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Caffè Propaganda

Articolo di Monica Zacchia Foto di Agnese Gambini

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Il Caffè Propaganda… a Roma a due passi dal Colosseo, un bistrot Parigino che si sposa con la Cucina Romana.

La sua mission propagandare, diffondere un tipo di cucina territoriale, di eccellenza e di piccoli produttori delle zone limitrofe. 

E’ un sogno entrare qui dentro, le architetture, il bar, gli arredi parlano francese come il sommo créateur patissier Stéphane Betmon. Dai macarons, ai dolci da forno come non li avete mai assaggiati prima, il tiramisù di una spuma leggerissima, la tarte tatin destrutturata. E i fiori che ama usare e abbinare perché sono particolari, hanno un sapore delicato e fresco. Le fragole, ad esempio, si coniugano perfettamente con i fiori di papavero. Il burro solo quello di Normandia, materia grassa perfetta per i suoi dolci leggeri. Il dolce più semplice come la Caprese cambia completamente a seconda del burro che si utilizza.

La sua passione nasce da lontano, dalla sua famiglia, dalla nonna; nato a Chablis nella regione dei Castelli della Loira, si sposterà a Parigi durante il sevizio militare. E invece di utilizzare la licenza per tornare a casa preferisce recarsi in una pasticceria a Versailles e apprendere l’arte dei Dolci. Imparando per prima cosa, che abbassando la quantità degli zuccheri si esaltano i sapori.  

Pierre Hermé è il suo mentore, persona generosa che gli ha aperto le porte del paradiso di zuccheri. Un segreto me lo svela, gli albumi è vero che montano con il limone meglio che con il sale, ma lui non usa né uno né l’altro… La mandorla il suo ingrediente preferito. I corbezzoli rosa diventano protagonisti di una torta inventata al momento. Un piccolo genio della lampada che ti porta con sé in un viaggio di sapori lontani ma familiari, come i ricordi di bambino.

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Eccellenza delle materie prime anche per la cucina orchestrata abilmente dagli chef Marco Bravin e Walter di Ruocco

Marco è vicentino, cresciuto nelle campagne, ama le cose naturali, la selvaggina perché è vera. Il papà allevava le capre, le mucche, i maiali.

Adora i fiori di sambuco e le frittelle di fiori di acacia. La tradizione, il cibo buono. Poi però a piazza Vittorio gli si apre un mondo e si ritrova catapultato in una città multienica, varca il favoloso mondo delle spezie, che lo catturano e arricchiscono la sua fantasia. Sono in nove a lavorare in cucina. E le loro proposte sono legate alla stagionalità, con un estro squisito che non pecca mai di virtuosismi.

Si può prendere un tè, mangiare a pranzo o cena e fare un ottimo aperitivo. Happy hour qui non ci piace, siamo nell’ambito di un percorso gourmand e di un viaggio nelle vendemmie dei piccoli vigneron di vini naturali e biologici. E tutto il menu del giorno lo troverete su una lavagna vicino a vassoi antichi e lampade di cristallo, vasi pieni di biscotti come nei film degli anni ’30.

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 Dunque se passate a Roma, il Colosseo lo visiterete sicuramente. Quindi basta girare a destra per concedervi una sosta in questo luogo estratto dal tempo.

Sarà un vero ristoro durante le vostre passeggiate romane.

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4 aprile 2015

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