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I Maestri del Panettone, torna a Milano per la seconda edizione

Il 24 e il 25 novembre alle Cavallerizze del Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, torna la seconda edizione de “I Maestri del Panettone” una celebrazione del vero panettone artigianale, re incontrastato delle tavole Natalizie.

Esattamente ad un mese dal Natale, 26 Artigiani lievitisti arriveranno a Milano da ogni parte d’Italia per presentare 150 variazioni del dolce simbolo delle festività ad un pubblico di appassionati e curiosi, che avranno l’occasione di assaggiare e acquistare, a prezzi più bassi i migliori Panettoni 100% artigianali, prodotti con solo lievito madre, come da tradizione e con soli ingredienti naturali, nel rispetto della vera artigianalità dolciaria.

Per creare il vero Panettone artigianale servono tecnica, esperienza e passione, bisogna conoscere il lievito madre, la sua gestione e i suoi segreti, selezionare delle materie prima di ottima qualità, saperle dosare per ottenere l’impasto perfetto, curare ogni dettaglio, fino alla cottura, ultimo passaggio cruciale e delicato per un ottenere un prodotto d’eccellenza.

Da tutto questo, non per caso, è nata “La Carta dei Maestri del Panettone”,

un documento, scritto da tutti i Maestri presenti alla manifestazione, che sancisce i principi fondamentali del vero Panettone artigianale, che deve rispettare canoni di genuinità e naturalità, deve essere prodotto seguendo l’antica ricetta tradizionale, con ben 72 ore di lievitazione e senza ricorrere a trucchi come conservanti, emulsionanti o semilavorati, solo tecnica e conoscenza.

Il programma della manifestazione è ricchissimo,

tantissime masterclass con degustazioni per imparare come riconoscere un vero Panettone artigianale, laboratori con chef e pasticceri e anche quest’anno sarà allestita ” La Fabbrica del Panettone” un vero e proprio laboratorio di pasticceria che vi permetterà di scoprire tutti i segreti del dolce che più di tutti è sinonimo di Natale per noi, un’occasione unica per poter osservare i Maestri all’opera e soddisfare ogni vostra curiosità.

Dei veri Maestri della bontà insomma, che in nome di tanta dolcezza hanno deciso di andare oltre, con un piccolo contributo a “QuBì– La ricetta contro la povertà infantile”, il programma promosso da Fondazione Cariplo, nata per contrastare la povertà minorile nella città di Milano, donando 500 panettoni per consentire anche alle famiglie in difficoltà di festeggiare il Natale con il dolce simbolo di queste feste.

Novità di questa seconda edizione: l’Happy Hour con il Panettone salato

in cui potrete scoprire l’insolito matrimonio con i cocktail creati per l’occasione con Malfy, il gin distillato in Italia.

Ovviamente non poteva mancare uno spazio tutto dedicato ai nostri piccoli che nella Sweety Baby, potranno divertirsi a preparare golosi biscotti e fare la conoscenza, sabato 24 novembre del topo giornalista più amato dai bambini Geronimo Stilton!

La bontà dei Panettoni non sarà l’unica in questa manifestazione,

i 26 Maestri hanno deciso di andare oltre e celebrare tanta dolcezza con un piccolo contributo a “QuBì– La ricetta contro la povertà infantile”, il programma promosso da Fondazione Cariplo, nata per contrastare la povertà minorile nella città di Milano, donando 500 panettoni per consentire anche alle famiglie in difficoltà di festeggiare il Natale con il dolce simbolo di queste feste.

Pronti quindi a lasciarvi conquistare dal fantastico mondo del Panettone? vi aspettiamo sabato 24 novembre dalle 10.00 alle 19.30 e domenica 25 novembre dalle 10.00 alle 18.00, per altre informazioni e per i biglietti, che vi consentiranno l’accesso gratuito a tutte le attività e laboratori in programma, potete cliccare qui, non perdetevi questo appuntamento!

