WitWit, l’ottima Double Blanche di Nix

Abbiamo provato diverse birre della beerfirm di Nicola Grande, restando colpiti dalla sua Double Blanche.

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Il contributo belga al mondo della birra è noto a tutti, con una varietà di stili che ogni appassionato avrà necessariamente provato in più di un’occasione. Un’offerta varia quanto ampia che continua ad occupare il suo solido spazio sugli scaffali dei negozi specializzati, così come nei cuori di tanti amanti della birra.

Tra questi appassionati del mondo brassicolo belga c’è anche Nicola “Nix” Grande, già birraio per due diverse realtà negli anni scorsi e ora in proprio con un progetto che parte dal proprio locale e prosegue all’insegna della continuità nelle sue birre. E ruota completamente attorno a lui.

Il gusto equilibrato della WitWit

L’ispirazione belga è presente nelle birre di Nix. C’è senza dubbio nella WitWit, una birra che ha radici nel passato di Nicola Grande, nella Double Blanche che produceva già alla sua prima esperienza come birrario e che poteva vantarsi di essere una delle prime esponenti di questo stile sul nostro territorio, insieme alla Friska di Barley.

Da quella prima versione a oggi la blanche di Nicola è cambiata. Evoluta, potremmo dire, insieme all’esperienza accumulata da lui come birrario, dall’affinamento di tecnica e gusto. Rispetto a una comune blanche belga, la WitWit è più robusta e arriva al 7% abv, ma ha una speziatura di coriandolo e buccia d’arancia amara minore rispetto alla norma, rendendola maggiormente appetibile anche a chi non ama queste caratteristiche dello stile.

La base della WitWit, che si presenta alla vista di un giallo pallido, velato, con un cappello di schiuma chiara e compatta, è di malti pils, con frumento non maltato in una percentuale che è aumentata nel corso del tempo. Ultima aggiunta nell’evoluzione di questa birra dalle sue prime versioni all’attuale WitWit, è una miscela di pepi conosciuti nel corso di un viaggio in Cina. Presenti, percepibili, ma anche nel loro caso vale quanto detto prima: tutto contribuisce a rendere unico ed equilibrato il sapore della birra senza che un aspetto predomini sull’altro. Un gusto che potremmo definire avvolgente e che, insieme alla carbonazione decisa, nasconde benissimo la componente etilica leggermente più spinta. Per questo la bevuta si mantiene leggera e piacevole, facilmente abbinabile a piatti non troppo elaborati, forse anche a carni bianche o pesce, oppure per accompagnare alcuni tipi di formaggi.

Belgio, che passione!

La WitWit non è l’unico richiamo al mondo belga della produzione di Nicola Grande che ha riversato in Nix ”una serie di idee che avevo e non ero riuscito a sviluppare”, perfezionando qualcosa di alcune birre che aveva già prodotto in precedenza, ma anche aggiungendo alcune novità al suo catalogo. Per quanto riguarda il mondo belga, Nix è una garanzia per quanto riguarda la produzioni di determinati stili: c’è un’ottima tripel come Malle, la splendida quadrupel Hallerbos, la belgian blonde Xelles, la pilsner Volturno, come la via del suo locale in quel di Pavia. Ma ci sono anche suggestioni diverse, una belgian pale ale come Dangar, con luppoli australiani che le donano sentori esotici, e soprattutto una American IPA, la Blazzatop, che strizza l’occhio alle tendenze recenti e sfrutta i luppoli ”più rappresentativi al momento”, ovvero Centennial, Amarillo, Simcoe, Citra e Eldorado. Nuove produzioni che Nix può provare direttamente sul campo, nel proprio locale, per continuare a lavorare per perfezionare le vecchie idee e lanciarne di nuove.

Metterci la faccia

Qualche sano e sacrosanto rischio, figlio della libertà finalmente raggiunta. ”Nix è un marchio che nasce dall’idea di fare le mie birre in libertà” ci ha raccontato infatti Nicola, che dopo le esperienze precedenti ha capito che era arrivato il momento di mettersi mettersi in gioco in prima persona, con un progetto che ruotasse interamente attorno a lui. Da qui la scelta di metterci la faccia… letteralmente: non solo nel nome del brand Nix, lo stesso del suo locale aperto prima del lancio della linea di birre, ma anche nella grafica e nella sua immagine stilizzata usata come logo. Con un passato nel campo della grafica e del web design, la scelta di basare tutto sul suo nome non va vista solo come megalomane, ma anche all’insegna della semplicità e nel contenimento dei costi per un’attività gestita quasi esclusivamente in proprio.

Un cammino iniziato in tempi recenti e che, ne siamo sicuri, porterà Nix molto lontano finché avrà la stessa voglia di lavorare con le materie prime e portare le proprie idee nel rendere personali le proprie birre.

Photo Credit: Erika Sciamanna

15 giugno 2018

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