La Vernaccia di San Gimignano

La lunga storia, dal Medioevo ai giorni nostri, del primo vino DOC italiano

Il Cibo nella storia

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San Gimignano, in provincia di Siena, è un comune di 7000 abitanti, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, ma una visita nel suo centro storico racconta storie dall’aria ancora più intima. Visitarlo nella stagione fredda poi, assaporando grazie al clima i piatti ricchi del territorio e senza sgomitare tra i turisti, può essere una scelta vincente, anche nella scoperta della Vernaccia, il primo vino DOC italiano.

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Nonostante alcuni ripristini otto e novecenteschi il borgo è tra gli esempi più intatti ed autentici di una città di età comunale del XIII-XIV secolo.

Fin dal X secolo San Gimignano si trovava lungo il percorso della via Francigena che portava, a un capo verso nord e dall’altro verso la Terra Santa, ai principali luoghi di pellegrinaggio, e quindi di intenso traffico sia umano, sia commerciale.

La prima cinta muraria della città risale al 998. L’indipendenza comunale arriva nel 1199 e già San Gimignano era enormemente nota per il commercio di prodotti locali tra cui il preziosissimo zafferano. Nel ‘300 vi si contavano 72 torri patrizie, di cui oggi ne restano 14 o 16, contando due campanili: stando a questi numeri possiamo farci solo un’idea approssimativa di come fosse movimentato il suo skyline nel Medioevo.

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San Gimignano all’inizio del ‘200 comincia a balzare agli onori della cronaca per un altro prodotto, il suo preziosissimo vino: la Vernaccia.

Il nome e il vitigno derivano quasi sicuramente da Vernazza, delle Cinque Terre in Liguria. Il vino era tanto apprezzato che veniva importato e coltivato in diverse zone italiane, Liguria e Toscana tra le prime, ma anche in versione nera in Calabria, in Cilento e in Lombardia (Vernaccia di Cellatica); quella di San Gimignano, però, diventa da subito prodotto di punta, trovando un terroir adattissimo alle sue caratteristiche.

Per avere un’idea di quanto la Vernaccia fosse rinomata, basti pensare che compare nei versi del poeta sangimigranese Folgòre: «coppe, nappi, bacini d’oro e d’argento / Vin greco di riviera e di vernaccia», forse sconosciuto ai più; ancora più significativa la citazione di Dante Alighieri nel suo Purgatorio, che sistema il papa Martino di Tours tra i golosi del purgatorio, per l’abitudine di eccedere in succulenti pasti a base di anguille di Bolsena e Vernaccia, menzionato come un vino da “golosi per antonomasia”.

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Troviamo anche Boccaccio tra gli estimatori, con la descrizione del fiumicello di Vernaccia nel paese di Bengodi, nella sua novella “Calandrino e l’elitropia” durante la XVIII giornata del Decameron.

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Nei Catasti dell’epoca si trovano numerose notizie riguardo a possidenti che acquistano nuove porzioni di terreno da dedicare all’impianto di Vernaccia, e così nel menù dei pranzi di molti potenti dell’epoca, il vino Vernaccia viene citato tra quelli offerti; dalle nozze della sorella di Lorenzo il Magnifico, a quelle della sorella del Re di Napoli, fino alle cantine papali a Roma, la Vernaccia rallegra i banchetti di tutta Italia.

Giorgio Vasari dipinge accanto all’allegoria di San Gimignano e Colle Val d’Elsa, ancora visibile in Palazzo Vecchio a Firenze, un giovane bacco con i grappoli del celebre vino.

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L’ascesa continua nel secolo successivo, per poi subire un’improvvisa battuta d’arresto alla fine del XVIII secolo, quando la produzione inizia a calare.

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All’inizio del ‘900 il vitigno Vernaccia era presente in quasi tutti i vigneti intorno a San Gimignano, in piccole porzioni, utilizzato in uvaggio per la produzione di vini da tavola, oppure in purezza, ma per produzioni ridottissime: poche bottiglie da centellinare «come rosolio». Successivamente inizia la riscoperta, quando varie patologie avevano indebolito la produzione vinicola italiana.

La coltivazione ottiene nuovo vigore dagli anni ’60 quando il vecchio vitigno viene recuperato dai filari a coltivazione mista e reimpiantato. Nel ’66 si ha già il primo successo, la Vernaccia di San Gimignano è il primo vino italiano ad ottenere l’indicazione DOC e nel 1993 ottiene anche la DOCG.

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Domenica 14 e mercoledì 17 febbraio 2016 si terrà la consueta Anteprima Vernaccia di San Gimignano, giunta all’unidicesima edizione, durante la quale verrà presentata la nuova annata 2015 e 2014 (per la tipologia “Riserva”), nei locali del Museo di Arte Moderna e Contemporanea Grada di San Gimignano, con alcuni eventi volti a celebrare l’importante ricorrenza di quest’anno: il traguardo dei 50 anni dal conferimento del marchio DOC.

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La ricorrenza vera e propria si svolgerà il 3 marzo 2016, per un vino che ha ancora moltissimo da raccontare.

Vi serviva un pretesto per visitare San Gimignano e le sue colline?

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