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Le nespole

Il frutto dell'attesa e della pazienza

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La coltivazione della nespola risale al I millennio a.C.; ebbe origine lungo le rive del mar Caspio, diffondendosi successivamente in Asia Minore, Grecia e fino in Italia.

Sebbene conosciuta e apprezzata anche dai Romani, ebbe una vera e propria esplosione di celebrità durante il Medioevo, soprattutto per le sue numerose proprietà curative: il frutto veniva infatti usato per ricavare medicamenti contro la febbre, contro i disturbi intestinali e come astringente e diuretico. Non era un arbusto molto produttivo e dunque presto venne relegato nell’orto dei conventi, laddove ne venivano sfruttate le proprietà medicamentose, e ad esso vennero legate numerose credenze, tra cui quella di tenere lontane le stregonerie e i malefici ed attirare la fortuna.

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La nespola comune si trova anche allo stato selvatico, sotto forma di arbusto spinoso.

La sua particolarità più grande è che il frutto non si consuma appena colto. La raccolta dovrebbe avvenire, secondo la tradizione, entro il 4 ottobre, giorno di San Francesco; poi le nespole devono essere poste in un luogo asciutto e ventilato, per tradizione in mezzo alla paglia e lontano da frutti che inducono la maturazione come ad esempio le mele, che accelererebbero troppo il processo e le farebbero marcire, e lasciati ammorbidire lentamente, per essere poi consumati in questa stagione. La nespola perde così gran parte dei suoi tannini e diventa morbida e dolce.

Il proverbio infatti dice: “Col tempo e con la paglia maturano le nespole”, per indicare metaforicamente quelle eventualità in cui la pazienza e la capacità di attesa giocano un ruolo speciale.

Il nespolo era, sempre per la stessa ragione, per i contadini, simbolo delle stagioni, poiché era il primo a fiorire, ma l’ultimo a maturare i suoi frutti.

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Le proprietà delle nespole sono molteplici, antinfiammatorie e diuretiche, antipiretiche, lassative, quando il frutto è maturo. Astringenti quando il frutto è ancora acerbo e ricco di tannini. Sono molto ricche di vitamine, soprattutto A, del gruppo B e C. Tanti i minerali che contengono, tra cui potassio, ferro, rame, magnesio, selenio, zinco e fosforo. Sono inoltre ricche di pectina, che protegge il colon e regola il colesterolo nel sangue.

Grazie ai flavonoidi che contengono, sono antiossidanti e combattono i radicali liberi. Inoltre l’infuso fatto con le foglie di nespolo può incidere positivamente sull’abbassanento della glicemia e contrastare l’osteoporosi.

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19 maggio 2016

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