A pranzo con i Costardi Bros

Grazie a Michelin Day ora anche i grandi ristoranti sono alla portata di (quasi) tutti.

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Quante volte avete detto, guardando alla TV uno Chef Stellato dietro ai fornelli: “Non riuscirò mai ad andare al suo ristorante. Costa troppo” oppure “Se non costasse metà del mio stipendio, ci andrei di corsa a festeggiare il compleanno di mia moglie”.

Sappiate che, da un po’ di tempo, tutto questo fa ormai parte del passato perché, grazie ad una nuova iniziativa,  promossa dalla famosa Guida Michelin, i vostri sogni si possono finalmente realizzare. Registrandovi ai Michelin Days potrete ricevere delle offerte esclusive che vi permetteranno di cenare nei migliori ristoranti stellati presenti in tutta Italia.

Sarà stata la crisi oppure semplicemente la voglia di confrontarsi anche con chi, non essendo “portatore sano di portafoglio gonfio”, si nutre abitualmente altrove ma sta di fatto che questa nuova iniziativa della Guida Michelin sta avendo un grandissimo successo.

Vengo a sapere tutto questo grazie ad amici che sono sempre a caccia di nuove esperienze culinarie. Non posso perdere l’occasione. Primo step: mi iscrivo al sito. Faccio un giro veloce e poi prendo la mia decisione. E’ un po’ fuori mano (io arrivo da Milano) ma è da quando ho assaggiato il loro risotto in barattolo che mi riprometto di andare da loro.

La scelta è fatta: vado da Christian & Manuel, i Costardi Bros di Vercelli. Le indicazioni stradali sono perfette. In poco più di un’ora sono nel parcheggio dell’Hotel Cinzia. A primo impatto penso di aver sbagliato. Insomma il palazzo non è un granché, ma passo oltre. Dopotutto sono qui per mangiare e non per seguire una lezione sull’architettura italiana degli anni ’70.

Entro e subito vengo accolto con grande cortesia. Sono un po’ in anticipo e gli chef sono ancora impegnati in una riunione (scopro dopo che stanno per aprire un nuovo ristorante/locale a Torino). Nessun problema. Ne approfitto per fare un paio di telefonate, per curiosare un po’ in giro e per gustarmi un buon bicchiere di Franciacorta.

L’attesa è breve. Vengo fatto accomodare nella sala da pranzo del ristorante. Lo spazio è luminoso, semplice e con la giusta distanza tra un tavolo e l’altro. Segno di eleganza e riservatezza. Finalmente, aggiungerei.

Mi viene offerto un altro bicchiere di Franciacorta. Il mio pranzo sta per iniziare. Preparo penna e foglietto. Non voglio perdermi una parola.

PATATA E BACCALA’: una crema favolosa e un baccalà perfettamente mantecato. Un tocco di gran classe la polvere di noce moscata. Si inizia subito alla GRANDE.

OSTRICA NEL SUO HABITAT: un sapore forte, non per tutti. Ostrica, caviale, clorofilla, limone, erbe e prezzemolo tutto in un boccone. DA PROVARE almeno una volta.

ALTAMAREA: crudo di Branzino, katsuobushi (ingrediente giapponese ottenuto grattugiando dei filetti di tonnetto essiccato, fermentato e affumicato) ed acqua di mare (da bollitura del liquido delle ostriche). CURIOSO.

SQUEEZE SQUID: calamaro grigliato (così almeno pensavo) servito su del nero in crema con peperoncino (poco per fortuna). Non è grigliato, mi dicono, ma cotto con un attrezzo chiamato “torcia searzall”. Altro non so, se non che ne avrei gradito subito un altro. PERFETTO.

BIANCO: ghiaccio di mandorla, capesante in crema di latte e trito di mandorle. Personalmente non amo la “sensazione di freddo” nel piatto. Se ti perdi in chiacchiere e foto, rischi che si raffreddino tutti gli ingredienti. BOH.

BRANZINO MARTINI DRY E CAPPERI: pesce e salsa TOP. Tocco di classe il Martini Dry nebulizzato al tavolo. Se non ci fosse la pelle (necessaria per la cottura) sarebbe un boccone perfetto da gustare al cucchiaio. OTTIMO.

PANINO COME UNA VOLTA: un panino a metà pranzo? Dopo tutte queste portate di pesce mai avrei pensato di mangiare un panino con lingua (cotta a bassa temperatura) con salsa verde, salsa rossa e cipolla in agrodolce. Viva lo streetfood stellato. APPLAUSO.

COSTARDI’S CONDENSED TOMATO RICE: li ho conosciuti anni fa grazie a questo risotto al pomodoro, basilico e limone servito in barattolo. Ero scettico. Pensavo al solito piatto portato all’eccesso per mancanza di qualità. Invece, a distanza di tempo, confermo quanto detto allora: “Quando bravura e creatività si fondono, si può parlare solo di arte”  STORICO.

ANIMELLA PAK CHOI E MANDORLA: in assoluto la mia portata preferita. Amo la carne di vitello, amo il cavolo (questo è cinese) e non mi dispiacciono le mandorle. Fino ad ora, per paura di non riuscire a mangiare tutto, non avevo ancora toccato pane. Qui, mi scuseranno le dame del bon ton, ho fatto la scarpetta. ALTRA STELLA.

BLU DI BUFALA: è il momento dei dolci. Sono pieno e chi mi conosce sa che non vivo per loro ma la cameriera è così gentile e convincente che cedo. E faccio bene perché questo “strano dolce” con formaggio blu di bufala, cagliata di cioccolato bianco, marmellata di fichi e pistacchi è semplicemente strepitoso. PRE-DESSERT.

GOLA: non rimarrà tra i miei preferiti. Questioni di gusto. Foglia di pak choi con crema di vaniglia, granita di lamponi, foie gras e lampone liofilizzato. Il forte sapore dell’aceto di timorasso non mi è piaciuto. PECCATO.

Il mio pranzo è terminato. Sono assolutamente sazio e soddisfatto. Bevo il caffè ed aspetto gli Chef impegnati in un altro tavolo. Finalmente è il mio turno. Faccio i complimenti e saluto. Mi devo rimettere in macchina e tornare in ufficio a raccontare a tutti la mia esperienza e a cercarne subito un’altra.

Ora chiudo ma non prima di rifare i complimenti, sia a chi ha pensato a questa iniziativa sia agli Chef che hanno deciso di aderire consapevoli di confrontarsi con un pubblico “diverso” e, probabilmente, più difficile e pretenzioso. 

Buon appetito!

Il Direttore

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6 aprile 2017

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