Cassata Siciliana

Il dolce barocco della pasticceria siciliana

  • Difficoltà: difficile
  • Preparazione: 60 minuti
condivisioni

La cassata è il dolce per eccellenza che rappresenta la pasticceria siciliana e non è nata così come tutti la conosciamo ma ha subìto dei mutamenti dovuti alle diverse dominazioni straniere in Sicilia
Si pensa che il termine “cassata” risalga alla dominazione araba e derivi dal nome dell’utensile adoperato per realizzarla (quas’at = casseruola), ovvero uno stampo in metallo a forma di cilindro con il bordo svasato.
Successivamente, durante il periodo normanno, nel convento della Martorana di Palermo le suore crearono la pasta reale, un impasto di farina di mandorle e zucchero. Infine, con l’arrivo degli spagnoli in Sicilia, vennero introdotti il pan di Spagna ed il cioccolato, ques’ultimo utilizzato per arricchire ancor più la ricotta
Ma, in realtà, è con l’avvento del periodo barocco che la cassata diventa il capolavoro di pasticceria che tutti conosciamo: la ricchezza, l’opulenza e lo sfarzo di quel momento storico, che hanno contribuito ad abbellire la Sicilia, si rifletterono su questo dolce attraverso le eleganti e deliziose decorazioni di frutti canditi e di zucchero, ingredienti che gli hanno conferito il magnifico aspetto poi conservato sino ai nostri giorni.
La cassata è il dolce che, si può dire, non manchi mai nei giorni delle feste sulle tavole dei palermitani, occasione in cui il capofamiglia è solito dispensare le porzioni, dividendo in parti uguali la golosa frutta candita, posta sulla parte superiore, per ogni commensale.

cassata 02

Ingredienti per 6 Persone

Per il ripieno

per la pasta reale al pistacchio

per la glassa

per la ghiaccia reale

per la base

per la bagna

Scarica la lista della spesa!

Preparazione

  1. Unite la ricotta allo zucchero e passate attraverso un setaccio a maglie fitte e aggiungete il cioccolato e riponete in frigorifero.

  2. Preparate la pasta reale amalgamando le farine con il glucosio e con l'acqua, poco alla volta, fino ad ottenere un impasto compatto e consistente; quindi avvolgetelo nella pellicola per alimenti.

  3. Per la glassa: mescolate lo zucchero a velo con il succo di limone e qualche cucchiaio d'acqua fino ad ottenere una glassa densa.

  4. Per la ghiaccia: montate a neve l'albume con lo zucchero a velo e, una volta ottenuto un composto sostenuto, mettetelo in una tasca da pasticcere munita di una bocchetta a punta fine.

  5. Assemblate il dolce ritagliando il pan di Spagna e la pasta reale in rettangoli ed alternandoli per foderare il bordo di uno stampo; infine rivestite il fondo con delle strisce di pan di Spagna che inumidirete con un po' di bagna.

  6. Farcite con la crema di ricotta e lasciate riposare per qualche ora in frigorifero affinché tutto si rassodi.

  7. Capovolgete il dolce e glassatelo con l'aiuto di una spatola che, una volta asciugata, decorerete con la frutta candita e la ghiaccia reale.

Note

-prima di utilizzare la ricotta fatela sgocciolare per una notte in frigorifero in uno scolapasta
-potete ottenere la farina di mandorle e di pistacchi frullando la frutta secca in un mixer fino ad renderla una polvere fine
-se non avete il classico stampo da cassata, poggiate sul fondo un piattino di ceramica che vi servirà per ottenere il tipico incavo

cassata step

cassata 03
cassata 04

L’abbinamento secondo tradizione, che rispetti la vicinanza territoriale è quello che mi entusiasma di più. Per la cassata ho selezionato un ottimo vino dolce siciliano dal colore giallo ambrato con sfumature dorate che accarezza le pareti del bicchiere con la sua consistenza. Avvicinando il calice al naso sarete travolti dall’intensità e dalla ricchezza dei profumi di questo vino che spaziano dalla frutta matura, alle erbe aromatiche, alle spezie, fino al miele e alla liquirizia. Su tutti regna indiscusso il profumo dell’albicocca secca. Contraddistinto al palato da un perfetto equilibrio tra morbidezze e durezze. La freschezza, infatti, vale a dire l’acidità, insieme alla sapidità che deriva dal territorio di provenienza, contrastano la dolcezza del vino e rinvigoriscono il palato, stuzzicandolo ed invogliandolo ad assaggiare un altro boccone di cassata. La persistenza finale del vino in bocca è molto lunga. Permane inoltre il desiderio di assaporarne ancora un altro sorso. Abbinamento riuscito, da provare!

Ben Ryè Passito di Pantelleria – Donnafugata – Annata 2011 – Vitigno Zibibbo 100% – Titolo Alcolometrico Volumico 14,5%, Prezzo in enoteca 22,50€

23 dicembre 2015

Traduci

EnglishFrenchGermanItalianPortugueseRussianSpanish

Le Ricette Più Viste

Invia Copia Stampa Chiudi
Premi Ctrl+C (Pc) oppure Cmd+C (Mac)
Invia