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Il Cibo nella storia Lievitati

Il Panettone

Cena della Vigilia o pranzo di Natale?
Pesce o carne? Tortellini o lasagne?
Qualunque sia la tradizione, siamo tutti indaffarati a scegliere il menù, ad allestire la tavola, a pensare agli ospiti, a sistemare la casa, gli addobbi, i regali e chi più ne ha più ne metta, tutto rigorosamente esclusivo e particolare, secondo i propri gusti, mode o stili personali.
Tutte queste scelte determinano la qualità della festa: un rito che, attraverso questo pasto, aggrega e riunisce le famiglie per condividere e celebrare questo giorno speciale.
La sola certezza che mette tutti d’accordo è la scelta del dolce, l’unico ed insostituibile che da sempre caratterizza questa festa: il panettone!!!!

Fin dal 1200, nei forni milanesi, veniva cotto il pane tipico di queste feste tutto l’anno, ma solo nel periodo natalizio superava i 500 g. Francesco Cherubini, nel suo vocabolario Milanese-Italiano (1814), lo descriveva così: “Specie di pane di frumento addobbato con burro, uova, zucchero e uva passerina o sultana (ughett), grande di una o più libbre sogliamo farlo soltanto per Natale”. Il panettone, dunque, era il nome dato per la forma di questo pane, più grande rispetto agli altri prodotti da forno.
Col passare del tempo, questo impasto speciale si è impreziosito di altri ingredienti, soprattutto spezie, quali zenzero, cannella, pepe e chiodi di garofano.
Da sempre infornato senza nessun tipo di stampo, nel 1920, Angelo Motta ebbe la brillante idea di fasciare l’impasto con carta paglia, dandogli così uno slancio verso l’alto e la tipica forma a fungo o a cappello da cuoco.

Come per tanti alimenti locali, anche la nascita del panettone è collegata ad alcune leggende ambientate nella Milano del 1400.

  • La prima narra che Ughetto, figlio del condottiero Degli Atellani, commissionò al pasticciere Toni, padre dell’amata Adalgisa, un pane speciale per fare colpo su di lei. Il pane dolce, preparato con burro, uova, zucchero, cedro e arance canditi, ebbe un successo strepitoso, tanto che molti nobili iniziarono a regalare alle proprie innamorate il ”pan del Toni”.
    Un’altra versione narra che si fece proprio assumere dal fornaio e inventò lui stesso il fortunato dolce.
  • La seconda leggenda chiama in causa i cuochi della Corte di Ludovico Sforza, più precisamente Toni, l’addetto al forno che, per una distrazione, fece bruciare la parte esterna della cupola di un pane contenente acini d’uva, esaltando così la particolarità del dolce.
    Anche di questa leggenda ne esiste una seconda versione: il pasticciere della corte di Ludovico il Moro bruciò il dolce regale e fu proprio l’apprendista Toni ad improvvisare il dolce con gli ingredienti che aveva a portata di mano (pane, zucchero, uvetta e frutta candita) e a salvare così il pranzo del duca.
  • Un’altra leggenda è collegata alla figura di s. Biagio: poco prima di Natale, una signora andò dal frate Desiderio per far benedire una fetta di panettone, ma in quel momento le disse che era troppo occupato e di lasciargliela che l’avrebbe benedetta l’indomani. La signora se ne dimenticò, fino al 3 febbraio quando ritornò dal frate per riprendersi la fetta. Il religioso, che era molto goloso, se l’era mangiata, ma cercando qualche scusa, accompagnò la signora dove aveva lasciato l’involucro e, con grande stupore vide che era apparso un intero panettone.
    Questa apparizione fu attribuita a San Biagio, protettore della gola, che si festeggia proprio il 3 febbraio: medico e vescovo cattolico, vissuto tra il II e il IV sec. in Asia Minore salvò un giovane, che si stava soffocando con una lisca, dandogli un pezzo di pane che, scendendo in gola, rimosse la lisca salvandolo.
    Da qui, la tradizione vuole che l’ultimo panettone superstite delle feste natalizie si mangi il 3 febbraio, raffermo e a digiuno, come gesto propiziatorio contro i mali della gola e i raffreddori: ”San Bias el benediss la gola e el nas”.
  • Nella “Storia di Milano” (1783), il conte Pietro Verri narra invece che, sin dall’ XI sec., la divisione tra il pane dei poveri (pan de mej) e il pane dei ricchi (micca) almeno il giorno di Natale non doveva sussistere: tutti potevano consumare lo stesso pane, simbolo di uguaglianza e condivisione (Pan de sciori o Pan de Ton, il pane di lusso).

