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Ricette della Tradizione Secondi

Brasato al vino rosso

Il “Brasato al vino rosso” è un secondo piatto prelibato, tipico della cucina piemontese e perfetto per impreziosire i prossimi giorni di festa. Per una riuscita perfetta di questo piatto, ci vogliono ingredienti di prima qualità e molto tempo a disposizione ma il risultato, vedrete,  sarà semplicemente eccezionale. 

Provatelo e fateci sapere se vi è piaciuto. 

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Basi

Ragù napoletano

Il ragù napoletano è un’esperienza sensoriale che non lascia mai nessuno indifferente. Arriva prima il suono, quello delle pentole e del soffritto, poi arriva l’odore, che invoglia e stuzzica, poi arriva il colore, intenso e inconfondibile e infine arriva il gusto sconvolgente ed entusiasmante.

Dovete sapere che pur essendo un condimento per la pasta, il ragù di carne un napoletano DOC lo mangia a colazione.

Eh sì perché tradizione vuole che la cottura deve essere lenta, ma tanto lenta e quindi le nonne, le mamme si svegliano presto, anche se è domenica e lo mettono a “pappuliare” lentamente, e quindi il ragazzo che si sveglia verso le 10 lo trova lì che bolle lentamente e non può resistere a una fetta di pane casereccio intinta nel sugo. 

Volete sapere come si fa il vero ragù napoletano? Bene, seguite questo passo passo.

 


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Ricette della Tradizione Secondi

Cacciucco

Il Cacciucco è un piatto tipico toscano, una zuppa di pesce nutriente e gustosa. Ha origini povere, tanto che in passato veniva preparata con gli scarti di pesce. Col tempo ha assunto una natura più ricercata ed è sicuramente uno dei piatti di mare più apprezzato da tutti. Con piccole differenze, la zuppa di pesce è presente un po’ ovunque in Italia, ma il vero cacciucco è livornese.

Caratteristica che contraddistingue questo piatto è l’utilizzo di diversi tipi di pesce e la tradizione vuole che se ne utilizzino almeno cinque come le “c” presenti nel nome. In qualsiasi versione lo facciate, il cacciucco rimane un piatto corroborante e delizioso!

 

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Polpettone di carne

Il Polpettone di carne è un classico intramontabile.

E uno di quei piatti con cui si fa subito festa, porta con sé il buonumore e la voglia stare insieme.

Penserete che sia un pò strana, forse si, ma a me fa quest’effetto.

A casa mia quando si prepara i bambini iniziano a saltellare felici, ed il papà, ve lo dico ha un sorriso grande così!

Il polpettone ha mille varianti, io l’ho preparato cotto alla fiamma con un delizioso sughetto di pomodoro per  mantenerlo morbido, e ho utilizzato sia carne di vitella che carne di maiale per renderlo più saporito.

 

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Servitelo in un letto di purè di patate, o con una freschissima insalata mista, vi assicuro che non né rimarrà nemmeno una fetta.

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Piatti unici Primi Ricette della Tradizione

Lasagna napoletana, la ricetta originale

La lasagna napoletana è forse uno dei piatti più opulenti della cucina partenopea. Un grande primo piatto che fa parte della tradizione antica in quanto portate del genere si potevano fare solo poche volte. Ancora oggi, malgrado c’è spesso abbondanza sulle tavole, si usa cucinarla nei giorni di Carnevale perché ricorda che di lì a poco ci sarà un periodo di digiuno che precede la Pasqua.

Di lasagne ne è piena l’Italia, famosa è quella emiliana che però si differenzia molto da questa napoletana sia per il tipo di pasta che per il ripieno utilizzato. 

La ricetta della lasagna napoletana è di certo un po’ lunga e laboriosa, ma il risultato ripaga di certo tutti gli sforzi. Il sugo che si usa per condirla è un ragù di carne e la presenza di piccole polpettine fritte rende il tutto ancora più irresistibile.

Provate questo primo al forno, perfetto per la domenica e per tutti i giorni in cui si deve festeggiare un qualcosa di speciale. 

Ecco come si fa la lasagna napoletana.

 

Un’altra idea per preparare una pasta al forno?

Ecco come fare un’ottima ciambella di tagliatelle!

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Antipasti

Tartine di polenta con salignon, su letto di verza, con salsa di soia

Come seconda ricetta, per partecipare al contest Kikkomania, propongo un antipasto a base di salignon, una specialità tipica della Valle d’Aosta, una ricotta cremosa aromatizzata con spezie e peperoncino.

