Vendere ciò che cuciniamo a casa, è legale?

Il portale UCOOKI permette a tutti di diventare "Cooker"

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https://www.ucooki.com/

Cucina e guadagna da casa tua, quando vuoi“: questo il motto di Ucooki, un portale che permette a tutti gli iscritti di diventare “Cooker“, preparando in casa propria i piatti da vendere (su ordinazione) ai clienti. In pratica chiunque può presentare dei piatti, delle proposte, con relativi ingredienti e costi; attendere un ordine e preparare il piatto, scegliendo se ricevere in casa il cliente o se consegnare a domicilio la ricetta scelta.

E questa ultima possibilità è la vera novità nel panorama della cucina “casalinga”. Da qualche anno, grazie a servizi come Gnammo in primis, abbiamo preso confidenza con gli Home restaurant, con la loro particolarità e soprattutto la coda di polemiche relativa alla presunta illegalità di tale servizio.

La prima domanda che mi sono posto, leggendo le informazioni sul portale, è stata: “ma tutto ciò è legale? chi controlla che i “Cooker” abbiano tutti i requisiti per poter somministrare cibi?” L’avventura UCOOKI è iniziata a Maggio del 2015 su iniziativa di Antonio ed Emanuele Saracino, fratelli leccesi trapiantati da anni a Bologna. L’idea è nata grazie ad una serie di riflessioni durante i pranzi in famiglia, chiedendosi quante persone avrebbero voluto mangiare un piatto “genuino”. 

Continuando a consultare il sito si può leggere che “UCOOKI è quindi una piattaforma tutta italiana dedicata al social-neighbor food! Su di essa si possono incontrare gli appassionati di cucina e gli amanti del buon cibo, coloro che desiderano cucinare, mettendo a disposizione le proprie capacità in cucina, e chi vuole gustare piatti prelibati, di qualità, genuini e soprattutto a pochi passi da casa. Per far parte di questa community è sufficiente iscriversi, avere buona volontà e voglia di scoprire ciò che di buono c’è intorno a noi“.

Quindi basta iscriversi scegliendo il proprio ruolo, chef o commensale. Nel primo caso è necessario caricare una foto del piatto scelto, gli ingredienti usati, la fascia oraria, le ore di preavviso necessarie per la preparazione e la modalità di consegna ed il gioco è fatto. “Una volta che un cliente richiede la preparazione di un piatto il cuoco dovrà semplicemente accettare o rifiutare la richiesta. Una volta pronto il piatto verrà consegnato all’indirizzo e orario stabilito o ritirato direttamente dall’acquirente presso il domicilio del cooker, in cambio del denaro previsto. Non c’è nessuna commissione richiesta, UCOOKI è completamente gratuito“.

Questa è quindi una community fatta “da persone che amano il buon cibo, di qualità e genuino. Ciò implica grande attenzione per gli ingredienti selezionati, che dovranno essere per quanto possibile a km 0, sani e biologici. Una grande attenzione alle normali regole e prescrizioni igienico/sanitarie e tanta tanta fantasia“.

Proviamo a ricapitolare: chiunque può iscriversi, chiunque può cucinare, con la raccomandazione di essere sani, bio e rispettosi delle “normali” prescrizioni igienico/sanitarie, il tutto in maniera completamente gratuita. 

Sul portale c’è naturalmente la sezione dedicata alle norme igieniche, nella quale è possibile leggere: “Per quanto riguarda le attività relative al controllo alimentare espresse dal Regolamento Europeo 852/2004, ovvero il “Regolamento sull’igiene dei prodotti alimentari“, non si applicano al Cooker in quanto svolge un’attività di preparazione di alimenti destinata al consumo domestico e quindi, stando al suddetto Regolamento, il cuoco viene escluso espressamente dal rispetto di tali pratiche. Stando al Regolamento il sistema di controllo non si applica: (art. 1 comma 2 lettera b) “alla preparazione, alla manipolazione e alla conservazione domestica di alimenti destinati al consumo domestico privato;” e (art. 1 comma 2 lettera c): “alla fornitura diretta di piccoli quantitativi di prodotti primari dal produttore al consumatore finale o a dettaglianti locali che forniscono direttamente il consumatore finale.” Tuttavia, per garantire standard di sicurezza accettabili, UCOOKI richiede a chiunque volesse diventare un cooker l’ottenimento e presentazione della certificazione sanitaria HACCP di secondo livello, prescritta per gli addetti alimentari che manipolano gli alimenti“.

Quindi se tutto è finalizzato al “consumo domestico” non ci sarebbe l’obbligo di seguire alcune norme, ma il fatto che delle persone debbano pagare per consumare tali piatti, non cambia la natura delle cose? si può ancora parlare di consumo domestico? E pur ammettendo che tutti i Cooker abbiano la certificazione Haccp, ci si affida solo alla loro onestà per quanto concerne il rispetto delle norme igienico/sanitarie?