Sour Side: La Berliner Weisse, Cherry Edition di Eastside

Abbiamo provato la fresca e dissetante versione a base di visciole della Berliner Weisse del birrificio di Latina.

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Ci avviciniamo rapidamente all’autunno. Basta guardare fuori dalle nostre finestre per vedere le prime foglie ingiallite e cadute, i rami degli alberi che iniziano a spogliarsi per i mesi meno caldi, le sere più fresche e le giornate più brevi. Ma le giornate sono ancora calde ed è ancora tempo per godersi una birra leggera e dissetante, magari al termine di una giornata faticosa passata in giro, per rigenerarsi con un aperitivo fresco e dissetante.

Più volte in passato abbiamo individuato nel sour uno stile perfetto per questo scopo e torniamo anche oggi sull’argomento per parlarvi dell’interpretazione di Luciano Landolfi e il suo birrificio Eastside Brewing di uno stile che viene dalla Germania, la Berliner Weisse.

Un po’ di storia

Prima di concentrarci sulla Sour Side, e su una delle sue versioni in particolare, facciamo un passo indietro e guardiamo al nord della Germania, a Berlino ma anche ad Amburgo, che molti considerano la città natale di questo stile così particolare, il cui nome è marchio registrato dell’Associazione Birrai di Berlino.

Si tratta di una birra di frumento (weisse, appunto) ad alta fermentazione, di gradazione alcolica molto bassa (2,8 o 3%) e dalle note acide, spesso addolcita con sciroppo di lampone o asperula, che ha avuto un grande successo soprattutto nell’800, quando centinaia di birrerie della città tedesca la servivano in abbondanza.

La proposta Eastside

Il birrificio di Latina propone una propria interpretazione di una Berliner Weisse con una birra rifermentata e affinata in fusto, con un aroma personalizzato dall’aggiunta di frutta: ne è esistita una versione Peach & Apricot, è in produzione una al lampone, ma noi abbiamo provato la Cherry Edition con aggiunta di visciole in dry hopping.

Questo dona alla Sour Side una intrigante colorazione rosa carico, che si estende anche alla testa di schiuma che risulta, però, poco persistente. Inevitabile che una tale aggiunta sia dominante anche a livello olfattivo e di gusto, infatti è evidente sin da subito l’aroma di ciliegia, accompagnato dall’acidità dovuta a lactobacilli e pediococchi.

Dopo un attacco in cui alcune note date dai malti di frumento si affacciano con delicatezza, è l’acidità a diventare l’aspetto predominante anche al palato. Una caratteristica che va perfettamente a braccetto con il fruttato delle visciole, un sentore da sciroppo di ciliegia, e la carbonazione vivace che pulisce la bocca ed enfatizza la semplicità della bevuta. Il tutto a dispetto di una gradazione alcolica di 4.8%, superiore alla tradizione delle Berliner Weisse, ma gestita alla perfezione al gusto. 

Per queste caratteristiche, così come per il corpo molto leggero, è una scelta ideale per accompagnare un cocktail estivo, ma anche alcuni tipi di aperitivi o dolci (immaginiamo torte ai frutti di bosco, cheesecake ai lamponi o altre variazioni sul tema).

L’inconfondibile stile

Abbiamo già parlato della cura maniacale con cui Eastside progetta le proprie etichette, disegnate con bravura dal grafico Roberto Terrinoni, e la Sour Side ora non fa eccezione: subito riconoscibile lo stile del birrificio nel look, nei colori e nello stile, la scelta accorta degli elementi grafici che compongono l’illustrazione e dei motivi, sui quali svetta la ciliegia caratteristica della birra.

Un grande passo, per la Sour Side, perché con questa nuova etichetta entra a far parte della linea prodotta regolarmente in produzione presso il birrificio. Un traguardo che merita sicuramente!

Photo Credit: Erika Sciamanna

23 settembre 2018

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