sarde a beccafico

Sarde a beccafico

Tipico piatto siciliano di pesce

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Le sarde a beccafico sono uno dei piatti più tradizionali della Sicilia, anzi, particolarmente di Palermo.

Dal sapore agrodolce, per la presenza dell’uvetta al suo interno, sono degli involtini di sarde, private della testa, delle interiora e della lisca, ripiene di pangrattato (“mollica”) aromatizzato con del succo di limone e/o arance e pinoli.
Assaggiateli e ve ne innamorerete.

sarde a beccafico

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Sarde a beccafico
2015-03-11 01:42:30
Per 5 persone
Tempo di Preparazione
Tempo di Cottura
Tempo Totale
Difficoltà
2
Tempo di Preparazione
Tempo di Cottura
Tempo Totale
Ingredienti
  1. 1 kg di sarde
  2. 150 g di pangrattato senza glutine
  3. 40 g di uvetta passa
  4. 40 g di pinoli
  5. il succo di un limone (o anche di una arancia)
  6. 4 cipolle (quelle che volete, bianche, bionde, rosse)
  7. 1 scalogno
  8. foglie di alloro
  9. olio extravergine d'oliva q.b.
  10. Sale
Istruzioni
  1. Fatevi diliscare e aprire a libro le sarde dal vostro pescivendolo e il lavoro sarà dimezzato.
  2. Lavatele bene sotto acqua corrente, togliendo i resti di lisca che possono essere rimasti.
  3. In una terrina mettete il pangrattato, l’olio, il succo del limone, il sale, lo scalogno tritato, i pinoli e l’uvetta, precedentemente messa a mollo per 20 minuti circa, e ben strizzata. Mescolate per amalgamare bene. La consistenza deve essere come quella della sabbia sul bagnoasciuga.
  4. Prendete un po' di condimento e mettetelo all’interno della sarda, pressando con un cucchiaio per far aderire bene il composto.
  5. Arrrotolate le sarde partendo dal lato della testa, e adagiatele in modo tale da appoggiare la coda sulla teglia, dove ci saranno le cipolle tagliate a fettine.
  6. Fra una sarda e l’altra mettete qualche foglia di alloro, e uno spicchio di cipolla da una parte e dall'altra.
  7. Irrorate con succo di limone o arancia. Cuocete al forno a 180° per una ventina di minuti.
Note
  1. Le sarde a beccafico vanno servite a temperatura ambiente.
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 sarde a beccafico

 Una curiosità: le sarde fatte in questa maniera si chiamano così perché ricordano un uccello che è ghiotto di fichi, chiamato appunto Beccafico, che veniva cacciato dai nobili e mangiato ripieno. Come in tutta la cucina siciliana, la variante povera ha preso il sopravvento e così le sarde, molto più economiche, che ricordano nella forma, ma sopratutto per la coda, l’uccelletto, hanno rimpiazzato del tutto la cacciagione, diventandola ricetta codificata.

sarde a beccafico

Un suggerimento: la quantità d’olio da usare è piuttosto cospicua. Ci vorrà circa un bicchiere d’olio per questa preparazione. Se poi il pangrattato è pure senza glutine, ce ne vorrà anche di più perché le farine senza glutine, quindi tutti i derivati da cerali senza glutine, assorbono una quantità maggiore di liquidi.

Infine. Il sapore agrodolce tipico di tante pietanze siciliane, deriva direttamente dalla cucina araba, che ci ha lasciato l’uso di uvetta e pinoli.

sarde a beccafico

20 marzo 2015

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