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Gli insegnamenti di “Nutri il Sapere” di Pam Panorama

tutto quello che abbiamo imparato in queste esperienze

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In questi mesi Pam Panorama ha avviato il programma “Nutri il Sapere”: un progetto educativo dedicato alle scuole in cui viene spiegato in modo leggero e divertito ai bambini, consumatori del domani, come vengono realizzati molti degli alimenti che più comunemente assumiamo nel quotidiano e la provenienza delle tante materie prime che finiscono sulle nostre tavole. L’obiettivo è quello di renderli edotti, sin dalla loro giovane età, dell’importanza dei nutrimenti che abitualmente ingeriamo e della loro qualità, sviluppandone e promuovendone quindi una conoscenza più profonda.

Il progetto “Nutri il Sapere” si rivolge in particolare agli studenti delle classi III, IV e V delle scuole primarie, con l’obiettivo appunto di promuovere una corretta educazione e consapevolezza alimentare su prodotti semplici e genuini della nostra tradizione.

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Per questo gli esperti di Pam Panorama hanno tenuto all’interno dei punti vendita, disseminati sul territorio nazionale, dei laboratori tematici per raccontare agli studenti quello che c’è da sapere su alimenti come il pesce, il pane, la frutta e la verdura, con lo scopo di avvicinare i bambini non soltanto alla conoscenza del cibo ma anche ad un consumo consapevole.

Noi di iFood, rappresentati nelle varie città d’Italia dai nostri blogger, abbiamo sposato il progetto e preso parte con entusiasmo a questi laboratori insieme ai bambini delle scuole coinvolte, facendo con loro un’esperienza pratica di quanto loro raccontato sui vari alimenti e le relative caratteristiche.

Fedora d’Orazio, presso l’ipermercato Panorama di Boccea (Roma), ed Elisabetta Gavasso, presso l’ipermercato Panorama di Treviso (viale della Repubblica), hanno infatti assistito ai laboratori sul pane, tenuti dai formatori di reparto e da divulgatori scientifici, nei quali si è parlato di come quest’ultimo sia un alimento fondamentale della nostra dieta mediterranea, le cui qualità e valori nutritivi sono ormai universalmente riconosciuti.
Durante i laboratori, ai bambini, interessati e contenti, è stata data l’occasione di mettere le “mani in pasta” permettendogli di maneggiare diversi tipi di farine e dando loro la possibilità di preparare ognuno il proprio pane: ciò li ha sicuramente stimolati nella comprensione di cosa significhi una preparazione con ingredienti di qualità e avere la facoltà di utilizzare diversi ingredienti nella preparazione, iniziandoli così a familiarizzare con le tipicità regionali che costituiscono il nostro ricchissimo patrimonio di saperi e sapori. 

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A seguire da vicino il gruppo di bambini nella preparazione presso l’ipermercato c’è stata Elisabetta che racconta di essersi cimentata anche lei con il pane: “Mettete un pizzichino di lievito in un bicchiere con quattro cucchiai d’acqua, girate con una forchetta finché non è tutto sciolto. Intanto mettete la farina sul tavolo pulito, fate un mucchietto e poi, col dito in mezzo al mucchietto, fate un buchino. Mettete poco alla volta l’acqua e il lievito nel buchino, girando un po’ con le mani per farla assorbire. Impastate un po’ e soltanto alla fine aggiungete il sale. Questo è l’impasto, che poi va fatto lievitare, e quando raddoppia di volume, è pronto per essere cotto in forno”.

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Attraverso poche, semplici nozioni i bambini hanno inoltre appreso come un prodotto arriva fresco sulle nostre tavole e come riconoscere un pane di ottima fattura attraverso tre regole, raccolte nella testimonianza di Fedora: 

1) Guarda: la dimensione, la forma e il colore del pane. La crosta può essere del colore del grano maturo o di un marrone più o meno intenso; la mollica può sfumare dall’avorio verso toni più scuri. Un buon pane è rigonfio, leggero, con una superficie appena rugosa, sonoro se leggermente percosso, con crosta e mollica ben aderenti l’una all’altra.

2) Annusa: il pane fresco ha un profumo intenso, con richiami di grano e di farina appena setacciata.

3) Tocca: la mollica non dovrà ammassarsi se stretta tra le dita, ma risultare quasi spugnosa, soffice ed elastica e non molle e collosa.”

