Venezia stop al cibo da passeggio per tre anni

Provvedimento simile a Firenze per le critiche Unesco

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Spesso Venezia è al centro dell’attenzione pubblica per episodi che fanno discutere, dalle enormi navi da crociera che attraversano la laguna al gran numero di turisti che invadono la città, recente la presenza dei tornelli in alcuni punti nevralgici, in questi giorni un provvedimento che riguarda ancora una volta i turisti.

Il sindaco impone uno stop di tre anni a tutte le attività che vendono cibo da passeggio per evitare pic nic e bivacchi ovunque, tema molto sentito dai veneziani spesso esasperati da frotte di turisti che mangiano, sostano, prendono il sole sulle scalinate delle chiese, lungo i canali, nei giardini, in ogni angolo libero.

Per cibo da passeggio si intendono panini, piadine, kebab, pizza al taglio, non sono inclusi i gelati in quanto le gelaterie sono considerate imprese artigianali.

Tale decisione è stata presa dopo che l’Unesco aveva minacciato di inserire Venezia sulla lista nera dei siti patrimonio dell’Umanità per degrado, sporcizia, mancanza di decoro, ipotesi per nulla gradita ai cittadini preoccupati dalla grande affluenza di turisti.

Il sindaco afferma che l’intento di tale provvedimento è fare in modo che non vengano aperte nuove attività commerciali  da asporto e fare in modo che quelle esistenti si preoccupino di disporre contenitori per i rifiuti fuori dall’attività e tengano pulita la zona interessata.

Le zone interessate sono la città antica, Murano e Burano, il progetto durerà tre anni, termine dicembre 2021, durante il triennio le attività commerciali dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni, a rafforzare il provvedimento un aumento di vigili per le strade.

12 maggio 2018

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