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A Torino il primo “Festival del Giornalismo Alimentare”

iFood in prima linea in questa edizione con un intervento di Vatinee Suvimol sulle realtà metropolitane

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La prima edizione del Festival del Giornalismo Alimentare, in programma dal 25 al 27 febbraio (presso l’Aula Magna della Cavallerizza Reale di Torino), racconterà il mondo della comunicazione alimentare, partendo dalla certezza che il “cibo” è sempre più un tema centrale: una platea eterogenea, che accanto alla stampa vedrà impegnati comunicatori, blogger, aziende, istituzioni, uffici stampa, scienziati, alimentaristi e influencer, darà vita ad una serie di incontri e dibattiti in questa tre giorni che rappresenta il primo test per la “food community”. I lavori verranno aperti giovedì 25 febbraio, dalle 9,30 alle 13, dall’evento inaugurale “Quali politiche alimentari dopo Expo”, con la partecipazione tra gli altri di Piero Fassino, presidente dell’ANCI e sindaco di Torino e Torino Metropolitana, Carlin Petrini, presidente di Slow Food InternationalGiuseppe Lavazza, vice Presidente Lavazza Spa e Roberto Moncalvo, presidente nazionale Coldiretti.

Tanti i temi che il Festival svilupperà nei singoli panel: da quelli etici come gli sprechi e il diritto al cibo, affrontati sia dal punto di vista del giornalismo economico che sotto lo sguardo di quello politico, a come la comunicazione incide sulle abitudini dei consumatori, nella scelta di bere o meno l’acqua pubblica, ad esempio, o nell’educazione alimentare dei bambini. Cibo anche in senso scientifico e sanitario: dall’esigenza di raccontare i progressi della ricerca a quella di sfatare le “bufale” e gli inutili allarmismi, fino alla necessità di promuovere un consumo consapevole, soprattutto nel caso del vino, uno dei prodotti che più rappresentano le radici e la cultura del nostro territorio. Sotto la lente d’ingrandimento ci sarà, poi, il business: dai trend di mercato del settore in Europa al crescente fenomeno dei reati alimentari. Non mancherà, infine, un focus dedicato al linguaggio “disinvolto” di chi scrive di cibo e ai diversi giornalismi, nell’era della critica enogastronomica 2.0

Particolarmente interessante l’ultima giornata di Festival, sabato 27 febbraio, che sarà dedicata agli educational sul territorio. La storica Caffetteria San Tommaso 10, dove nacque la Lavazza, aprirà le sue porte per una aromatica degustazione di caffè, mentre il laboratorio di ricerca della Smat offrirà un assaggio guidato di acqua. Apriranno le loro porte anche il Dipartimento di Agraria di Grugliasco, con una particolare degustazione di mele, e il centro cottura di Camst a Chieri, dove vengono preparati ogni giorno migliaia di pasti per le mense scolastiche. Più di un capitolo sarà destinato ai formaggi, dal gorgonzola alle altre produzioni casearie di Novarese e Verbano Cusio Ossola, nella suggestiva cornice del Distretto dei Laghi. Protagonista anche la risicoltura, e naturalmente il profumo del tartufo fra le colline dichiarate Patrimonio Unesco.

IFood sarà naturalmente presente a questa prima edizione del Festival, e lo farà con una duplice veste: in qualità di Media Partner della manifestazione, e con l’intervento di Vatinee Suvimol, ideatrice del progetto iFood, che parlerà nel panel di giovedì 25, alle 14, “Se la città discute di cibo: l’esperienza delle agende metropolitane“. Il panel prende le mosse dalla proposta della città di Torino di dare vita a specifiche “Agende metropolitane del cibo”, cioè veri e propri piani regolatori per garantire ai cittadini il diritto all’alimentazione di qualità. L’evento, a partire dal racconto di ciò che è stato fatto nel capoluogo piemontese, punta ad aprire un confronto con altre esperienze nazionali e internazionali. Interverranno, oltre naturalmente a Vatinee, anche Elena di Bella (Città metropolitana di Torino), Egidio Dansero (Università di Torino – Dipartimento culture politica società), Andrea Calori (Città di Milano) e Maria Bottiglieri (Comune di Torino) con Rosanna Massarenti (direttrice di Altroconsumo) nel ruolo di moderatrice.

19 febbraio 2016

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