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Couture à la Carte

Benvenuti nell'era del food - fashion

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A qualsiasi epoca storica pensiamo, la Moda ha avuto sempre un ruolo importante; dalle società primordiali a quelle più evolute ha caratterizzato il contesto socio-culturale e nutrito sia arte che scienza. La Moda è sperimentazione continua, è avanguardia e sempre in evoluzione; i designer di tutto il mondo cercano l’ispirazione per le proprie creazioni dal mondo che li circonda, dalle proprie esperienze e dalla realtà quotidiana spingendosi oltre e osando, arrivando a volte al limite della vestibilità. Ma nella Moda tutto è permesso, la moda è arte e provocazione, ama le contaminazioni con il mondo contemporaneo e rispecchia perfettamente il periodo storico in cui viene realizzata. Siamo senza dubbio nell’era del food, tutto parla di cibo dai social network alla tv, alla carta stampata ed è impossibile sfuggirgli o non subirne il fascino. Il cibo come la moda presuppone una spiccata creatività ed un raffinato senso estetico doti che i grandi chef sono riusciti a dimostrare attraverso i loro piatti facendoli diventare delle vere e proprie opere d’arte. Il food è diventato una moda e la Moda non poteva che essere al passo con i tempi sposando a pieno il tema food sopratutto nell’anno del tanto atteso EXPO. Dopo abiti realizzati con la carta, quelli in fibra ottica e quelli di cioccolata ci troviamo difronte ad una nuova corrente artistica definita dagli esperti: Food Couture. Ad anticipare i tempi  è stata senza dubbio la famosissima cantante pop italo americana Lady Gaga che in occasione degli MTV Video Awards 2010 lasciò tutti senza fiato indossando un abito interamente realizzato con fettine di carne di manzo scarpe incluse. Food_Couture_12

A quel punto la miccia era stata innescata e la Food Couture ha ha preso sempre più piede evolvendosi e perfezionandosi nel tempo. Molti tra artisti, designer, fotografi e chef stellati internazionali hanno interpretato ed elaborato il concetto di food couture immortalando il meraviglioso connubio food/fashion attraverso degli scatti ad opera d’arte. Irresistibile il completo realizzato con diversi tipi di pasta immortalato abilmente dalla mano di Ted Sebarese, deliziosi i pantaloni biscotto o l’abito vegetariano.

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Ammirevole e di successo il progetto dello chef austriaco stellato Roland Trettl e della fotografa Helge Kirchberger  sui temi importantissimi di consumo etico e sostenibilità. Lo chef ha proposto abiti come “Russian lardo“, un completo pantalone fatto con fette di bacon, un delicato foulard dipinto con il nero di seppia, gioielli con perle di zucchero. Il bustino Octopus con tanto di maschera è la creazione che ha riscosso più successo ma la vera particolarità è che il cibo utilizzato non è stato buttato via, il polipo cotto quattro ore e la pasta con cui è stato realizzato il copricapo bollita sono stati serviti agli ospiti dell’evento.

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Ad interpretare in maniera differente e più filosofica il concetto di food couture il direttore creativo della Maison Gattinoni che in occasione di AltaRoma 2015  nella prestigiosa location dell’ Open Colonna, regno del grande chef Antonello Colonna ha presentato la sua nuova collezione ispirata all’alta cucina. Una moda “stellata” quella proposta da Guglielmo Mariotto, direttore creativo della maison che abilmente è riuscito a stupire tutti non solo per l’alto livello sartoriale ma sopratutto per il concept creativo che mette in relazione due grandi eccellenze del nostro paese. Un connubio perfetto quello tra moda e cucina dove creazioni di alta sartoria sono state servite su tavoli finemente imbanditi creando una perfetta corrispondenza di sensi. 

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Un nuovo modo di fare e percepire la moda quella proposta da Gattinoni  attraverso un link diretto tra il senso della vista e del gusto; una sinfonia di forme, profumi, sapori. Infatti è come se odori e sapori di piatti gourmet avessero preso vita materializzandosi in splenditi capi da indossare. La bellezza statuaria della top model Dayane Mello ha indosaato il “Bread dress”, un inno all’eco-sostenibilità. Oltre millecinquecento ore di lavoro per il bustier scolpito con vere  spighe di grano e per i pantaloni panier a vita alta realizzati in juta e ricamati con oltre ottocento biscotti, salatini glassati e cristallizzati.  Il cappello a larghe falde è realizzato con farina di grano duro da artigiani del pane. Una sinfonia di forme, profumi e sapori. L’abito si fonde e si confonde con il cibo diventando oggetto di culto prelibato.

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12 aprile 2015

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