Taste of Roma 2018, si è conclusa questa 7° edizione

si chiude il sipario sul festival dedicato alla buona cucina

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Si chiude il sipario anche su questa edizione del Taste of Roma 2018, un’edizione ricca, di Chef, di piatti meravigliosi e di gente curiosa accorsa all’Auditorium Parco della Musica di Roma per  provare alcune tra le cucine più innovative e famose di Italia,

tre giorni in cui i migliori ristoranti e Chef della Capitale hanno messo a disposizione il loro talento

a dei prezzi, ammettiamolo, veramente economici, per permettere a chiunque di provare una cucina fatta di ricerca e innovazione, un’occasione più unica che rara, da afferrare al volo.

All’interno del Taste oltre, ad accompagnare la grande cucina degli Chef, i Prodotti, selezionati e provenienti da produttori di eccellenza, da provare per conoscere e capire cosa c’è intorno ad un piatto, come nasce e come si evolve, in quest’ottica si è svolto il Koppert Cress Contest, un concorso che ha visto 9 tra i migliori Chef sfidarsi, ideando un piatto che avesse come protagonista un erba aromatica specifica, il Time Cress, una tipologia di timo molto aromatica, dal sapore deciso ma delicato.

Noi di iFood eravamo lì, a fare da giuria in questa gara che ha saputo mettere nel piatto delle vere esperienze gustative e sensoriali, 

la sfida non è stata per niente facile, gli Chef hanno presentato piatti dalla struttura complessa, dove ogni singolo elemento non era lasciato al caso, dallo Gnocco alla romana con funghi porcini, tartufo e  time Cress e un blend di spezie accuratamente pensato e creato dallo Chef Francesco Apreda, dell’hotel Hassler di Roma, che ha saputo reinterpretare un grande classico della cucina romana in modo magistrale.

 

Lo chef ci ha rivelato che nella sua cucina non possono mancare le spezie, colonna portante del suo stile inconfondibile, anche se ha ammesso di avere vera una predilezione per il cardamomo nero.

Abbiamo provato il Carpaccio di Wagyu, cotto in una rapida infusione in brodo con kefir lime e Cardamomo e accompagnato con un una maionese di cipollotto, time Cress ed una riduzione al balsamico, dello Chef Kotaro Noda di Bistrot 64, una vera esplosione di sapori, per lo Chef nella sua cucina non può mancare l’olio di oliva, ingrediente fondamentale per tutti i suoi piatti, incontro delle due culture, che lo contraddistinguono, giapponese ed italiana.

Stefano Marzetti, chef del Mirabelle Restaurant ci ha stupito con un dolce, per lo Chef elemento fondamentale della sua cucina è l’idea del contrasto, che non deve mancare mai, per lui la cucina, il cibo, è un momento senza tempo, che contrasta i ritmi frenetici della vita di oggi.

 

Le sue Linguine di farro fritte, a ricreare un cannolo siciliano, con ganache al cioccolato bianco lamponi, time Cress e un tartufo di cioccolato bianco ci hanno stupiti ed incantati, una vera esperienza per il palato.

Lo chef Daniele Lippi del Convivio Troiani ha portato in gara il suo Risotto Mari e Monti, con funghi porcini, time Cress, plancton e parmigiano affumicato al whiskey lagavulin invecchiato 16 anni, per lui in cucina è fondamentale l’acidità, che riesce ad esaltare i sapori e riequilibrare i piatti.

Lo chef Angelo Troiani di Acquolina invece ci ha proposto un Tataki di ricciola con panzanella alla romana, limone basilico e time cress, fondamentale per lui e il suo ristorante la mediterraneità, negli ingredienti e nei colori dei suoi piatti.

Giulio Terrinoni, del ristorante Per me, ha portato in gara la sua Finger polpetta ai gamberi, con time Cress, panatura di pane alla nduja e ananas croccante e marinato al rum, tanto gusto concentrato in un singolo boccone, veramente strepitoso, per lui la cosa più importante è la materia prima, nella sua cucina e nell’ambiente che lo circonda, compresi i tavoli del suo ristorante!

Adriano Baldassarre, del Tordo Matto, ha rivisitato un grande classico della cucina romana con il suo Baccalà fritto alla romana su chutney di pomodoro e time Cress,  per l’eclettico chef in cucina non può mancare l’attenzione alla stagionalità e la passione che ritroviamo in tutti i suoi piatti.

Daniele Usai, del Ristorante Il Tino, ci racconta come nella sua cucina sia fondamentale il pesce dell’asta di Fiumicino, che lui stesso seleziona per portarlo poi nei suoi piatti, come nell’Agnolotto con tartufo, gamberi rosa, melissa e time Cress che ci ha fatto provare, un piatto veramente riuscito.

Lo chef Fabio Ciervo, dell’Hotel Eden, infine, ci ha veramente stupiti e folgorati con il suo piatto Funghi e tartufo nero, arricchito con time Cress che ha sapientemente usato fresco, ed in estrazione, la sua idea di ricreare il sottobosco nel piatto ci ha veramente meravigliati, nulla è stato lasciato al caso, dall’estrazione del timo fatta sul momento, per non perdere il gusto, alla foglia oro per richiamare i minerali che vengono dalla terra, un piatto veramente ben pensato ed unico, che ha saputo dare il giusto posto da protagonista a quest’erba meravigliosa che era il Time Cress.

La cucina dello Chef Ciervo si basa su 5 punti, come lui stesso ci racconta: l’Innovazione, il Benessere, l’Ingrediente, il Gusto ed infine la Parte Artistica, minuziosamente curata in ogni piatto, meravigliosi i suoi Spaghetti cacio e pepe e veramente sublimi i suoi Ravioli ripieni di bollito, capaci di stupire prima gli occhi ed immediatamente dopo il palato, il suo piatto gli è valso la vittoria del concorso ed un viaggio in Olanda per scoprire le migliaia di erbe che vengono curate e coltivate dalla Koppert Cress, complimenti Chef, siamo curiosi di conoscere i suoi nuovi piatti!

Con questo concorso e dopo aver avuto la possibilità di provare i piatti dei migliori ristoranti Romani questa edizione del Taste of Roma giunge al termine, non ci resta che aspettare di vedere cosa ci riserverà la prossima!

 

Grazie ad Ylenia Nese e Lorenzo Bove dell’ ISFCI per le fotografie

1 ottobre 2018

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