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La mela

Da frutto del peccato a frutto della salute, la simbologia e le proprietà della mela.

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La mela proibita e il frutto del peccato. Concetti che vanno a braccetto nel comune sentire, eppure qualche “ingrediente del mese” fa, su queste pagine, abbiamo scoperto che sia il fico sia la melagrana sono frutti che si possono assimilare all’albero del bene e del male descritto nella Bibbia. E dunque? Da dove deriva la simbologia che classicamente viene associata alla mela, vera e propria succosa regina dell’inverno?

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Iniziamo dal sapore: tagliando una mela, il succo che ne fuoriesce è dolce e stucchevole al primo impatto ma poi rivela una punta di acidulo, simbolico dualismo che fa vedere ad alcuni un’allegoria della tentazione diabolica, dolce in principio, ma che porta all’aspro della perdizione.

La fetta ha la buccia rossa come le labbra di una donna e un interno candido come i denti o la pelle di una fanciulla. Al morso è croccante, altro aspetto considerato diabolico e contro natura, poiché normalmente i frutti si ammorbidiscono con la maturazione.

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Tagliata a metà mostra ancora una vaga somiglianza con i genitali femminili, ma tagliata trasversalmente il risultato è ben più terrificante: addirittura una stella a cinque punte, simbolo del diavolo; e, in prossimità dei semini, il suo ossidarsi a contatto con l’aria può far intuire un’oscura e infernale evocazione.

Questo il racconto di Stewart Lee Allen nel suo “Nel giardino del diavolo”, così come riportato a lui da un monaco ortodosso conosciuto durante un viaggio sul Monte Athos.

A sorpresa, la narrazione si conclude con una bella risata del monaco: nella Bibbia non è specificato quale sia il frutto proibito, una mela è una mela, è stata la Chiesa di Roma a diffondere questa interpretazione.

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Questa delucidazione apre spazio a una riflessione ulteriore: la mela del peccato è un’invenzione del Papa, risalente al tempo in cui il mondo europeo si divideva in due: a sud delle Alpi si venerava la vite, e questo anche prima dell’avvento del Cristianesimo; a nord si venerava la pianta di melo, vero e proprio simbolo della cultura celtica. Se trasportare il mito di Dioniso nella cultura cristiana fu relativamente semplice, fare lo stesso con la mela celtica era decisamente più complicato: questo portò allo scontro tra le due Chiese anche dopo la diffusione della nuova religione, e sul finire del IV secolo sul biblico albero della conoscenza spuntarono le mele.

Al poeta romano Avito il compito di costruire il mito della mela del peccato. Le mele vennero demonizzate da quel momento e indicate con il termine latino malum (che significava anche male), invece di pomum; il sidro venne bandito da qualsiasi cerimonia religiosa; i miti arturiani vennero modificati, cambiando la mela, simbolo di saggezza e illuminazione divina, in simbolo di perdizione e dannazione eterna. In alcuni racconti Cristo viene crocifisso proprio all’albero di melo e il succo di una mela selvatica fatto colare sul suo corpo.

Lo stratagemma propagandistico funzionò a tal punto che venne ripreso dagli islamici secoli dopo, nei confronti del frutto della vite, per demonizzare la cultura cristiana, e dai missionari spagnoli con la scoperta dell’America, nei confronti del fiore tropicale dello xochitlicacan, per cancellare le fedi autoctone del Messico.

Le mele si presero però una bella rivincita. I Celti adoravano molti alberi, non solo il melo, e nei boschi officiavano i loro rituali. Proprio dai boschi provengono gli alberi che decorano le nostre case durante il Natale, la più importante festività cristiana, e molti di questi alberi sono ornati di palline rosse e verdi… forse un ricordo dell’antica venerabile mela dei Celti?

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La mela, al di là delle credenze antiche, è un frutto eccellente ed è tra quelli più consumati al mondo. Se ne conoscono almeno 2000 varietà diverse, e molte stanno tornando nelle coltivazioni, dopo essere state messe da parte perchè ritenute poco produttive.

Il contenuto di tannini della mela, fitosteroli e fibra idrosolubile sono utili a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.

La mela è adatta alle diete, perchè povera di glucosio, e alle gastroenteriti, al contrario di molti altri frutti, poiché non favorisce la fermentazione intestinale. Il contenuto di vitamine e minerali è importante, con le vitamine A, B1, B2, B3, B5, B6, C, E e K, e i minerali calcio, sodio, ferro, rame, magnesio, zolfo, potassio, fosforo, zinco, fluoro e manganese.

Una mela al giorno, tra l’altro, in linea con il famoso proverbio, consente di abbassare del 30% il rischio di diabete, perchè abbassa i livelli di zucchero nel sangue.

Le mele fresche sono disponibili sul mercato da tarda estate fino a tutto gennaio, poi entrano in gioco quelle conservate in atmosfera modificata, che maturano lentamente e sono reperibili per tutto l’anno.

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Fotografie di Mary Pellegrino

Fonti bibliografiche:

Stewart Allen, Nel giardino del diavolo – Storia lussuriosa dei cibi proibiti, Universale Economica Feltrinelli.

Nicola Sorrentino, Allan Bay, Cosa mangiamo, Mondadori.

http://www.mr-loto.it/mela.html

13 gennaio 2016

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