Arsa: la Smoked Porter beverina di Birranova

Con i suoi sentori affumicati, l’Arsa è una birra bevibile e complessa al punto giusto.

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Abbiamo spesso, dalle righe di questa rubrica sulle birre artigianali, sottolineato come si tenda a preferire birre leggere e fresche per affrontare le elevate temperature di questa stagione. Ci siamo concessi anche qualche pausa da session, blanche, IPA e altri stili più adatti all’estate, e lo faremo ancora, ma c’è un punto che preme sottolineare: la bevibilità e la bassa gradazione alcolica non sono necessariamente sinonimo di semplicità. Si può realizzare una birra originale, complessa e ricca nel sapore pur conservando una semplicità di bevuta che va incontro alle necessità del periodo. Lo ha fatto, per esempio, il Birrificio Birranova con la sua Arsa.

Fuori dagli schemi e dagli stili

Quel che colpisce dell’Arsa, ancor prima di berla, è la definizione data da Birranova per il suo stile, Smoked Porter, che indica la voglia di sperimentare e proporre qualcosa che non sia la riproduzione pedissequa di una tipologia di birra. La base è senza dubbio quello della porter, lo stile nato nel ‘700 a Londra prendendo il nome dai facchini, diventato birra d’elezione dei lavoratori. Uno stile “povero” dal quale deriva la più celebre stout, che la Arsa arricchisce usando il malto affumicato della zona di Bamberga, in Germania. Sono infatti evidenti non appena stappata la bottiglia i sentori di tostato e affumicato donati alla birra da questi malti e che giustificano l’attributo “smoked” che completa l’indicazione dello stile.

Laddove l’Arsa si avvicina alle porter inglesi è nel suo aspetto, in quel colore scuro e nella schiuma non abbondante ma fitta e persistente, oltre che nel suo essere molto beverina, tanto che i ragazzi di Birranova ci hanno spiegato come oro preferiscano spillarla a pompa o al carboazoto “come da tradizione anglosassone”. Accanto ai sentori tostati, al naso, è presente anche una lieve nota fruttata, un accenno che richiama le prugne secche, mentre al gusto l’affumicato viene accompagnato e completato dagli aromi più tipici dello stile che vanno dal caffè al cioccolato. Il sapore secco e lievemente amaro, unito al corpo leggero della birra, non fanno che assecondare la semplicità di bevuta e la rendono allo stesso tempo complessa e di facile fruizione. Una birra da bere con semplicità ma prendendosi il giusto tempo per assaporarne i dettagli.

Originalità senza confini

Si dice che ogni birra abbia una storia e che ogni storia abbia una birra. Bene, nel mio percorso di birre ce ne sono parecchie. Alcune di queste hanno fatto sì che la mia storia diventasse quella di un birrificio: Birranova!

Sono le parole con cui il mastro birrario Donato Di Palma presenta il proprio lavoro sul sito di Birranova, raccontando dell’esperienza da adolescente nel Regno Unito e del corso di formazione in Germania. Contaminazioni che contribuiscono a plasmare il suo attuale lavoro e le produzioni del suo birrificio. Contaminazioni evidenti nell’Arsa che parte dalle porter inglesi ma include i malti tipici della rauchbier tedesche.

 

Eccellenza pugliese

Una contaminazione che compie il passo definitivo con l’aggiunta nella loro Smoked Porter del grano arso, storico prodotto del Tavoliere, indicando una importante attenzione al territorio. Il Birrificio Birranova ha infatti base a Triggianello in Puglia e “l’Arsa nasce con l’intento di mettere insieme la nostra passione per le birre scure e leggermente affumicate con un ingrediente della nostra tradizione”. Una scelta premiata lo scorso febbraio nel Concorso Birra dell’anno 2018, con il primo posto nella categoria “Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di cereali speciali (compresi grani antichi)”, così come nel Barcellona Beer Challenge che ha riconosciuto alla Arsa la medaglia d’argento nella sezione relativa al suo stile.

Segnali che confermano il valore di questa realtà pugliese, assolutamente da tener d’occhio.

 

27 luglio 2018

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