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Premio MangiaeBevi 2017, trionfano Heinz Beck e la Pergola

Heinz Beck mattatore della prima edizione del Premio MangiaeBevi 2017 – Le Eccellenze di Roma e del Lazio tenutosi lunedì sera al Teatro Parioli. 32 i premi conferiti alle “attività di ristorazione”, 9 ai “professionisti della ristorazione”, 22 attestati di eccellenza ai prodotti e produttori enogastronomici del Lazio.  Il premio, patrocinato dalla Presidenza della Regione Lazio e dall’Assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro del Comune di Roma, si è guadagnato da subito l’appellativo di “Oscar della ristorazione”, ma è a tutti gli effetti un vero e proprio “premio della stampa”, dal momento che i vincitori delle varie categorie sono stati decretati da una super-giuria composta da 50 dei più autorevoli giornalisti e critici enogastronomici, presieduta da Jerry Bortolan

La parte del leone l’ha fatta il ristorante La Pergola, eletto “miglior ristorante di Roma”, con affermazioni di Heinz Beck (miglior chef) e dei suoi principali professionisti: Simone Pinoli (miglior restaturant manager) e Marco Reitano (miglior sommelier). Importante affermazione anche per Retrobottega, che si afferma con il suo “format innovativo” e con il suo chef Giuseppe Lo Iudice, vincitore nella categoria “under 30”. Due premi per Gabriele Bonci, che vince come miglior pizza chef e con il suo Pizzarium. Due premi anche Roscioli, miglior bistrot e migliore caffetteria. Pier Daniele Seu vince come “miglior pizza chef under 30”, mentre Marion Lichtle si impone tra due “big” come Giuseppe Amato e Dario Nuti. Infine, premio speciale per la “critica enogastronomica” a Luigi Cremona.

Sono state premiate inoltre 22 aziende enogastronomiche del Lazio, dal vino all’olio, dai formaggi ai tartufi, che hanno deliziato il palato dei tanti presenti facendo degustare i loro prodotti nel foyer del teatro. A consegnare loro gli “attestati di eccellenza”, l’On. Carola Penna, Presidente della Commissione Turismo del Comune di Roma – in rappresentanza dell’Assessorato allo Sviluppo Economico – che ha premiato anche Daniele Bonanni, proprietario del ristorante “Matrù” di Amatrice – completamente raso al suolo dal recente terremoto – in rappresentanza di alcune attività enogastronomiche amatriciane colpite dal sisma ma che ancora riescono a produrre.

Ai tavoli anche Chiara Giannotti (autrice Vino.tv), Francesco Acampora (giornalista e conduttore), Belinda Bortolan (consulente comunicazione e marketing della ristorazione) e Fabio Carnevali (editore e direttore di MangiaeBevi.it), che ha spiegato il senso della manifestazione: “Il premio MangiaeBevi 2017 • Le Eccellenze di Roma e del Lazio nasce come naturale evoluzione della guida MangiaeBevi, come riconoscimento e gratificazione di quelle attività e di quei professionisti della ristorazione che si siano distinte/i durante il corso dell’ultimo anno. Abbiamo coinvolto i 50 più valenti rappresentanti della stampa di settore, per scattare un’immagine sulle migliori proposte e professionalità della capitale e della regione”.

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Il “Marelet” miglior Bar d’Italia 2017

Caffè e cornetto: scene di ordinaria quotidianità al bar. Da sempre anche se, da qualche tempo a questa parte, lo scenario è, per fortuna, molto cambiato. Se infatti una volta contavano più i gesti, le consuetudini, la familiarità piuttosto che il “contenuto”, ora le cose vanno diversamente. E non perché sia venuto meno il rapporto di fiducia con il barista, anzi la sua figura è sempre più fondamentale.

Stiamo infatti assistendo a un vero e proprio “rinascimento del caffè“, un fenomeno che coinvolge tutti i professionisti del settore, piccoli torrefattori e grandi industrie, decisi a valorizzare un prodotto profondamente radicato nella nostra cultura. L’offerta è diventata articolata, complessa, e scegliere senza una guida adeguata non è semplice: ci si perde fra estrazioni e tipologie (singole origini o blend) lavorate con gradi e tempi di tostatura differenti. Ma il caffè non è che la punta di diamante di un “mondo bar” sempre più vitale e sorprendente con il quale tutti vogliono misurarsi. Pasticceri e ristoratori in primis, per mettere sul piatto una proposta di grande qualità, divertente ed economicamente fruibile dal grande pubblico.

