Indie Pop e la musica da bere di MashUp Brewing

Abbiamo provato l'American IPA della brewfirm romana che usa gli stili musicali per identificare le sue birre.

condivisioni

Farsi notare è il cruccio di chi fa birra in questo momento storico: il mondo brassicolo nostrano è in fermento, i locali che si dedicano alla birra artigianale aumentano… ma lo fanno anche i birrifici. Non c’è curiosità degli appassionati che tenga, perché l’offerta è tanta e attirare la loro attenzione sempre più difficile.
Per questo va trovato un gancio, un amo al quale farli abboccare per poter tirare la lenza della qualità e intrappolarli. Un mezzo che in tanti trascurano è il look, una veste grafica che sappia attirare l’attenzione ed allo stesso tempo definire uno stile. Essere accattivante e allo stesso tempo riconoscibile.

##La via della musica

Un’intuizione intrigante in tal senso l’ha avuta MashUp Brewing, beerfirm romana nata nel 2015 dalla miscela delle esperienze di Andrea Romani e Emanuele Loffa. E non è un caso se parliamo di “miscela”, perché tale è il significato del nome che hanno scelto, quel ”Mash comune sia alla musica che alla birra”, come ci racconta Emanuele. La musica, la chiave di lettura scelta da MashUp Brewing per dare una personalità e stile al suo lavoro. ”La buona birra e la musica” ci spiega infatti Emanuele, ”fanno parte da sempre della nostra vita”.

Una volta individuate nel _mash_ il legame tra le loro passioni, il resto è venuto in modo spontaneo: il vinile del logo, le etichette e i medaglioni ispirati a musicassette, i nomi stessi delle birre.

##Indie Pop, l’American IPA di MashUp

Abbiamo conosciuto MashUp un paio di anni fa grazie alla loro Indie Pop, stile musicale perfetto per identificare un’American IPA e birra altrettanto perfetta per conquistare l’attenzione: fresca, beverina, relativamente leggera ma non banale. La Indie Pop è una birra ben strutturata, ma si beve con estremo piacere grazie ai suoi 5 gradi e mezzo alcolici, alla morbidezza e freschezza del sapore che lascia in bocca un amaro, indicato di 45 IBU, gradevole e persistente. Merito dell’uso di luppoli come Summit, Chinook e Citra, che rilasciano al naso un leggero aroma di pompelmo, ananas e passion fruit, mentre evocano al gusto sentori tropicali e agrumati che poggiano su una base maltata giusta per lo stile, non invadente.

È una birra che si può bere anche da sola, senza nessun particolare abbinamento gastronomico, ma è perfetta insieme a qualcosa che possa fare da semplice accompagnamento, come fritture di vario tipo o formaggi erborinati. Il bicchiere scelto per la prova è quello della pinta classica americana, non avendo a disposizione la pinta inglese suggerita nel catalogo di MashUp, e il risultato è stato perfetto.

Alla vista la Indie pop si presente di colore dorato, non particolarmente limpida e con una schiuma chiara, cremosa e persistente. Un colore intonato alla perfezione con l’arancio che la identifica nell’adorabile etichetta dal sapore vintage.

Tutta la musica di MashUp

Il motivo della cassetta è ricorrente in tutte le birre della beerfirm romana, che si appoggia per la produzione per lo più al birrificio Hilltop Brewing della zona di Bracciano e a Eastside Brewing di Latina. Se l’arancione è il colore della Indie Pop, il verde acqua è quello della robusta West Coast IPA denominata Hip Hop, una birra più decisa e strutturata di quella provata in questa sede. Molto interessante è anche la Fusion, una Italian Grape Ale che a una base di saison aggiunge un 20% di mosto di Moscato. Completano il gruppo la Loop e la French Suite, rispettivamente una Pale Ale e una Saison, entrambe da 5% abv.
Una gamma di birre assolutamente da provare e una piccola realtà laziale a cui dedicare attenzione per il futuro.

Photo credit: Erika Sciamanna

1 giugno 2018

Traduci

EnglishFrenchGermanItalianPortugueseRussianSpanish

Le Ricette Più Viste