1.500 euro per il Capodanno “di Cracco”: è giusto indignarsi?

In programma a Venezia il cenone extralusso organizzato con la consulenza del giudice di Masterchef

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Cosa si può acquistare con millecinquecento euro? due smartphone di ultima generazione, oppure tre notebook ultra accessoriati, ma anche un paio di smart tv con connessione internet e schermo curvo, e per passare all’ambito culinario cenare per tre sere all’Osteria Francescana (in due). Ma questa volta il protagonista non è Massimo Bottura, bensì il suo altrettanto famoso collega Carlo Cracco. Cosa ha fatto questa volta? niente di particolare, ma quando si è diffusa la notizia del costo per poter partecipare al cenone di Capodanno a Venezia nel quale lui ha fatto da consulente è subita scoppiata la polemica in rete. 

Perché il costo (per molti proibitivo) è di 1.500 euro a testa, cifra da pagare per poter essere uno degli ospiti della serata “Tentazioni New Year’s Eve — The Luxury Experience“, ideata ed organizzata da Tentazioni Venezia, sotto la direzione artistica di Gabriele Rizzi. La location è quella della Torre Porta Nuova dell’Arsenale di Venezia, in laguna, aperta per l’occasione. Cracco non sarà quindi lo chef della serata ma ha supervisionato il menu e firmato un piatto “segreto”, ispirato all’uovo marinato, uno dei suoi piatti più famosi. 

Al netto quindi del numero di portate, della qualità degli ingredienti e della fantastica location, la polemica è sorta sul binomio “Cracco & Costo della serata“. Millecinquecento euro sono troppi? Ricordo che solo lo scorso anno, e probabilmente anche quest’anno saremo su quelle cifre, una prestigiosa location capitolina che ospita un ristorante a tre stelle organizzò un cenone di Capodanno a cifre molto vicine a quelle di Venezia, eppure non vi fu alcuna sommossa popolare. Il prezzo non lo determina il mercato? Si, anche perché si è già saputo che i posti disponibili sono andati a ruba, e possiamo dedurne che il biglietto di ingresso non  abbia spaventato i “fortunati” che faranno la mezzanotte con il menu dello chef.

D’altro canto viene da pensare, possibile che uno chef possa esser diventato così “personaggio” da giustificare tali cifre? Io per fortuna non soffro di “divismo mediatico” e quindi farò un Capodanno molto più sostenibile dal punto di vista economico, ma mai come in questo caso mi viene da pensare che l’indignazione sia sorta anche perché ormai alcune scelte di Cracco sembrano più da star o da imprenditore (vedi le famose patatine…) che da chef e appassionato di cucina, e il popolo degli “haters”, quello che non perdona mai (auguri al loro fegato per questo 2017) è partito alla carica!

Odiare a prescindere sta diventando una sorta di sport nazionale: spesso si arriva addirittura ad ingiustificati attacchi alla persona, e mi viene da pensare che il più delle volte accada perché non ci si può permettere quella cosa, quindi è più facile screditarla. No, non spenderò 1.500 euro per il “Cenone di Cracco”, ma capisco chi lo farà. E soprattutto non mi indigno.

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30 dicembre 2016

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