Imperial Madiba: La gustosa e bevibile porter di Lariano

Abbiamo provato la Imperial Madiba del birrificio Lariano, gustosa, robusta e pericolosamente beverina porter del birrificio di Sirone, Lecco.

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La scena brassicola italiana è viva, vivace, frizzante come la bevanda che produce, ma essenzialmente giovane. È chiaro che in un contesto come il mondo della birra nostrano, un arco di tempo come dieci anni, che potrebbe apparire breve in altri ambiti, diventa invece significativo e prezioso. Tale è l’età di uno dei birrifici storici del nostro paese, il Birrificio Lariano di Sirone, in provincia di Lecco, che lo scorso 19 maggio è arrivato a questo importante traguardo. Si pensi, per fare un esempio comprensibile a tanti, che un marchio storico del mondo della birra italiano, Birra del Borgo, ne ha soltanto tre in più, avendo debuttato nel 2005.

La stada di Lariano

Dal 19 Maggio 2008 per i successivi dieci anni, il Birrificio Lariano ha compiuto un viaggio ricco e interessante che l’ha portato a entrare in contatto con tanti appassionati di birra del nostro paese, dagli scaffali dei tanti negozi nati in questi ultimi anni alle principali fiere di settore, che l’hanno sempre visto protagonista. Nel 2008, quando Fulvio Nessi e Emanuele Longo hanno iniziato l’attività mettendo in produzione la prima birra, la sede di Lariano era a Dolzago, spostata a Sirone soltanto nel 2015 per un’ampliamento dell’impianto. Quella prima birra era La Grigna, una pils, ma l’attuale produzione del birrificio, oltre che di qualità e interessante, è anche ampia e completa, comprensiva di tutti i principali stili e di birre raffinate in botte.

Il lato scuro di Lariano

Sin da un IBF romano di diversi anni fa, abbiamo sempre provato con piacere le produzioni di Lariano, dalla Salada alla New Age, la Falesia e la Ciube, ma oggi vogliamo concentrarci su una delle esponenti delle loro birre scure, quella imperial porter che è evoluzione diretta della loro classica Madiba. Se la porter è leggera e beverina, nella sua versione più strutturata la Imperial Madiba acquista in robustezza e corpo, passando dai 4.5 agli 8 gradi alcolici, ma mantenendo una notevole facilità di fruizione: si beve con gran piacere la imperial porter di Lariano, si assaporano le note di cacao e caffè, accompagnate da piacevoli sentori di frutti di bosco e delle note tostate che completano e arricchiscono il sapore complessivo della birra, che risulta più equilibrato e soddisfacente della sorella minore Madiba.

Come in altri casi simili, ci piace parlare di birre “pericolose” per casi del genere, quando una gradazione alcolica non bassissima si accompagna a una tale piacevolezza di bevuta: pochi ampi sorsi della Imperial Madiba e ci si ritrova con il bicchiere mezzo vuoto ed è quello il momento in cui ci si rende finalmente conto di essere alle prese con una bevuta che non si può definire una session e che richiederebbe un approccio più cauto.

Il corpo piuttosto rotondo della Imperial Madiba, con i suoi sentori di torrefatto e quel bilanciato mix di dolce e amaro, è coerente con la sua presentazione una volta versata, con il colore scuro della birra e quella schiuma, morbida e persistente, color cappuccino.

Lo stile di Lariano

Il birrificio di Lecco è tra quelli che cura in modo particolare e accattivante la propria veste grafica, un aspetto di cui più volte ci siamo sentiti in dovere di sottolineare l’importanza: non è semplice esteriorità, ma la consapevolezza di dover avere uno stile riconoscibile e d’impatto in un ambiente competitivo come quello che si sta sviluppando nel mondo della birra artigianale. Lo stile di Lariano è visivamente ricco, oltre che curato, affidato a etichette e medaglioni basati su disegni originali, fumettosi e colorati, vivaci e studiati. Non fa eccezione la Imperial Madiba, il cui look riprende e modifica quello della porter da cui deriva, con il caratteristico elefante a farla da padrone. Un elemento presente, anche se quasi del tutto nascosto da un ciliegio, nella terza incarnazione di questa birra, la Black Sherry Madiba, versione sour con aggiunta di ciliegi, appunto, e maturata per undici mesi in botti utilizzate per l’affinamento di barolo. Una recente novità anche ancora non abbiamo avuto modo di provare… ma rimedieremo quanto prima!

Photo Credit: Erika Sciamanna

12 ottobre 2018

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