivo ha fatto la sua comparsa il batterio killer che fece salire ingiustamente i cetrioli sul banco degli imputati, per poi concludere nel 2013 con le polpette di carne di cavallo spacciata per manzo. Ora siamo alle prese con carne rossa cancerogena, formaggi che creano dipendenza ed il pericolo caffè: quale sarà il prossimo alimento a creare una nuova psicosi nei consumatori?

2 novembre 2015

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