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Olio: ecco il bollino per l’extravergine 100% italiano

Cno, Cia e Zecca dello Stato cercano di difendere il vero prodotto Made in Italy

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In un periodo complicato per il mercato dell’olio sul fronte dei prezzi (aumentati in Europa del 20% nel 2015 a causa del batterio xylella), cresciuti maggiormente nei Paesi che lo utilizzano come ingrediente principale (+27% in Spagna, +21% in Italia e +17% in Grecia), ed in concomitanza con la presa di posizione dell’esecutivo Ue che propone un incremento del contingente di olio di oliva a dazio zero dalla Tunisia, nel nostro paese l’esercito di piccoli produttori (parliamo di più di 700.000 aziende) lancia una nuova iniziativa per tutelare l’extravergine di qualità Made in Italy. Parliamo di un “bollino” che affianca le indicazioni obbligatorie già in etichetta e certifica l’olio extravergine 100% italiano. Ne ha dato l’annuncio il Cno (Consorzio nazionale degli olivicoltori) che, in collaborazione con la Cia (Confederazione italiana agricoltori) ed il Poligrafico e Zecca dello Stato, ha ultimato la realizzazione di questo contrassegno: “si tratta di un progetto inclusivo – spiega la Cia – che è a disposizione di tutti i produttori in grado di dimostrare la completa tracciabilità del prodotto, dalla pianta alla bottiglia“.

In questa prima fase però il bollino non ha ancora ricevuto il sostegno del ministero delle Politiche Agricole: “Non ci hanno dato il loro imprimatur – spiega ancora la Ciaforse per ostacoli tecnici o di natura politica, non lo sappiamo con certezza. Speriamo che la presentazione ufficiale del progetto (che si è tenuta ieri a Roma) posso essere l’occasione per avere anche il loro appoggio e chiudere il cerchio“. La certificazione del bollino di qualità passa attraverso 3 fasi: “Stampa di sicurezza – spiega Paolo Aielli, ad dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – per il riconoscimento del prodotto a tutela dalla contraffazione; tracciabilità mediante sistema informativo; numerazione univoca presente sui contrassegni che, unita al codice di controllo, consente di conservare traccia della storia del prodotto etichettato“.

In questo contesto la proposta della Commissione europea di incrementare di 35.000 tonnellate l’import extra di olio di oliva a dazio zero proveniente dalla Tunisia, ha scatenato grossi malumori, confermati dalle parole di Paolo De Castro, coordinatore per il gruppo dei socialisti e democratici della Commissione agricoltura dell’europarlamento: “Il rischio reale di questa operazione è quello di fornire la possibilità a qualche produttore europeo poco trasparente di modificare nazionalità al prodotto e riesportarlo come olio italiano, spagnolo o greco; se un’azione che nasce come volontà di supportare un Paese in difficoltà si trasforma in danno per la nostra agricoltura, non possiamo sostenerla“. 

12 febbraio 2016

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