Mettiamocelo in testa – la nuova campagna UNHCR per l’istruzione dei piccoli rifugiati

#mettiamocelo in testa, solo l’istruzione può salvare la vita e il futuro di un bambino rifugiato. Un numero 45516 per essere con loro!

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“Mettiamocelo in testa”: 3,5 milioni di bambini rifugiati non vanno a scuola!

Siamo orgogliosi di sostenere la campagna di sensibilizzazione dell’Agenzia ONU per i Rifugiati, UNHCR, volta a raccogliere fondi che parte da un presupposto reale: solo l’istruzione può salvare la vita e il futuro di un bambino rifugiato. Come emerge dal rapporto dell’UNHCR Left Behind al mondo ci sono circa 3,5 milioni di bambini rifugiati che non hanno la possibilità di andare a scuola.

Parte quindi la seconda edizione della campagna UNHCR per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’istruzione per la sopravvivenza e il futuro di milioni di bambini rifugiati e di raccogliere fondi per garantire loro accesso a un’istruzione di qualità.
UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è la principale organizzazione al mondo impegnata in prima linea a salvare vite umane e a proteggere milioni di rifugiati, sfollati e apolidi in più di 127 paesi nel mondo.  

#mettiamocelointesta è la campagna UNHCR che si prefigge questo alto obiettivo: con un SMS al numero solidale 45516 ognuno di noi può fare un piccolo passo verso la realizzazione di ciò che ad ogni bambino su questa terra non dovrebbe mai mancare, un’istruzione.

I fondi raccolti andranno a sostenere il progetto avviato nel 2012 dall’UNHCR, Educate a Child, un innovativo programma di istruzione presente in 12 paesi: Siria, Iran, Ciad, Pakistan, Yemen, Etiopia, Malesia, Kenia, Uganda, Ruanda, Sud Sudan, Sudan. In cinque anni questo progetto ha garantito accesso all’istruzione a 1 milione di bambini rifugiati e sostegno economico diretto a 76 mila bambini provenienti da famiglie vulnerabili.

Inoltre, dall’inizio del programma sono state costruite e ristrutturate 210 scuole in 12 paesi e sono state realizzate e ristrutturate 3.133 classi che hanno permesso a tanti bambini di andare a scuola senza dover affrontare il problema ricorrente del sovraffollamento.

Poter studiare è importante per la sopravvivenza di milioni di bambini rifugiati, tanto quanto una tenda, un riparo, delle cure, cibo. In una scuola un bimbo può essere salvato dalle bombe dagli abusi e dalla violenza. Può costruirsi il suo futuro, può conoscere e avere in mano un’arma invincibile, la consapevolezza di sè stesso e del suo immenso valore.

Come emerge dal rapporto dell’UNHCR Left Behind, dei 3,5 milioni di bambini che non hanno accesso all’istruzione, 1,5 milioni non hanno frequentato la scuola primaria, mentre i restanti 2 milioni la scuola secondaria. E se nel mondo oltre il 90% dei bambini frequenta la scuola primaria, per i bambini rifugiati la percentuale si abbassa a quota 61%, mentre nei paesi a basso reddito si riduce ulteriormente fino ad arrivare al 50%. Un divario che diventa ancora più ampio quando i bambini crescono. Infatti, se in tutto il mondo l’istruzione superiore si attesta al 36%, per i ragazzi rifugiati la percentuale rimane drammaticamente ferma all’uno per cento.

“Ogni bambino rifugiato ha diritto a un’istruzione di qualità – commenta Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per il Sud Europa.

L’UNHCR si impegna a difendere e promuovere questo diritto fondamentale in tutte le sedi possibili: presso i governi e la comunità internazionale ma anche con le imprese e le fondazioni e con i cittadini. Un bambino rifugiato ha già dovuto subire il trauma della violenza e della fuga forzata per sopravvivere, spesso ha perso anche i suoi genitori. Non possiamo e non dobbiamo permettere che debba rinunciare anche all’istruzione, perchè la scuola è la principale, e in molti casi l’unica, risorsa che ciascun bambino ha per costruire per se’ e per la sua comunità di appartenenza un futuro dignitoso e di pace. Per queste ragioni – conclude Sami – chiediamo a tutti di sostenere la campagna: un sms o una chiamata da fisso al 45516 puo’ avere un impatto determinante nella vita di un bambino rifugiato”.

Per l’UNHCR l’istruzione è parte integrante della risposta umanitaria alle più gravi emergenze internazionali. La scuola, infatti, è un luogo pacifico e sicuro, che mette al riparo i bambini dalla violenza e dal rischio di subire abusi, oltre a garantirgli una rassicurante routine che gli permette di socializzare e lenire il trauma della guerra. E poiché l’esilio di milioni di rifugiati può durare decenni, l’obiettivo dell’UNHCR è di poter assicurare ai bambini rifugiati un’istruzione di qualità per tutta la loro vita scolastica e per farlo ha bisogno del sostegno di tutti.

I fondi raccolti con la Campagna “Mettiamocelo in Testa. Solo l’istruzione può salvare la vita e il futuro di un bambino rifugiato” andranno a sostenere il progetto dell’UNHCR “Educate a Child”. Avviato nel 2012 in 12 paesi – Siria, Iran, Ciad, Pakistan, Yemen, Etiopia, Malesia, Kenia, Uganda, Ruanda, Sud Sudan, Ciad, Sudan – questo progetto ha garantito, nei primi 5 anni, accesso all’istruzione a 1 milione di bambini rifugiati. 

In cinque anni, è stato garantito sostegno economico diretto a 76 mila bambini provenienti da famiglie vulnerabili. Solo nel corso del 2017, grazie al progetto Educate a Child, l’UNHCR ha reclutato 6.158 insegnanti e ne ha formati oltre 19 mila dall’inizio del programma. A tutti i bambini, dal 2012 l’UNHCR ha distribuito circa 2,4 milioni tra libri di testo e altri materiali didattici.

La campagna. Per continuare a garantire ai bambini rifugiati l’accesso all’istruzione, metterli al riparo dalla violenza e aiutarli a costruire un futuro migliore, l’Agenzia Onu per i Rifugiati (UNHCR) lancia la seconda edizione della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Mettiamocelo in testa. Solo l’istruzione può salvare la vita e il futuro di un bambino rifugiato” a cui si può contribuire con un sms o una chiamata al numero solidale 45516 dal 14 al 28 gennaio.

Dal 14 al 28 gennaio contribuisci a #mettiamocelointesta inviando un SMS al numero solidale 45516.

L’accesso all’istruzione è un diritto fondamentale e inalienabile.

Tutti devono poter dire “che fatica ho fatto a superare quell’esame, ma ce l’ho fatta!”

La community di iFood, partner della campagna UNHCR, è orgogliosa di esserci.

 

19 gennaio 2018

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