Basti dare uno sguardo ai cinque nuovi ingressi nell’Olimpo dei Tre Chicchi e Tre Tazzine: quattro locali (Roberto di Erbusco, Gino Fabbri di Bologna, Sal De Riso Costa d’Amalfi, e Pino Ladisa di Valenzano) portano la firma di grandi maestri dell’arte bianca che hanno investito molto per arrivare a un’offerta dolce e salata pressoché perfetta; il quinto, Marelet, è legato a storici ristoratori del bergamasco, i Colleoni.

I locali premiati con i tre chicchi e le tre tazzine, sono stati suddivisi tra bar finalisti del Premio illy Bar dell’Anno, caffè storici e bar dei grandi alberghi; oltre 80 novità e due nuove insegne (Colzani di Cassago Brianza e Murena Suite di Genova) nella categoria le stelle, i locali che per almeno dieci anni consecutivi hanno conquistato tre tazzine e tre chicchi. Regione leader la Lombardia (10 locali premiati), seguono Emilia Romagna con 6 Piemonte e Veneto con 5, Sicilia con 4, Friuli Venezia Giulia e Toscana con 3, Liguria, Lazio e Puglia con 2. Un locale sul podio per Abruzzo, Marche, Campania.

Nel corso della presentazione alla stampa della nuova guida, una giuria di esperti composta dai giornalisti Dominique Antognoni (Stile – Il Giornale), Emanuele Bompan (La Stampa), Silvia Frau (Corriere della Sera), Licia Granello (La Repubblica), Alessandra Moneti (Ansa) e Luca Sessa (iFood), ha selezionato tra i locali “Tre Chicchi e Tre Tazzine” finalisti bar dell’anno, il bar vincitore del Premio illy Bar dell’Anno.

Ad aggiudicarsi l’ambito riconoscimento il Marelet: il locale che meglio interpreta il bar del terzo millennio, accogliente e moderno con un’offerta gastronomica di alto profilo, modulata sulle esigenze più diverse. Le due menzioni speciali sono andate a Viennoiserie Gian e a 300mila Lounge. Il primo in una cittadina della campagna lombarda, un bar a misura d’uomo, guidato da un ragazzo di grande sensibilità e attento alla materia prima. Il secondo si conferma una delle eccellenze italiane nell’offerta a tutto campo di dolce, salato e mixology.

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L’Osteria Francescana sul tetto del mondo

Massimo Bottura ha vinto, viva Massimo Bottura! Il nostro chef ha trionfato nell’edizione 2016 della “World’s Best 50 Restaurants“, che ha eletto l’Osteria Francescana di Modena miglior ristorante al mondo! Un risultato straordinario, mai raggiunto prima di un ristorante del nostro paese, completato dagli importanti piazzamenti raggiunti dagli altri chef italiani presenti, Enrico Crippa (17°), Massimiliano Alajmo (39°) e Davide Scabin (46°).

L’Osteria Francescana e Massimo Bottura ha raggiunto questo meraviglioso traguardo un passo alla volta, iniziando a prender confidenza con il podio grazie al terzo posto di 2 edizioni fa ed il secondo dello scorso anno. Il nostro chef ha preceduto i fratelli Roca del “El Celler de Can Roca” di Girona ed il “Eleven Madison Park” di Will Guidara e Daniel Humm, di New York.

La giuria, composta da circa 1.000 esperti, ha deciso che gli standard creativi e qualitativi di Bottura, uniti alla straordinaria location ed al perfetto lavoro della Sala, fossero meritevoli dell’ambito premio. Le Cinque stagionature di Parmigiano Reggiano e gli altri oramai famosi piatti, spessi ispirati all’arte ed alla musica, ha permesso allo chef modenese di conquistare la vetta del mondo.

Dopo esser salito sul palco per la premiazione, ed aver ringraziato la moglie ed i suoi figli, lo chef ha dichiarato: “Il lavoro è tutta dura fatica, ogni giorno in cucina a lavorare. L’ingrediente più importante per il futuro è la cultura. La cultura porta conoscenza e la conoscenza porta coscienza. La coscienza porta senso di responsabilità. In un paio di mesi vi aspetto tutti a lavorare a Rio de Janeiro nelle favelas. Senza l’osteria, Davide, Beppe, e tutto il team, non ce l’avremmo potuta fare.

Noi di iFood 3 mesi fa, nel corso di Identità Golose, abbiamo avuto l’opportunità di realizzare una video intervista a Massimo Bottura. Lo chef, appena concluso il suo intervento, nonostante fosse debilitato a causa di un’influenza, ha accettato di chiacchierare con me e di rispondere a tono ai cosiddetti “falsi miti” sul suo conto che sono nati in rete. Dieci minuti illuminanti e divertenti, per scoprire anche l’uomo Massimo Bottura.

