Ave ninchi

Luigi Veronelli, il maestro che rivoluzionò la tv culinaria

Negli anni '70, la dirigenza Rai contattò un giornalista esperto di cibo e vino, nacquero nuove trasmissioni straordinarie

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L’Italia dei primi anni ’70 è un popolo di gente istruita, ma non troppo; fatto di donne emancipate, ma non troppo; un popolo che sta subendo dei cambiamenti che prendono avvio da una serie di riforme istituzionali, come quella sul divorzio.
È un’Italia che sta cambiando, si sta rivoluzionando e sta crescendo, sta uscendo dalla relegazione della famiglia patriarcale. Ma quando tutto sembrava avviarsi verso la novità e lo sviluppo, la crisi economica costringe a fare dietrofront. A risentirne sono soprattutto le donne che tornano in casa, davanti ai fornelli, lasciando l’attività lavorativa che si erano conquistate con la loro emancipazione.

Ma l’ebbrezza del cambiamento e della libertà ha forgiato e stimolato delle identità che vogliono uscire dal guscio. Sono questi i protagonisti della nuova televisione gastronomica italiana che viene messa in luce da uno dei miti della telecucina e non solo. Stiamo parlando del giornalista, esperto di vini e cibo, Luigi Veronelli.
Wine Spectator, Decanter, Amica, Capital, Gran Riserva, sono solo alcune delle riviste con cui il giornalista ha collaborato all’epoca, un uomo, un colto che ha fatto della sua passione, il suo lavoro ed è riuscito, senza volerlo, ad indottrinare gli esperti del settore di oggi che lo ricordano come un maestro.

Siamo nei primi anni ’70. Ammaliata dal sapere enogastronomico di Veronelli, la dirigenza Rai, di cui faceva parte anche Luciano Rispoli, lo contatta proponendogli di portare la sua conoscenza del settore in televisione. Dopo varie titubanze Veronelli accetta.
Nasce uno dei programmi di punta della telecucina italiana, Colazione allo Studio 7 che Veronelli condurrà dal 1971 al 1976 rinnovando il nome in A Tavola alle sette, successivamente, e andando in onda non più a pranzo ma a cena. Ad accompagnarlo in questa avventura telegastronomica, varie spalle. In ordine cronologico, Umberto Orsini, Delia Scala e Ave Ninchi, che l’affiancò per più edizioni.

La coppia Ninchi-Veronelli divenne maestra e informatrice, ma anche comica: i siparietti dei due, lo stuzzicarsi a vicenda, la dimostrazione di un finto odio, teneva incollati i telespettatori allo schermo durante la cena.
Il programma era incentrato sulla sfida tra regioni (Piemonte vs. Lazio, Puglia vs. Campania etc..) rappresentate da casalinghe esperte, gente comune (grande affluenza di uomini) che si destreggiavano tra i fornelli preparando lo stesso piatto. Tra un ingrediente e l’altro Veronelli amava disquisire sulle proprietà e giocherellare a colpi di sketch con Ave che, in attesa della cottura delle pietanze, conduceva un quiz, il Gioco della quantità e della qualità, interagendo con i concorrenti del programma.

A conclusione della preparazione dei piatti, una giuria di esperti composta da cuochi famosi e non solo, giudicava il piatto migliore decretandone il vincitore.
Il programma subì vari cambiamenti: nelle ultime due edizioni a cucinare non fu più la gente comune, ma attori, cantanti e personaggi dello spettacolo, a dimostrazione di quanto la televisione stesse cambiando: si andava verso gli anni ’80, gli anni della nascita della tv commerciale, della tv d’impatto, dove vendere e attirare l’attenzione era il modus operandi per eccellenza.
Veronelli non c’entrava nulla con quella tv. La sua missione era quella di trasmettere il valore della terra, la fatica dei contadini, l’attaccamento alle radici. “La terra, la terra, la terra e in fondo la terra” diceva. Fu un anarchico e sia attraverso la scrittura, sia attraverso la televisione fu capace di cogliere le mirabilia della natura e portarle direttamente sulle tavole degli italiani con estro, talento, professionalità e piacere.
Dopo l’esperienza di A Tavola alle sette, che fu uno dei precursori delle sfide culinarie in tv, Veronelli comparve in altre trasmissioni come Viaggio sentimentale nell’Italia dei vini, Meridiana – Lezioni di cucina e Star bene a tavola, trasmesse sui canali Rai nei primi anni ’80.

Vi lascio alla visione di uno storico passaggio TV del 1975. Ave Ninchi con Moira Orfei.

26 gennaio 2016

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