proverbi gastronomici

Proverbi gastronomici

Proverbi, aforismi o modi di dire che sottolineano l’importanza dell’alimentazione nella nostra cultura.

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L’appetito vien mangiando, buono come il pane, una mela al giorno toglie il medico di torno, gallina vecchia fa buon brodo, cercare il pelo nell’uovo, piangere sul latte versato, sono solo alcuni dei tantissimi modi di dire legati al cibo, che ci fanno capire meglio la nostra cultura e quella che è stata la nostra storia.

Utilizziamo frequentemente tutte queste espressioni anche in modo ironico e divertente, ma spesso passano inosservate, celando un importante pensiero, una verità di vita vissuta dettata dall’esperienza. Gli alimenti, soprattutto ortaggi e legumi, erano presenti sulle tavole quotidianamente, appartenevano al lessico famigliare, dando così origine ad espressioni e modi di dire che, tramandati da una generazione all’altra, ci raccontano, in forma stringata e incisiva, usi, costumi, credenze e comportamenti di chi è vissuto prima di noi.

Ne ho scelti dieci, tra tutti, quelli che più mi hanno incuriosita.

proverbi zuppa

Zuppa di legumi e cavolo nero

Cade a fagiolo: capitare al momento giusto, nel momento più opportuno.

Nel Medioevo, i fagioli erano considerati un alimento povero, consumati soprattutto dai contadini o nei monasteri. Grazie alla loro facile conservazione, venivano essiccati ed erano utilizzati in cucina interi o macinati, per preparare minestre, brodi, creme o zuppe, preparati insieme agli ortaggi o semplicemente cotti e conditi con l’olio. Praticamente era consuetudine trovarli alla mensa dei contadini tutti i giorni e, se qualcuno arrivava inaspettatamente (viandanti o pellegrini), capitava a fagiolo, quando cioè la tavola e il pranzo erano già pronti.

Se non è zuppa è pan bagnato: due modi diversi per dire la stessa cosa.

Con zuppa, oggi, intendiamo il nome generico di minestre in brodo preparate con diversi ingredienti e in modi molto vari, per lo più servite con fette di pane tostate o fritte. Ma il termine zuppa deriva dal germanico suppa, che significa fetta di pane inzuppato. Ecco allora, che si comprende meglio il proverbio, visto che i significati si equivalgono.

O mangi la minestra o salti la finestra: quando una persona è obbligata a fare una cosa, senza alternative.

Questo detto nasce sempre sulle tavole dei poveri, quando la minestra era l’unico piatto che si potevano permettere, quindi o la mangiavano, o l’alternativa era rimanere a digiuno. La finestra non c’entra proprio niente, se non a fare la rima!

La minestra riscaldata: riferito ad un fatto o ad una situazione che, se ripetuto, diventa monotono.

Come il proverbio precedente, anche questo detto è legato ai contadini, che preparavano la minestra quotidianamente, quindi, pur buona che sia, perdeva un po’ della sua bontà, accontentandosi, comunque, di trovarla già pronta. Oggi fa riferimento sopprattutto alle storie d’amore.

Avere poco sale in zucca: essere poco intelligenti.

La zucca di cui si parla è quella del genere Lagenaria (la zucca a fiasco o zucca bottiglia) l’unica zucca conosciuta nel vecchio Continente, prima della scoperta dell’America. Giunta a maturazione, essiccata e svuotata dei semi e delle parti residue, diventava un recipiente leggero, resistente e soprattutto impermeabile, venendo quindi utilizzato come contenitore: borracce per i pellegrini o, in particolar modo, saliere. Ecco che il sale sta ad indicare la materia grigia presente nella testa, la zucca.

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Pane alle noci

Rendere pan per focaccia: restituire, in cambio di un’offesa, una più grave.

Questo antichissimo proverbio è legato alla storia del pane. Se ne potevano distinguere due tipi: uno di qualità, impastato e lasciato lievitare molto lentamente, morbido ed appetitoso, e l’altro, una focaccia preparata senza lievito, a lunga conservazione, quindi più dura e asciutta.
Questa focaccia era il pane dei pellegrini, quello che mangiavano durante i loro cammini, a volte insaporendolo con spezie, altre volte intingendolo nelle zuppe di legumi alla mensa di generosi contadini che, in cambio di racconti e notizie dei loro viaggi, li ricompensavano con una nuova focaccia. Da qui, questo proverbio può significare anche uno scambio di cose totalmente differenti tra persone.

Acqua in bocca: mantenere un segreto.

Si narra che una donna dalla lingua lunga e maligna, ma molto devota, pregasse spesso il suo confessore a prestarle un rimedio contro quel peccato. Un giorno, quindi, le diede una boccetta di acqua del pozzo dicendole di portarla sempre con sé e, quando sentiva la voglia di sparlare, metterne qualche goccia in bocca e tenerla finché non fosse passata la tentazione. La donna guarì da questo vizio, pensando fosse un’acqua miracolosa. Questa credenza, probabilmente non avrà dato l’origine a questo detto, ma lo spiega molto bene.

Infinocchiare: imbrogliare, ingannare.

Deriva chiaramente da finocchio, un ortaggio particolarmente profumato che, se consumato soprattutto crudo, è capace di alterare i sapori, rendendo tutto più dolce e piacevole. Ecco perché, nelle osterie di un tempo, gli osti offrivano degli antipasti a base di finocchio per far sembrare migliore il vino servito, di scarsa qualità o mal conservato.

Spirito di patata: voler far ridere, ma non essere affatto spiritoso.

I distillati si ottengono dalla fermentazione di cereali, uva, mele, pere, pesche, noci, ciliegie, fragole, erbe, …,  e anche dalla patata. Ripassando le bevande più volte, la gradazione alcolica, spirito, continua ad aumentare, ad eccezione di quelle ricavate dalla patata. Per questo motivo, questo alcol è considerato il meno pregiato tra tutti, e l’umorismo di chi vuole far ridere, senza riuscirci, viene associato allo spirito di patata.

La ciliegina sulla torta: l’ultima di una serie di fortune o sfortune, quindi più positiva o più negativa, che va a completare, a concludere una situazione.

La metafora è presa della torte che venivano guarnite con una ciliegia sotto spirito o un’amarena, cotte al sole, una tecnica antichissima per sciroppare e conservare la frutta. Quindi, come la ciliegia è il tocco finale, il particolare che completa la torta, la più o meno ambita dai commensali, ora è il particolare che completa un avvenimento o un problema.

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Zeppole di san Giuseppe

 

Bene!! Siamo arrivati alla frutta! Magari per qualcuno è stato tutto fumo e niente arrosto, avrò fatto solo una frittata, ma si sa… non tutte le ciambelle escono col buco!!!

I proverbi evidenziano la saggezza popolare e verranno per sempre ricordati grazie alla loro concisione ed efficacia.

 

Fonti bibliografiche:

http://www.treccani.it/

http://www.taccuinistorici.it/ita/news/medioevale/usi-curiosita/Legumi-cibo-dei-santi-e-degli-umili.html

http://www.oria.info/forum/l-angolo-di-giuseppe-f18/rendere-pan-per-focaccia-t4275.html

Carlo Lapucci, Il dizionario dei modi di dire della lingua italiana, Garzanti-A.Vallardi

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24 luglio 2016

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