Si mangia con le mani!!!
Ebbene sì! Esiste un galateo anche per il panettone: si tiene in mano con la sinistra e si portano alla bocca delle piccole porzioni con la destra.
Solo se è accompagnato da una crema, viene servito su un piattino, sdraiando la fetta e irrorandola con la crema. Con la forchettina da dolce si tiene ferma la fetta, mentre con il cucchiaio si taglia la porzione di panettone ed eventualmente si finisce la crema.
Non deve essere portato in tavola col caffè, ma prima o con la frutta di stagione.

Il Panettone riflette la sua popolarità anche nella cultura popolare attraverso stereotipi o detti locali per descrivere oggetti o modi di vivere: il “panettone stradale”, lo spartitraffico dall’omonima forma; “che bel panettone!”, metafora per indicare un lato B femminile ben tornito; “quello non mangia il panettone!”, si dice di qualcuno che rischia di perdere il posto di lavoro. Tutto a sottolineare la sua diffusione e il suo valore simbolico.

Fonti fotografiche e bibliografiche:

iFood Style  – foto di Anna e Sebastiana Ferro

Taccuini Storici 

Il Panettone

Il Panettone prima del Panettone – Stanislao Porzio – Guido Tommaso Editore

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Gli italiani preferiscono il panettone artigianale

In questo Natale 2016, sulla tavola degli italiani, ci saranno panettoni di qualità. E’ quanto sostenuto dalla Confederazione Nazionale Artigianato e Piccola e Media Impresa (Cna), che ha condotto un’indagine tra le imprese di pasticceria associate. Oltre il 70% dei consumatori ha infatti deciso di a acquistare uno o più panettoni artigianali, il cui prezzo varia dagli 8 ai 35 euro, soprattutto nel caso di prodotti con farciture particolari che prevedono l’utilizzo di ottime materie prime.

Il panettone artigianale quindi preferito a quelli disponibili presso la grande distribuzione (e che i cugini di Dissapore hanno provato per permettere ai lettori di orientarsi nella giungla di offerte, qui il post). “Nel rispetto per la tradizione – ha affermato il Cna – gli italiani si sono orientati, in maniera decisa, verso l’acquisto di panettone preparati da piccoli artigiani o maestri della pasticceria. Il prezzo, che varia dagli 8 euro dei panettoni classici (senza uvetta e canditi) ai 35 di quelli caratterizzati da farciture speciali, è inoltre rimasto invariato rispetto allo scorso anno“.

Naturalmente per i grandi appassionati c’è sempre l’alternativa “casalinga”: sempre più persone preparano in casa il panettone affidandosi alle ricette dei grandi specialisti di questo prodotto, e se ancor non vi siete cimentati, possono tornarvi utili i 5 consigli del “Maestro dei Maestri” Iginio Massari per realizzare il panettone perfetto!

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La Pasticceria Giotto e il Panettone più “ricercato” al mondo

Un’iniziativa che crea possibilità reali per persone che spesso non ne hanno più per tutta la vita. La scelta di recuperare un gruppo di ragazzi attraverso l’insegnamento di un mestiere, un’arte. Avvicinare i detenuti alle materie prime, alle tecniche, alle basi della pasticceria riuscendo a costruire assieme a loro un progetto divenuto ormai un riferimento dal punto di vista sociale ma anche “gastronomico”.

La Pasticceria Giotto da oltre un decennio coinvolge e forma detenuti all’arte della pasticceria, nella convinzione che la possibilità di un lavoro vero che sforni prodotti di qualità rappresenti un’opportunità concreta per rinascere. Attiva dal 2005 all’interno della Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova, in un laboratorio che è insieme scuola di mestiere e di vita, rappresenta una pasticceria non convenzionale dove quattro maestri artigiani di lungo corso insegnano a quaranta allievi detenuti i gesti, i tempi e l’etica del lavoro più dolce del mondo, in un luogo semplice dove i dolci non vengono prodotti ma sfornati, che fa i conti con la condizione delle persone recluse, ma ha come obiettivo la ricerca di una qualità assoluta.