L’ho servita su tartine di polenta, un letto di verza insaporito con la salsa di soia ed ho completato il piatto con una riduzione alla salsa di soia, addolcita dal miele. Il risultato è un antipasto che contiene tanti sapori: piccante e speziato del salignon; dolce, salato con una punta di amaro (se si utilizza il miele di castagno) della riduzione di salsa di soia; agro e dolce delle verze cotte con vino rosso e aceto. 


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Primi

Risotto al radicchio di Treviso e salsiccia

Quando sono stata scelta per il contest Kikkomania  non ho avuto alcun dubbio, la mia prima proposta a tema regionale sarebbe stata il mio piatto preferito della stagione fredda, il risotto con il radicchio di Treviso IGP e la salsiccia. Ma rivisitato, con la salsiccia cotta a parte per farla rimanere croccante e caramellata nella salsa di soia Kikkoman.

Un piatto squisitamente della tradizione veneta, ma innovato nel gusto. Un successo in tavola, anche per i palati più esigenti.  

Ricetta in collaborazione con Kikkoman.

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Cocktails

Sangria classica

Se almeno una volta siete stati in Spagna avrete avuto modo di assaggiare la loro splendida Sangria. La Sangria classica è una bevanda alcolica a base di vino rosso, spezie e frutta.

Perfetta in estate perché fresca e dissetante, la sangria non ha una vera e propria ricetta autentica perché i tipi di frutta da inserire al suo interno possono essere a nostro piacimento, seguendo però una regola base: la frutta deve essere ben compatta e non troppo matura, altrimenti si andrà a disperdere nel vino, rovinando la nostra buonissima bevanda.

In Spagna vengono utilizzati dei vini rossi molto corposi come il Grenache, Garnacha o Monastrell, prodotti nella zona della Rjoia. Per la nostra sangria classica, qui in Italia possiamo facilmente sostituirli con un ottimo Cannonau sardo o un Bonarda dell’Oltrepò Pavese non frizzante.

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La Sangria per essere gustata al meglio ha bisogno di un lungo tempo di riposo: minimo due ore. Il risultato migliore si ha lasciando la frutta in infusione nel vino per almeno una notte intera.

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Un’idea per non mettere a disagio gli ospiti: nel mangiare la frutta della sangria dal bicchiere, si consiglia di creare dei mini spiedini di frutta da immergere nella nostra bevanda, che serviranno anche per decorare la Sangria!

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Gustate la sangria ben fredda e cin cin!

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Basi Ricette della Tradizione

Ragù rosso di carne

Il ragù rosso di carne è un sugo che tradizionalmente viene realizzato con la carne macinata e la passata di pomodoro, che vengono fatti cuocere a fuoco lento per diverse ore in modo che tutti i sapori si fondano tra di loro, così da ottenere un perfetto condimento per la pasta. In Emilia-Romagna esistono tantissime tradizioni diverse della ricetta del ragù, di cui la più famosa è indubbiamente il ragù alla bolognese, ma tutte le versioni hanno qualche punto in comune: per prima cosa è fondamentale non avere fretta quando si realizza il ragù, infatti il ragù sobbolle delicatamente per qualche ora, e il tempo può variare anche in base agli ingredienti (una passata di pomodoro più o meno acquosa, la quantità di acqua che butta fuori la carne); si parte sempre da un trito finissimo di sedano, carota e cipolla che viene fatto soffriggere per sprigionare tutti i propri aromi; poi viene aggiunta la carne che invece viene fatta rosolare a fuoco vivace in modo che perda tutta l’acqua e si sgrani per bene; infine si aggiunge il pomodoro e da qua in poi non si fa altro che mescolare di tanto in tanto, aspettando il momento in cui il ragù sarà arrivato alla consistenza perfetta per tuffarci una marea di Tagliatelle, un tipo di pasta largo e ruvido che “tengono” benissimo il ragù!

ragu rosso di carne - orizz tris

In questa occasione ho preparato un ragù che nella tecnica è identico al ragù alla bolognese, ma gli ingredienti presentano qualche piccola variazione, visto che ho scelto di riportare qua la ricetta che prepara la mia famiglia: in particolare oltre al macinato di manzo di prima scelta ho aggiunto anche della salsiccia e della pancetta fresca, che conferiscono al ragù un gusto più deciso; per sfumare la carne ho scelto di usare un bicchiere di Lambrusco, ma anche un Sangiovese va più che bene; lo zucchero di canna poi serve per stemperare l’acidità del pomodoro, che nel mio caso non è una passata, ma polpa finissima di pomodoro.

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…e quando rimane un po’ di ragù nella pentola, perchè non concedersi una bella bruschetta con pane croccante e il ragù appena preparato?

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