 

Massimo Bottura è vicepresidente dell’Associazione Le Soste, che raccoglie ristoranti italiani d’eccellenza con un forte carattere personale, uno stile e una loro cultura identificativa.

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Basque Culinary World Prize: Massimiliano Alajmo fra i 20 finalisti

Sono stati nominati oggi i 20 finalisti del Basque Culinary World Prize, iniziativa ideata per rendere omaggio agli chef di tutto il mondo che si sono distinti per aver migliorato la società grazie ai loro progetti nel settore della gastronomia. Il vincitore verrà annunciato il prossimo 11 luglio, in seguito alla selezione da parte di una giuria composta dai migliori chef del mondo e da esperti di rilievo internazionale di altre discipline legate alla cultura del cibo. Chi risulterà vincitore riceverà 100.000 € da devolvere a un progetto o a un’istituzione a scelta che dimostri il ruolo sempre più ampio della gastronomia nella società.

Il Basque Culinary Prize è organizzato e promosso dal Basque Culinary Center (BCC), un’istituzione accademica all’avanguardia nel settore gastronomico, con il sostegno del Governo Basco e nell’ambito della Euskadi-Basque Country Strategy. I 20 finalisti, tra cui figurano chef provenienti da Brasile, Canada, Cile, Colombia, Danimarca, Francia, India, Italia, Messico, Olanda, Sudafrica, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti e Venezuela, testimoniano ulteriormente la portata mondiale dell’iniziativa. I progetti sono relativi ad ambiti diversi, che vanno dall’innovazione alla formazione, dalla salute alla ricerca, dalla sostenibilità all’imprenditorialità sociale e alla filantropia, passando per la tutela delle culture locali.

Elena Arzak, Presidente della commissione del premio, ha dichiarato: “È stato davvero entusiasmante vedere questi chef che, forti dello spirito della nostra professione, promuovono il cambiamento o partecipano a importanti progetti per contribuire a migliorare la società in modi così diversi. Si tratta di qualcosa che, fino a qualche anno fa, non avremmo nemmeno potuto immaginare: sono davvero orgogliosa dei miei colleghi“.

Joxe Mari Aizega, Direttore del Basque Culinary Centre, ha dichiarato: “Siamo molto colpiti dalla diversità di background e dal calibro dei 20 finalisti: stanno dando infatti concreta dimostrazione del cambiamento positivo di cui anche gli chef possono essere protagonisti, quando si fanno portavoce e si impegnano per una causa di interesse sociale. Le loro storie saranno sicuramente di ispirazione per i colleghi di tutto il mondo, ed è proprio questo il fine ultimo del Premio. Per la Giuria scegliere un vincitore quest’estate sarà una sfida difficile e allo stesso tempo entusiasmante“.

I 20 finalisti sono: Alberto Crisci (Regno Unito), Alicia Gironella (Messico), Ángel León (Spagna), Ann Cooper (Stati Uniti), Carlos Zamora (Spagna), Daniel Boulud (Francia/Stati Uniti), David Hertz (Brasile), Gabriel Garza (Messico), Jessamyn Rodriguez (Canada/Stati Uniti), José Andrés (Spagna/Stati Uniti), Joshna Maharaj (Sudafrica/Canada), Leonor Espinosa (Colombia), Manoela Buffara (Brasile), Margot Janse (Olanda), Maria Fernanda Di Giacobbe (Venezuela), Massimiliano Alajmo (Italia), Nani Moré (Spagna), Rodolfo Guzmán, (Cile), Teresa Corçao (Brasile). Oltre a Kamilla Seidler (Danimarca) e Michelangelo Cestari (Venezuela), che hanno ricevuto la stessa nomination per il lavoro che stanno svolgendo in tandem.

I 20 finalisti del Basque Culinary World Prize sono stati scelti da una commissione multidisciplinare che li ha incontrati dieci giorni fa a Vitoria (Spagna). La commissione era presieduta dalla nota chef basca Elena Arzak e comprendeva un gruppo internazionale di accademici esperti in diversi settori della cultura del cibo e della gastronomia. Le richieste per partecipare al Premio sono arrivate da 30 Paesi di tutto il mondo, ma solo 110 chef sono stati nominati per progetti relativi agli ambiti più vari, dall’innovazione alla formazione, dalla salute alla ricerca, dalla sostenibilità all’imprenditorialità sociale e alla filantropia, passando per la difesa delle culture locali. Per poter partecipare, gli chef dovevano essere stati nominati da un altro professionista del settore attualmente attivo nel mondo della gastronomia – per esempio, da un altro chef, da uno scrittore o da un fornitore, oppure da un ente istituzionale.

