Pettole

Dalla tradizione natalizia pugliese

  • Difficoltà: facile
  • Preparazione: 120 minuti
  • Cottura: 30 minuti
  • Costo: basso
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Puglia: terra ricca di storia e tradizioni popolari che  in questa terra seguono due cicli, quello dei campi e quello delle feste perché nascono da due grandi culture che nel nostro popolo si intrecciano, quella contadina e quella cristiana.

Ecco perché il Natale in Puglia è atteso con gioia da tutti:  come il calendario segna i giorni che passano,  la fine dei lavori nei campi, un tempo di attesa e riposo che va festeggiato a tavola.

Le tradizioni popolari natalizie, come ogni cosa che viene tramandata, si ricollegano a tempi antichi e a ricette di famiglia che segnano dai paesini sui Monti Dauni al Salento la caratteristica e la peculiarità di un popolo che ha vissuto intensamente la sua vita creando con il poco che le era concesso: acqua, farina, miele…ricette semplici, ma dal grande valore antropologico.

Dietro ogni ricetta si nasconde una storia e una leggenda come nel caso della nascita delle “pettole”.

La loro nascita si deve a una massaia sbadata che nel giorno di Santa Cecilia impastò la pasta del suo pane e la lascio lievitare oltre il tempo necessario in quanto fu rapita dalla musica dei zampognari che giravano per le strade della città. Tornata a casa e resesi conto che ormai la pasta non era più utilizzabile per dar forma al suo pane non si scoraggiò, ne ricavò palline che tuffò prontamente nell’olio bollente. I suoi figli a tavola ne rimasero estasiati, chiesero il nome di queste frittelle che lei battezzò “pittule” pensando alla classica pitta, ma in forma più piccola. Felice di questa bontà ne offri un vassoio ai zampognari e da quel momento il 22 novembre l’odore di fritto invade le strade di Taranto segnando l’apertura delle feste natalizie.

La leggenda cristiana lega invece la nascita delle “pettole” a Santa Elisabetta che distratta da una lunga chiacchierata con la Madonna si dimenticò l’impasto per il solito pane settimanale cresciuto a dismisura, per recuperarlo non le restò che stracciarlo e tuffare i pezzi di pasta nell’olio bollente.

Forse per questo nel leccese, le “pittule”  rappresentano il morbido cuscino su cui viene posto il Bambinello.

Dal Salento al Gargano, dalla costa all’entroterra, la pasta fritta è la migliore tradizione della cucina pugliese grazie sia alla grande produzione di olio della nostra terra che all’estro delle donne che hanno reso unico un semplice impasto di acqua e farina, sbizzarrendosi nel renderlo speciale con l’aggiunta di miele, zucchero, vin cotto. Arricchendo l’impasto con latte, olio o patate lesse.

Ogni famiglia ha la sua ricetta perfetta, cosi come ogni zona pugliese ha il suo nome per identificare questa soffice nuvola fritta: pìttula, pìttola, pèttola, pèttele, pèttulu, pìttala, pètt-li, ppèttulu, pèttala, e anche pèttuli nel Brindisino, sckattabotte a Noci, pettue nguvatézze , popizze nel barese.

Qualunque sia l’impasto e qualunque sia il loro nome sulle tavole pugliesi non mancano mai, segnano l’apertura delle feste natalizie e le grandi riunioni di famiglia.

Ingredienti per 10 Persone

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Preparazione

  1. Sciogliete il lievito in poca acqua tiepida, in una ciotola mettete la farina a fontana, aggiungete il sale e impastate farina, acqua e lievito. Lavorate a lungo fino ad avere una pasta morbida ed elastica. Lasciatela lievitare finchè raddoppia di volume, quindi stendetela.

    Sciogliete il lievito in poca acqua tiepida, in una ciotola mettete la farina a fontana, aggiungete il sale e impastate farina, acqua e lievito. Lavorate a lungo fino ad avere una pasta morbida ed elastica. Lasciatela lievitare finchè raddoppia di volume, quindi stendetela.
  2. Con le mani intinte nel vino bianco, strappare e allungare dei pezzi di pasta. e friggerli in abbondante olio bollente

    Con le mani intinte nel  vino bianco, strappare e allungare dei pezzi di pasta. e friggerli in abbondante olio bollente
  3. Friggete le pettole in abbondante olio bollente e salate.

    Friggete le pettole in abbondante olio bollente e salate.

Il proverbio barese: june ‘mmocche, l’alte ‘mmène,l’ècchje addàu a kalè  (una in mano, l’altra in bocca, l’occhio pronto a calare la prossima)


3 Gennaio 2019

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