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Un weekend tra Siena e Crete senesi

Cronaca di un blogtour tra cibo, cultura, paesaggi e 500 d'epoca

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Un weekend a Siena, tra paesaggi mozzafiato, cultura, grandi tradizioni popolari e, ovviamente, buon cibo. Questo il riassunto di tre giorni di #MySienaExperience, un blog tour organizzato da My Tour, agenzia specializzata nell’organizzazione di percorsi alla scoperta delle meraviglie che la Toscana offre.

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Abbiamo iniziato con un giro in notturna per la città, da Piazza del Campo a Piazza Salimbeni, degustando le prelibatezze locali.

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Sabato ci siamo svegliate presto, il cielo era terso e le temperature miti, la giornata ideale per fare un giro a bordo di meravigliose 500 d’epoca nei dintorni della città.  Le Crete senesi sono la zona sud-est della città, comprendono i comuni di Asciano, Buonconvento, Monteroni d’Arbia, Rapolano Terme, San Giovanni d’Asso e Trequanda. Il nome deriva dall’argilla (creta), mista a salgemma  e gesso, presente nel terreno che da al paesaggio il caratteristico colore grigio. 

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Cieli azzurri, prati verdi, terra brulla, e boschi di tartufi. E cosa fare di meglio che essere coinvolti in una simulazione di caccia al tartufo? Grazie ad Alido e al suo cane Roddy, membri dell’Associazione “Tartufai del Garbo”.
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Ci aspetta poi un pranzo a base di tartufi presso il ristorante La Mencia, con un antipasti di pane sciapo, schiaccia e salumi locali, tagliatelle con ricotta e tartufo, uova al tartufo e una panna cotta coi frutti di bosco. 

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Dopo una passeggiata nel borgo di Asciano ripartiamo con le nostre 500 d’epoca alla volta delle terme di San Giovanni a Repolano, piscine di acqua sulfurea particolarmente indicate per trattamenti della pelle e degli apparati motori e respiratori. E poi, con un tramonto del genere, sicuramente romantiche e rilassanti. 

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Il giorno dopo è tutto all’insegna della scoperta della città di Siena e del Palio in una delle sue contrade, quella della Selva. Partiamo per il nostro giro dalla piazza del Campo, dall’originale forma a conchiglia, che ospita il Palazzo Pubblico, detto anche Palazzo Comunale, esempio dell’arte gotica, ora sede del municipio e al primo piano del museo Civico. 

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Si chiama Contrada ognuna delle diciassette suddivisioni storiche della città all’interno delle mura medievali. Non si tratta solamente di una porzione di territorio, ma è un organismo democratico con una propria struttura gerarchica, è una bandiera, è il patrimonio della memoria storica. 

Il Palio è un’antica tradizione cittadina, che ha origine nel 1200 e che tuttora infervora la città, espressione massima della vita delle contrade. Si tratta di una corsa di cavalli, durante la quale le contrade che partecipano si battono per vincere il “palio”, ovvero un drappo decorato che raffigura la Vergine Maria. Due sono le corse annuali, il 2 luglio in onore della Madonna di Provenzano e 16 agosto, in onore della Madonna dell’Assunta.

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Ad ogni palio partecipano soltanto 10 contrade, le 7 escluse dal palio precedente, e altre tre ad estrazione. Il palio è una lotta tra uomini, tra cavalli, tra contrade, e tutta la città è in fermento, non solo in quella specifica occasione, ma anche durante l’anno. Ogni contrada infatti ha un calendario sociale molto fitto, si devono stringere alleanze, inasprire inimicizie, elaborare strategie. Come ci ha detto il custode della chiesa della Selva, l’importante non è che vinca la tua contrada, ma che perda il tuo nemico. 

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Il nostro giro a Siena finisce qui, ma prima non dimenticate di portarvi a casa un pezzo del prelibato Panforte, il dolce tipico a base di spezie e frutta candita. 

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31 marzo 2016

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