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Nasce Al d. mangiami, la prima gelateria completamente all’azoto

Un brand di prodotti all’insegna della vera naturalità

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Che il gelato sia uno dei “tormentoni” cari ai foodies è oramai cosa nota, e capita sempre più spesso di assaggiare prodotti ottenuti da lavorazioni artigianali, tecniche particolari o ingredienti ricercatissimi, con un occhio ad intolleranze, allergie e scelte alimentari. Questa volta però la new entry nel mondo della gelateria è davvero particolare, perché Marios Gerakis nel suo “Al d. mangiami” utilizza l’azoto per preparare i suoi gusti. Nessuna aggiunta di proteine animali o vegetali e di fibre, anni di sperimentazioni hanno portato a creare un gelato pulito, salubre, “di fragola” e non “alla fragola”.

Il progetto è stato presentato la scorsa settimana alla stampa presso il punto vendita di Bergamo con Davide Cassi, Professore di Fisica della Materia e Docente di Gastronomia Molecolare all’Accademia ALMA.

L’azoto è il mezzo che consente ad Al d. mangiami una produzione veramente artigianale e l’impiego di materie prime a basso contenuto energetico, senza grassi ed artifici: c’è solo frutta, zuccheri e H2O per i gelati alla frutta, cremosi quanto quelli alle creme che sono, invece, a base di latte, panna, zuccheri e l’ingrediente che caratterizza il gusto. Tre ingredienti per i gusti alla frutta, cinque per quelli alle creme e nient’altro, se non l’arte del gelataio.

L’azoto abbatte la temperatura così velocemente da non permettere la creazione di cristalli di ghiaccio e regalare al palato sapori più vivi. Il gelataio, attraverso questo sistema, non deve più comprare nessun prodotto semilavorato o industriale, ma lavora su materie prime a basso contenuto energetico, senza grassi ed emulsionanti. Questo gelato è adatto anche a chi ha problemi di allergie o a chi segue i dettami vegani.

Ma non solo, Al d. mangiami prevede anche un’ampia gamma di prodotti a base di cioccolato, buoni e belli da guardare, realizzati con materie prime naturali, molte delle quali autoprodotte. Alla naturalità dei prodotti si aggiungono i principi di eco-sostenibilità sostenuti dall’impiego di palette, cucchiaini, coppette e copri-cono biodegradabili al 100%.

Davide Cassi nel suo intervento ha ribadito che “l’idea tradizionale di gelato e sorbetto viene rivoluzionata: possiamo spremere un’arancia e mantecarne il succo all’istante, semplicemente versando azoto liquido mentre mescoliamo. Con notevoli vantaggi, non solo per il gusto: evitando del tutto l’utilizzo di sostanze estranee, abbiamo il controllo totale sugli ingredienti naturali e sulla loro qualità“.

Questa svolta verso il gelato “naturale” avrà successo al punto da espandersi su tutto il territorio? questo lo dirà il tempo, l’unica cosa certa al momento è la mia grande curiosità, vorrei assaggiare il gelato all’azoto per capire quali differenze si percepiscono e se il nostro palato, “addormentato” da troppi gelati industriali, può gradire i sapori naturali a cui purtroppo non siamo più abituati.

6 aprile 2015

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