Vino: l’Italia bene nell’export, meno nel consumo

Incidono la paura del control test al volante e la preferenza per altre bevande alcoliche

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letteradonna.it

Se il 2015 si era chiuso con un’ottima notizia, con il primato del nostro paese per quel che riguarda la produzione di vino (qui la nostra news), il 2016 si apre con una notizia meno confortante: la previsione relativa al consumo di vino nel nostro paese farà registrare un calo. La notizia è stata divulgata dall’Osservatorio del Vino di Uiv (Unione Italiana Vini), che incrociando i dati di Ismea, Wine Monitor e Sda Bocconi ha potuto constatare che alcuni fattori influenzeranno negativamente il consumo interno.

I risultati dell’analisi evidenziano uno scenario non proprio roseo: a fronte di alcune conferme (ad esempio quasi il 70% degli intervistati che abitualmente consuma vino a casa ha dichiarato che nel 2016 non cambierà le proprie abitudini) l’Osservatorio sottolinea che “il saldo tra chi prevede diminuzioni e incrementi non è positivo. L’attenzione alla guida dopo il consumo e la relativa paura dell’alcol test, sono tra i motivi principali di questo trend al ribasso. Altri prevedono di bere meno vino dando preferenza ad altre bevande alcoliche“.

Scendendo nel dettaglio dei dati dell’analisi emergono altre informazioni interessanti: il 73% degli intervistati (su un campione di oltre 1.200 persone) consuma vino in casa, e ciò avviene prevalentemente durante i pasti (72%); il vino rosso (80%) è, tra le varie tipologie di vino, quella più apprezzata, rispetto al bianco o alle “bollicine”, che invece si fanno preferire da chi beve fuori casa. Questa tipologia raggiunge infatti un consenso del 62% a fronte di un 44% tra chi consuma soprattutto a casa. Cambia completamente lo scenario se invece si fa riferimento all’aperitivo, poiché chi consuma vino fuori casa, preferisce Spritz (39%), bollicine (18%) o vino bianco (17%).

In chiusura emerge un dato molto chiaro, quello relativo al successo del Prosecco, scelto da molti perché facile da bere e accessibile a tutte le tasche: “Il consumo di Prosecco si è destagionalizzato, diventando vino da tutto pasto per tutto l’anno” – ha sottolineato Paolo Castelletti, segretario Generale dell’Unione Italiana Vini – “Le mode cambiano, e nel 2000 il 60% degli spumanti si consumava a Natale quando oggi, invece, il consumo è sceso al 35% durante le festività“.