Il lavoro di questi ragazzi, favorisce un cammino di cambiamento e giorno dopo giorno diventa una possibilità reale per il futuro, facendo crollare il tasso di recidiva, che in un regime di detenzione convenzionale oscilla tra il 70 e il 90%, ad una percentuale che varia dal 20 fino ad arrivare al 2% per quei detenuti che svolgono un lavoro vero in carcere. Un modello tutto italiano di recupero delle persone detenute attraverso il lavoro di cui andare fieri, un risultato quasi unico al mondo, oggetto di studi da parte di istituzioni accademiche internazionali.

La Produzione
Oltre ai famosi lievitati, i panettoni, la colomba e le veneziane, la produzione è completa a 360°: da laboratori escono dolci freschi e quelli da credenza, biscotti e cioccolato, passando per le brioche e il gelato, i grissini, i torroni e la linea de “I dolci di Antonio”, nata con il duplice obiettivo di celebrare il perpetuarsi di un rapporto antico, quello tra sant’Antonio e i carcerati, e di fornire a pellegrini e golosi prodotti storicamente attendibili nel ricreare i sapori delle classi sociali del medioevo.

Il panettone “più ricercato” al mondo
È il dolce più conosciuto e riconosciuto tra quelli prodotti, il lievitato di punta, premiato da un largo consenso di pubblico e di critica. Tradizionale o declinato in vari gusti, dal cioccolato al cioccolato e caffè, dal solo uvetta al fichi e cioccolato, vede alcune varianti arricchirsi di sentori di birra, Kabir moscato di Pantelleria o fior d’Arancio passito dei Colli Euganei. I suoi segreti sono la cura meticolosa delle ricette, la scelta accorta di materie prime ricercate, la lunga lievitazione naturale, una lavorazione complessiva di 72 ore, racchiuse in un impasto soffice e profumato dal gusto equilibrato, in una tensione all’eccellenza assoluta.

I progetti di solidarietà: Cuor di panettone e Cuor di pralina
In tutti questi progetti non c’è solo la gola, ma anche il cuore. Quest’anno, in occasione del terremoto del centro Italia, Emanuele Papotti e Lorenzo Guerzoni, che erano stati sostenuti in occasione del terremoto del 2012, memori dell’aiuto ricevuto, si sono stretti in unico pensiero: restituirne almeno una parte, in sostegno dei terremotati, ed hanno cercato i ragazzi della Pasticceria Giotto per farlo insieme. Da questa collaborazione sono nati il panettone, con fiori di lavanda, albicocche e pesche semicandite, e le praline, con una ganache di aceto balsamico avvolta in un abbraccio di cioccolato fondente. I proventi di Cuor di panettone e Cuor di pralina sostengono la ricostruzione del centro Italia.

Le praline
Il primo passo nel mondo del cioccolato è cominciato con l’uovo di Pasqua. Il progetto sulle praline è nato a seguire, partendo dalla selezione delle materie prime. Sono stati trovati ingredienti di altissima qualità, da riconoscere in purezza: miele del Montello e rosmarino, arachidi e fior di sale di Pirano, passito fior d’Arancio dei colli Euganei, lamponi, aceto balsamico di Modena, fior di lavanda e frutto della passione. Insieme ad una lavorazione artigianale e un cioccolato che parla italiano abbiamo scritto e temperato nuove golose storie, da mangiare ed ascoltare.

Non solo pasticceria
Il Consorzio Giotto è una realtà composta da due cooperative sociali impegnate principalmente nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, e occupa attualmente circa 450 persone tra detenuti, disabili e persone cosiddette “normali”. La pasticceria, la gelateria e la cioccolateria sono solo alcune delle attività attraverso cui il Consorzio avvia al lavoro i detenuti: presente nel carcere Due Palazzi di Padova a partire dal 1991 con alcuni corsi di giardinaggio, il consorzio svolge per conto di aziende esterne attività di call center, valigeria, digitalizzazione di documenti, business key per la firma digitale e altri tipi di assemblaggi.

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Natale 2016, arriva il “Poisnettone”

È passato un anno dall’apertura della prima pasticceria alternativa di Roma, e l’Uovo à pois torna a sorprendere la scena natalizia romana con la sua più grande sfida: il POISNETTONE. Dolce simbolo delle festività natalizie e grande vanto della pasticceria italiana, il lievitato tradizionale milanese rappresenta a ragione un inevitabile banco di prova per ogni laboratorio artigianale. E ancor più lo è per una pasticceria che ha scelto di accogliere l’integrale al 100% (nelle farine e negli zuccheri), l’abolizione del latte e dei suoi derivati e la ricerca di materie prime naturali e di qualità come propria missione, definendosi perciò estrema.