Il vincitore sarà scelto tra i 20 finalisti dalla Giuria del Premio formata dai più influenti chef del mondo, tra cui lo spagnolo Juan Roca: Gastón Acurio (Perù), Ferran Adrià (Spagna), Alex Atala (Brasile), Dan Barber (Stati Uniti), Heston Blumenthal (Regno Unito), Massimo Bottura (Italia), Michel Bras (Francia), Dominique Crenn (Francia), Yukio Hattori (Giappone), Enrique Olvera (Messico), Yoshihiro Narisawa (Giappone) e René Redzepi (Danimarca). La Giuria del Premio includerà anche esperti di primo piano di discipline affini, tra cui lo scienziato alimentare statunitense e scrittore Harold McGee; Massimo Montanari, professore di storia medievale presso l’Università degli Studi di Bologna e uno dei massimi esperti a livello mondiale in studi alimentari; la famosa scrittrice Laura Esquivel e Hilal Elver, Special Rapporteur per il diritto al cibo per l’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (OHCHR).

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“5 Star Wines”, la novità del Vinitaly 2016

L’edizione targata 2016 sarà davvero importante per il Vinitaly: la kermesse dedicata al vino festeggia infatti il 50° anniversario, e lo fa con una grande novità, il “5 Star Wines” un Premio che manderà in soffitta dopo ben 26 anni il Concorso enologico. Verranno giudicati in centesimi migliaia di vini, e quelli che avranno raggiunto almeno 90 punti riceveranno un bollino viola (porta fortuna). Naturalmente sarà a dir poco qualificata la Giuria che esaminerà i campioni: “I giudici saranno 60 – ha spiegato il direttore di Vinitaly, Giovanni Mantovanitra questi molti Master of wine e Master sommelier. I 15 più importanti saranno a capo dei panel e si occuperanno, secondo competenza, delle zone vinicole del mondo. Ci aspettiamo fino a 4.000 vini“. L’obiettivo dell’iniziativa è anche quello di permettere al consumatore di identificare facilmente le bottiglie “premiate”, grazie appunto allo speciale marchio che le renderà visibili sugli scaffali di tutto il mondo. 

I vini premiati saranno più visibili – aggiunge Stevie Kim, direttrice di Vinitaly International e ideatrice del premio con Mantovani – ma non ci occuperemo solo di bottiglie italiane, puntiamo ad attrarre vini dalle migliori terre del mondo“. La seconda novità di questa edizione è rappresentata da un altro premio, dedicato questa volta ai vini naturali, privi di “pratiche di correzione e di sostanze per la conservazione”. A guidare la giuria ci sarà una vera e propria star del settore, l’americana Alice Feiring: “C’è un’attenzione crescente del mercato per questi vini” – ha affermato Mantovani.

A capo della Giuria alcuni dei nomi tra i più qualificati: si va dal direttore scientifico di Vinitaly International Ian D’Agata a Paolo Basso, Campione del mondo 2013 dei sommelier, passando per il francese Bernard Burtschy (Figaro Vin), l’inglese Robert Joseph (Meininger’s) ed il Master of wine spagnolo Pedro Ballesteros Torres. Altri nomi prestigiosi tra i 15 «panel chairmen», come i Master of wine Charles Curtis (Usa), Andy Howard (Uk), Marcia Waters (Uk), Sebastian Payne (Uk), Barbara Philip e Igor Ryjenkov (Canada). E per chiudere anche sommelier di ristoranti tristellati come Vincenzo Donatiello (Piazza Duomo) e Giuseppe Palmieri (La Francescana).

 

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“Saranno Famosi”: il vincitore è Martino Longo!

Martino Longo (La Grande Limonaia del Lefay Resort & SPA Lago di Garda di Gargnano) è il vincitore del concorso Saranno Famosi come miglior sous chef! Ha battuto Antonino Ferreri (Unico Milano Ristorante) nella finale che si è svolta sabato scorso a Rimini nell’ambito della Festa della Rete. Una sfida avvincente che si è svolta alla presenza di blogger, appassionati, addetti ai lavori e naturalmente la giuria di qualità che ha assaggiato e valutato i piatti in gara.

La “Cheesecake ai limoni di Gargnagno” ha avuto la meglio sul “Cervo e le sfumature di rosso“, ma entrambi i piatti hanno entusiasmato per presentazione e sapore. Martino Longo si aggiudica quindi la gara ed il premio al termine di un concorso che ha visto protagonisti sul web 20 sous chef.

La giuria era composta da: Silvio Barbero, Presidente di giuria e vice presidente di Università del gusto di PollenzoGiorgio Manno, Direttore vendite InalpiClaudio Sacco, fondatore di Altissimoceto-Viaggiatore GourmetVatinee Suvimol, in rappresentanza di iFood.

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