Claudia Tiberti, presso l’ipermercato Panorama di Latina, e Marco De Padova presso il supermercato Pam di Milano (via Foppa) hanno invece partecipato al “Nutri il Sapere” dedicato al Pesce in cui sono state trattate le caratteristiche generali di questi abitanti del mare e le diverse tipologie di specie lo popolano, introducendo, a seguire, il concetto di cos’è e come opera una filiera produttiva e come il suo funzionamento permetta di avere pesce fresco e di prima qualità nelle nostre case.

 

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Con l’ausilio dei divulgatori scientifici e dei formatori del reparto pescheria che hanno istruito i bambini, Claudia e Marco ci riportano cinque buone norme per riconoscere un pesce fresco e di qualità:

 1 – Annusa il pesce. L’odore è il primo indizio. Il pesce non deve puzzare ma “odorare” di mare.

2 – Guarda gli occhi. Devono essere belli duri e rotondi.

3 – Al tatto deve essere bello sodo.

4 – Le squame devono essere ben attaccate e colorite. Se sono bianchicce significa che il pesce ha qualche giorno. Lascia stare.

5 – Guarda le branchie: se sono belle rosse significa che hai in mano del pesce fresco.

Presso il supermercato Pam di Milano (via delle Forze Armate) si è poi recata Vatinee Suvimol, dove si è tenuto il “Nutri il Sapere” dedicato alla scoperta di Frutta e Verdura, che ha ribadito agli alunni delle scuole l’importanza fondamentale di introdurre quotidianamente, nella dieta alimentare di ciascuno, i prodotti della nostra terra.

 

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Durante il laboratorio, tanti bambini hanno scoperto il mondo dell’ortofrutta, il valore significativo della qualità e della freschezza per questo tipo di alimenti, e la rilevanza di come sceglierla; hanno poi esaminato insieme diverse varietà di frutta e verdura, le specifiche caratteristiche e proprietà nutrizionali fino ad impararne il riconoscimento per tipologia e per colore ma senza trascurare la stagionalità del mondo vegetale, punto attorno a cui ruota, come sottolinea Vatinee, anche la mission di iFood, che intende tornare a privilegiare gli alimenti, offerti da madre natura, senza forzature. 
Nutri il Sapere” è proseguito con altri temi interessanti quali quello dei legumi, noti fin dagli albori della civiltà, e presenti nelle diete di tutte le culture del mondo.

Durante questo laboratorio i bambini hanno potuto riconoscere, attraverso semplici strumenti di classificazione, le diverse varietà ed osservarne al microscopio ottico le caratteristiche organiche e tissutali; si è anche parlato delle loro proprietà nutrizionali e delle coltivazioni.

Alla scoperta del Latte e dei suoi derivati”, laboratorio volto a procurare ai bambini una vera e propria esperienza sensoriale, oltre che intellettiva, con lo scopo di avvicinarli al mondo del latte e dei latticini, portandoli a conoscere le diverse tipologie di latte (anche quelle non di origine animale) e le modalità di lavorazione che consentono di ottenere derivati come il formaggio o lo yogurt.
Infine, ma assolutamente non meno importante, il “Nutri il Sapere” relativo al “Biologico”: un laboratorio durante il quale sono stati mostrati gli obiettivi principali che ci si è prefissi proponendo l’agricoltura biologica tra cui un’ampia attenzione all’equilibrio del pianeta in cui viviamo. Si è perciò cercato di trasmettere ai bambini quali siano i vantaggi nel preferire tali prodotti e quanto sia importante nella “filosofia del biologico” non sfruttare eccessivamente i campi, evitare agenti chimici e non sprecare ciò che si ha nel piatto, perché anche da questo potrebbe dipendere il destino delle generazioni future.

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Un progetto, questo di Pam Panorama, che appare molto semplice e lineare ma da cui traspare l’obiettivo di promuovere la cultura e la consapevolezza alimentare dei più piccini, perché, da consumatori del domani, siano più responsabili e possano scegliere di vivere in  un pianeta in cui, parafrasando Thomas Edison, “Il medico del futuro non curerà più il corpo umano con le medicine, ma farà cura e prevenzione delle patologie con l’alimentazione”.

22 giugno 2016

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