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Si è tenuta lo scorso week-end a Roma la nuova edizione della fiera dedicata alle birre artigianali.

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Eurhop 2016, tra conferme, sorprese e qualche delusione

Si è tenuta lo scorso week-end a Roma la nuova edizione della fiera dedicata alle birre artigianali, capace di farci scoprire ogni anno nuove realtà e tendenze del mondo brassicolo.

Non esiste la birra, esistono le birre.

Un’affermazione comune con la quale tutti gli appassionati di questa storica bevanda hanno dovuto fare i conti. In positivo, perché lascia intuire le infinite opportunità per chi si interessa al settore, e purtroppo in negativo, perché evoca un confine inarrivabile e in qualche modo opprimente: per quanto ci si sforzi non si riuscirà mai a provare o conoscere tutto quello che viene prodotto e che offre un panorama brassicolo in continua espansione e crescita.

In questo mare di novità, fatto di nuovi birrifici appena nati, collaborazioni, one shot e birre speciali, ci sono alcune isole felici in cui l’appassionato può rifugiarsi per scoprire novità e tendenze. Una di queste è EurHop! Roma Beer Festival – Il Salone Internazionale della Birra Artigianale organizzato da Publigiovane Eventi e Ma che Siete Venuti a Fà e giunto, con l’edizione tenutasi lo scorso week-end (7, 8 e 9 Ottobre), al quarto anno di vita.

E per il quarto anno consecutivo, chi scrive ha fatto un salto al Salone delle Fontane dove la manifestazione si tiene tradizionalmente, per vivere l’atmosfera maltata del settore e per saggiarne lo stato di salute e l’andamento. (De)gustando, per quanto possibile senza oltrepassare i limiti del buon senso, birre di ogni stile e provenienza, orientandosi tra i 45 stand allestiti e circa 300 birre portate dagli espositori.

L’EurHop 2016 ha portato con sé delle conferme promettenti, qualche sorpresa e le inevitabili delusioni. La prima di queste ultime è stata l’assenza di alcuni birrifici di grande spessore che hanno invece lasciato il segno nelle scorse edizioni: parliamo per esempio di Amager e Stillwater, presenti nel 2015, o Siren, la realtà inglese a cui dobbiamo la Soundwave, la English IPA che più apprezziamo per eleganza ed equilibrio e che abbiamo accolto con favore un paio di anni fa.

Queste assenze non indicano necessariamente un’edizione in chiave minore, perché i nomi grossi non sono mancati, a cominciare dal solito Cantillon, il cui stand è stato tra i pochi ad avere sempre un corposo numero di visitatori, nonostante sia maestro di uno stile meno accessibile ai più come il Lambic (per la cronaca, abbiamo provato con entusiasmo la loro Gueuze).

Accanto a questa importante conferma, nomi di spicco come Stone, del quale abbiamo apprezzato la Go To IPA e l’ottima Americano Stout, lo svedese Brewski (molto buona la Double IPA Conan), l’olandese Kees e l’inglese Moor. Grande curiosità per un altro birrificio svedese, Närke Kulturbryggeri, che ha portato ad EurHop birre di ottima fattura, ma leggermente troppo maltate per i gusti di chi scrive (anche la loro IPA, la InterNationAle, non presentava un amaro molto spiccato).

 

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Interessanti conferme anche per quanto riguarda il panorama italiano. Se l’anno scorso Canediguerra aveva colpito come novità più promettente, quest’anno il birrificio piemontese ha confermato l’ottima impressione dell’esordio, mantenendo una qualità elevata in tutte le sue produzioni. Ugualmente alti gli standard di Hammer, l’altra novità di rilievo degli ultimi anni, e del solito Foglie d’erba, ma siamo stati colpiti anche da alcune delle produzioni sour di Stradaregina, su tutte la SourFlowers.

Né è stata una sorpresa una delle realtà di Latina che ben conosciamo, Eastside Brewing, che ha arricchito il proprio stand da una bella composizione dai toni autunnali ed ha lanciato anche un simpatico gioco per i suoi visitatori, sfidandoli a mangiare un peperoncino per poter vincere una delle loro bottiglie da 33cl; tornando alle birre, anche in questo caso ci troviamo al cospetto di un catalogo vario ed equilibrato, dall’ottima Session IPA Abra Cadabra all’edizione dell’anniversario della loro Sunnyside, che da American IPA diventa una solida Triple IPA da 10,5 gradi splendidamente mascherati.

Menzione speciale per la Saison de l’Ouvrier Serpilla di LoverBeer, fresca e dai toni fruttati, che abbiamo bevuto con grande soddisfazione.

Va segnalata in chiusura una importante iniziativa, una cotta collettiva promossa da Unionbirrai a scopo di beneficenza: il popolo dei birrai artigianali si è incontrato a settembre per produrre venti ettolitri di una Golden Ale, la ARKA 8.16, resa disponibile all’EurHop 2016 per raccogliere fondi a favore delle popolazioni terremotate, da devolvere alle cittadine danneggiate dal recente sisma.

Un’ottima iniziativa per porre un importante suggello su una manifestazione che in soli quattro anni che si è ritagliata un posto importante e consolidato nel panorama brassicolo del nostro paese.

 

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Credits: Testo e Foto di Antonio Cuomo – Movieplayer

12 ottobre 2016

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