Galatina, l’Assisi del Sud

Un weekend alla scoperta delle meraviglie di Galatina

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Galatina: destinazione perfetta per una gita fuori porta ma anche per un fine settimana in cui riappropriarsi di ritmi lenti, in cui passeggiare per strade rassicuranti e ricche di storia, in cui degustare la cucina tipica dell’entroterra salentino.

Siamo a Galatina, antica colonia greca che vanta storie e tradizioni tutte da scoprire.

Ricca di storia per le sue antiche origini, Galatina  sorprende per la sua quiete, per i suoi palazzi gentilizi  e non è difficile immaginare eleganti dame con le loro grandi gonne di crinolina, affacciate al tipico balcone panciuto risalente al 1700, chiamato a “petto d’oca”.

Un segno d’eleganza di questa cittadina che  custodisce numerose chiese come quella di S.S. Pietro e Paolo, dall’imponente quanto raffinata facciata barocca.

Ma la vera chicca della città è la trecentesca Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, voluta tra il 1383 e il 1391 dalla dinastia degli Orsini Del Balzo un vero gioiello di arte romanica e gotica.

Di imparagonabile bellezza per i suoi affreschi, secondi solo a quelli della Basilica di San Francesco in Assisi.

Angeli, cherubini e colori che ti catturano e stupiscono, ma che nascondono una grande storia legata a chi quegli affreschi, in una sorta di  Biblia pauperum, li ha commissionati: Maria d’Enghien.  

Ogni affresco è legato a un tema suddivisi in cicli: 
– Apocalisse, sulle pareri e sulla volta della prima campata
Genesi, sulle pareti della seconda campata
– ciclo Ecclesiologico, sulla volta della seconda campata
– ciclo Cristiologico che racconta la vita di Gesù e ancora, ciclo Angelologico e agiografico 
– naturalmente è raccontata la vita di Santa Caterina D’Alessandria e sono rappresentate le quattro Virtù cardinali

Ma quello che sorprende è come ogni affresco sia legato anche alla storia della famiglia Orsini che in un certo qual modo è sempre presente sia con il suo stemma ma anche con un inedito ritratto della regina  Maria d’Enghien, moglie in prime nozze di Raimondo Orsini del Balzo e in seconde nozze di Re Ladislao I, che possiamo ammirare nella navata laterale minore rappresentante il ciclo mariologico

Tutti gli affreschi della Basilica cantano l’amore per Dio, secondo lo stile proprio dei Francescani.

Affreschi che continuano a decorare le pareti del chiosco annesso alla Basilica e del Museo, custode di molte fonti reliquarie che costituiscono il “tesoro della chiesa“. come  il calice e il reliquiario della mammella di S. Agata e il dito di S. Caterina, munifico dono di Raimondello.

Galatina ospita anche il Museo del Tarantismo e passeggiando fra le sue vie non può mancare la vita alla Cappella di San Paolo, conosciuta come Cappella delle Tarantate 

E’ in questa cappella che in passato i tarantati accorrevano numerosi per invocare nel giorno della festa di San Pietro e Paolo, la guarigione. In questi giorni ballavano fino alla sfinimento per esorcizzare il morso della taranta.  

Ai  tarantati, nel giorno della festa, veniva fatta bere  l’acqua benedetta del pozzo, attiguo alla cappella, dove secondo la tradizione, l’apostolo Paolo si fermò durante il suo viaggio di evangelizzazione nella città e dove passo il miracolo del dono a un uomo li presente che a sua volta di generazione in generazione lo passo ai suoi discendenti.

La cucina galatinese 

Galatina, oltre a essere custode dell’arte barocca e di portali gentilizi realizzati  con la malleabile pietra leccese è anche custode di un patrimonio gastronomico che mescola tutti i prodotti di questa generosa terra baciata dal sole.
Orecchiette, friselle, ricotte, vino e taralli.
Salvia, timo, basilico, menta e rosmarino profumano l’aria e incrementano il sapore dei piatti.
I sapori del mare si mescolano a quelli della terra e dall’inventiva della cucina povera sono nati piatti che caratterizzano il territorio come la famosa zuppa ceca mariti e le pittule fritte

Ma, il protagonista assoluto della tavola galatinese è sua maestà il pasticciotto.
Questo dolce che rappresenta tutto il Salento, deve i suoi natali nel ‘700 alla città di Galatina. Un involucro di pasta frolla, realizzata con lo strutto, che custodisce solo e solamente crema pasticcera.

Da gustare tiepido per apprezzare al meglio il suo gusto, insieme al caffè leccese.

Galatina, tra arte, storia e prodotti tipici resta una meta perfetta da visitare in un weekend.
Posta in maniera strategica nel cuore del salento e pertanto battezzata Ombelico del Salento è equidistante dai due mari, dista 20 km da Gallipoli e Otranto e solo 10 km da santa Maria al Bagno.

Per visitarla al meglio e scoprire tutte le sue chicche, si possono contattare gli operatori dell’Infopoint Galatina che saranno felici di farvi conoscere la città e raccontarvi storia e aneddoti ad essa collegati.

1 novembre 2018

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