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Vinitaly compie 50 anni

Partita la nuova edizione con un focus su consumi ed export

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Partita l’edizione numero 50 del Vinitaly, inaugurata nello scenario di VeronaFiere dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un’edizione che potrà contare su numeri importanti: oltre 4.100 espositori, per un totale di 55.000 operatori da 141 nazioni e 1.000 buyer provenienti da 30 Paesi. “La domanda di Italia si fa più forte nel mondo – ha affermato il presidente della Repubblica Mattarella – per questo non abbiamo paura della competizione con nuovi produttori e con Paesi emergenti. E’ lecito, però, porci un obiettivo più ambizioso di quello di mantenere o di condividere un primato numerico. Nell’interesse generale, l’obiettivo deve essere quello di innalzare, insieme alla qualità dei nostri standard, quelli dell’intero mercato“.

La storia di questi 50 anni del Vinitaly è stati narrata con grande precisione dalla Coldiretti, raccontando naturalmente del primo vino italiano doc riconosciuto nel 1966 per poi arrivare alle novità più recenti, tra le quali è d’obbligo menzionare la mappatura del genoma della vite. I numeri di questa storia parlano anche di una quantità di vino Made in Italy venduto all’estero che è aumentata del 687%, dato impressionante ottenuto nonostante la produzione di vino in Italia sia scesa dal 1966 ad oggi del 30%. Diminuzione registrata anche per quel che riguarda i consumi degli italiani che nel giro di 50 anni si sono ridotti di circa un terzo. 

I dati relativi all’export sono cresciuti grazie alla capacità di innovazione dell’industria vinicola italiana che, secondo quanto afferma Coldiretti, ha permesso d’avere in Italia il 22% dei vigneti mondiali coltivati con metodo biologico. Ma le novità ci sono state anche in altre fasi della produzione, ad esempio con l’utilizzo, per la prima volta, dei primi tappi di vetro al posto di quelli di sughero, quindi con la produzione dello spumante con polvere d’oro e di quello fatto invecchiare nel mare. Nel corso di questi cinque decenni si sono anche registrati importanti effetti dovuti ai cambiamenti climatici: da un lato l’aumento di oltre un grado, dall’altro lo spostamento della vite verso altitudini fino a quasi 1.200 metri di altezza.

 

12 aprile 2016

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