Operazione pasta madre
Il 19 e 20 novembre 2016, in occasione della presentazione dell’ampia offerta natalizia, Uovo à pois sfida clienti e appassionati con l’inedita e divertente Operazione pasta madre. Durante le due giornate, gli ospiti riceveranno in regalo una porzione di lievito madre con tutte le istruzioni necessarie per utilizzarla in più preparazioni e farne progredire la fermentazione al meglio. Tutti coloro che ordineranno il Poisnettone e porteranno alla data del ritiro la propria pasta madre vivace e profumata, avranno uno sconto del 10% sull’acquisto del prodotto. “Un piccolo regalo di Natale, ma soprattutto un modo per fare cultura“, spiega Chef Paciaroni, “perché durante quest’anno, chiacchierando con chi è passato a trovarmi, mi sono accorto che se la lievitazione naturale incuriosisce moltissime persone, allo stesso tempo un po’ le spaventa. Con questo semplice gioco, spero di avvicinare la maggior parte dei miei clienti al mondo della lievitazione naturale e integrale al 100%: un universo di sorprese, di golosità e di vantaggi per la salute“.

Da un progetto estremo a un prodotto “eroico”
Il Poisnettone è un dolce plasmato sulla tradizione familiare prima ancora che artigianale, legato ai profumi e all’autenticità squisitamente italiani, eppure originale e coraggioso. La scelta del nome, un po’ vezzo artistico un po’ necessità legale collegata all’assenza degli ingredienti previsti dall’apposito disciplinare, lo etichetta subito come un prodotto unico. Unico perché, se il panettone integrale lo fanno ormai un po’ tutti, è anche vero che dietro l’etichetta integrale dei prodotti in commercio spesso c’è meno del 30% di materie prime non raffinate. Il Poisnettone invece è integrale al 100%! “Nel mio laboratorio non entrano prodotti raffinati e sbiancati chimicamente“, conferma lo Chef, “Come per tutti gli altri dolci, uso anche per i lieviti natalizi solo zuccheri e farine integrali“.

Qualcosa in più, mai qualcosa in meno
Pur dovendo fronteggiare in fase di lievitazione i limiti imposti da una più scarsa concentrazione di glutine, e nel bouquet di profumi l’assenza totale del burro, il Poisnettone è, al contrario, un impasto ricco e intenso. Merito dell’integrale, che conserva tutto l’aroma e il gusto del grano (Mulino Bongiovanni di Mondovì) e della canna da zucchero, che normalmente si perdono a causa della raffinazione. Merito inoltre della lievitazione naturale, dell’ottima arancia candita Agrimontana, del burro di cacao Domori e delle deliziose mandorle siciliane, usate per la glassa. “Lo ammetto: mi riesce sempre difficile digerire, in senso metaforico ma anche fisiologico“, commenta lo Chef, “l’abitudine di disperdere i sapori più autentici a discapito del gusto e della salute, per poi dover usare prodotti chimici per compensare la carenza di profumi e principi nutritivi. È un paradosso che voglio combattere“.

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Iginio Massari a Napoli per il ‘Panettone secondo Caracciolo’

Riunire l’eleganza e le eccellenze di un dolce senza confini, con una carrellata di grandi Maestri, alla ricerca di abbinamenti e scorci partenopei, in un contesto prestigioso: questa la sfida lanciata da Napoli e raccolta da nomi illustri del panorama Nazionale della pasticceria. E così il venerdì 18 novembre dalle 19,30 a Palazzo Caracciolo (via Carbonara 112) Iginio Massari (il “Maestro dei Maestri”) presiederà la giuria composta da Achille Zoia (“padre” del panettone moderno), Gino Fabbri (Presidente dell’Accademia dei Maestri Pasticcieri Italiani), Vittorio Santoro (Direttore della CAST Alimenti di Brescia), Francesco Boccia (Campione del Mondo di Pasticceria in carica), Pinella Orgiana (Foodblogger), Daniele Riccardi (Chef dell’hotel Caracciolo MGallery by Sofitel), Annalisa Leopolda Cavaleri (Giornalista Enogastronomica), Luciano Pignataro (Giornalista Enogastronomico) che eleggerà il miglior “Panettone secondo Caracciolo” (www.ilpanettonesecondocaracciolo.it).

