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Paolo Barilla e la “certificazione” dell’Olio di Palma

Il Presidente dell'Aidepi chiarisce la sua posizione ed indica alcune soluzioni

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Poco tempo fa, all’interno di questa rubrica, avevamo dedicato spazio alla petizione, promossa da “Il Fatto Alimentare” e “Great Italian Food Trade“, che chiede a Paolo Barilla di chiarire la posizione delle aziende riguardo l’utilizzo dell’olio di palma e di rispondere a 10 domande. Il Fatto Alimentare ha individuato in Paolo Barilla la persona a cui rivolgere le domande poiché, da Presidente AIDEPI, rappresenta l’associazione della aziende produttrici tra le altre cose di biscotti e merendine; ma anche perché nel corso di una conferenza stampa tenuta alla Camera dei deputati Barilla aveva indicato questo ingrediente come una materia prima di ottima qualità, evidenziandone anche le caratteristiche, ritenute migliori del burro. AIDEPI ha contattato la nostra redazione per farci sapere che Il Fatto Alimentare ha estrapolato alcune frasi da un contesto più ampio, divulgando informazioni non corrette. Ecco il loro comunicato che pubblichiamo perché riteniamo giusto dar voce a tutte le parti in gioco in questa disputa sugli effetti dell’utilizzo dell’olio di palma.

A seguito della partecipazione del Presidente Paolo Barilla al convegno dal titolo “La Verità, Vi prego, Sull’Olio di Palma”, organizzato presso la Camera dei Deputati da “Strade” e “Formiche”, sono stati pubblicati alcuni articoli da parte di alcune testate on line, tra cui Il Fatto Alimentare, in cui si riprendevano delle dichiarazioni, estrapolandole totalmente dal contesto e dandogli un senso assolutamente non corrispondente alla realtà, come evidenzia lo stesso titolo “Paolo Barilla (Aidepi): “l’industria leverà l’olio di palma”. Stanno cambiando le ricette. Senza grasso tropicale i nuovi biscotti”.

Le dichiarazioni di Paolo Barilla erano mirate esattamente a significare il contrario, sottolineando come proprio a seguito della ingiustificata campagna denigratoria di alcuni media contro questo ingrediente, alcune aziende, siano arrivate alla sostituzione dell’olio di palma nelle proprie ricette.

AIDEPI sta portando avanti una campagna d’informazione per far sapere ai consumatori la ragione per la quali le grandi Aziende aderenti hanno scelto di utilizzare questo ingrediente, dopo aver approfondito anche tramite autorevoli istituzioni scientifiche che tale ingrediente è sicuro per la salute e non ha nessuna controindicazione rispetto alle altre materie grasse utilizzabili dall’industria alimentare. Dal punto di vista nutrizionale, non ci sono evidenze che ci dicano che non debba essere usato: la sua componente principale, l’acido palmitico, è contenuto naturalmente anche nel latte materno, non contiene colesterolo e, a differenza di molti altri grassi alimentari, ha un contenuto di grassi saturi inferiore al burro.

Il Presidente di AIDEPI ribadisce la posizione associativa: “Le grandi aziende aderenti ad AIDEPI si sono impegnate ad acquistare il 100% di olio di palma sostenibile certificato RSPO. E hanno già raggiunto l’obiettivo. Possiamo dire che rispetto a una media mondiale di olio certificato RSPO del 18%, da noi siamo già a livelli di almeno il 60-70%. E stiamo lavorando perché anche le aziende più piccole si adeguino al più presto…. Alternative all’olio di palma nell’industria dolciaria non ci sono, la cosa da fare è senz’altro quella di certificare le fonti di approvvigionamento, come del resto di ogni altro prodotto”.

Noi come consumatori auspichiamo che l’utilizzo di un prodotto tanto dibattuto e controverso sia, proprio per questo, oggetto di indagine e di approfondimenti da parte delle grandi industrie dolciarie con la finalità primaria della nostra salute e della salute del pianeta.

14 dicembre 2015

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