L’incontro di due simboli che rappresentano l’Italia nel Mondo e che, specie negli ultimi anni, hanno sdoganato una serie di luoghi comuni che fanno parte della loro storia e delle tradizioni, subendo una vera metamorfosi. Da una parte il Panettone (non a caso con la P maiuscola), che ha oramai abbandonato ogni stagionalità, diventando espressione delle eccellenze del territorio e che ha visto affermare la scuola campana, che ha fatto incetta di premi in tutte le ultime manifestazioni di settore. Dall’altra Napoli, città che sta sempre più assumendo una dimensione europea e che sta registrando una costante crescita basata sul binomio “turismo ed innovazione”.

I maestri che si daranno battaglia saranno Marco Antoniazzi, Francesco Borioli, Davide Comaschi, Salvatore De Riso, Giancarlo De Rosa, Denis Dianin, Salvatore Gabbiano, Pietro Macellaro, Pasquale Marigliano, Alfonso Pepe, Marco Rinella, Paolo Sacchetti, Vincenzo Tiri che con i loro panettoni artigianali si sottoporranno a due prove di abbinamento: una tra un loro panettone ad un vino locale ed una abbinandone un secondo ad un vino scelto da loro, compito della giuria stabilire chi sia riuscito a creare il miglio connubio. Spazio anche ad una gara tra foodblogger, visto che i migliori cinque panettoni “non professionisti” selezionati saranno sottoposti al giudizio e commentati dalla stessa giuria di qualità.

Verranno assegnati premi al miglior panettone foodblogger, al migliore abbinamento con vino “obbligatorio”, al migliore abbinamento con vino “personale”, alla migliore somma di abbinamenti, al panettone che avrà apprezzato maggiormente il Maestro Zoia e Miglior panettone, che riceverà il premio Zoia/Massari. Durante la serata verrà dato uno spazio anche ad un momento di solidarietà con un’asta e la vendita dei prodotti realizzati dai Maestri Pasticcieri partecipanti alla gara, il cui ricavato verrà devoluto al Movimento cattolico “Punto cuore” di Afragola.

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“Sweety of Milano”, la più grande pasticceria d’Italia

Il 19 e 20 settembre a Milano, nella splendida location del Palazzo delle Stelline, la migliore pasticceria italiana incontrerà il grande pubblico. “Sweety of Milano” è un evento che riunirà i più grandi esponenti dell’arte pasticcera, da Luigi Biasetto a Davide Comaschi, da Sal De Riso a Gino Fabbri, passando per Pasquale Marigliano, Iginio Massari, Luca Montersino, Paolo Sacchetti, Alfonso Pepe e Maurizio Santin.

Questi prestigiosi maestri pasticceri italiani avranno stand dedicati ed i visitatori potranno non solo assaggiare le meravigliose creazioni esposte ma anche chiacchierare e conoscere i protagonisti dell’evento. Ma a “Sweety of Milano” ci sarà anche la possibilità di scoprire i segreti e le tecniche dei pasticceri, attraverso dieci «viaggi» che porteranno i visitatori a familiarizzare con il mondo dell’alta pasticceria. Lezioni di un’ora circa per vedere all’opera i maestri della pasticceria e per interagire con loro.

Sarà possibile vedere realizzati i dolci più importanti della nostra tradizione ma sarà possibile apprendere nuove tecniche per la lavorazione degli ingredienti: Maritozzo romano, Cioccolato per tutti con il microonde, Delizia al limone, Tartelletta chantilly e confettura lampone, Cassata siciliana, Sfogliatella riccia e liscia, Le declinazioni dello Choux sono solo alcune delle lezione previste.

ll ticket di ingresso giornaliero di euro 6 (sotto i 12 anni l’ingresso è gratuito) comprende l’accesso al “Pastry Shop” e alle Masterclass (fino a esaurimento posti). Per acquistare i prodotti dei pasticceri è necessario munirsi di carnet (minimo 5€ di spesa) che verranno venduti direttamente alle casse di Italian Gourmet, alla registrazione al Palazzo delle Stelline.

Orari:
19 settembre 10.00 – 18.00
20 settembre 10.00 – 17.00

per info: www.sweetyofmilano.com
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