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Cracco, sempre Cracco, fortissimamente Cracco

Tra "Cene sospese" ed il blog di famiglia lo Chef è onnipresente

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Siamo abituati, nella nostra vita, ad osservare tante mode, in differenti ambiti: da quelle culinarie a quelle musicali, passando per la letteratura e, naturalmente l’abbigliamento. Ma sempre più spesso osserviamo un altro fenomeno, quello dei personaggi di moda, volti televisivi o comunque mediatici, nei quali ci imbattiamo, più o meno volontariamente, ogni giorno.

Carlo Cracco fino a qualche anno fa era conosciuto ed apprezzato fondamentalmente solo da addetti ai lavori dell’enogastronomia e dagli appassionati dell’alta cucina. Poi al trampolino di lancio, Masterchef, sono seguite tante altre cose, da Hell’s Kitchen all’ancora criticata sponsorizzazione delle patatine, passando per altre iniziative più interessanti.

Non ho capito quante ore abbia a disposizione in una giornata il nostro chef, ma posso affermare con certezza che è davvero instancabile, o che probabilmente è supportato da un team davvero in gamba che gli permette di realizzare praticamente ogni cosa.

Le ultime 2 novità sono le “Cene sospese” ed il “Blog di famiglia“: la prima è una tradizione diffusa a Napoli (legata in particolare al caffè), segno della vitalità di una comunità in grado di creare legami tra le persone, “un’iniziativa in cui c’è bisogno del cittadino e che trova in Expo, che porta all’attenzione i temi della nutrizione, un momento di lancio perfetto (parole dell’assessore milanese alla sicurezza Marco Granelli).

In pratica, presso i ristoratori aderenti all’iniziativa (finora una trentina), all’atto del pagamento della cena, il cliente potrà fare una donazione dentro una busta da mettere in una teca. Le donazioni raccolte da Caritas Ambrosiana saranno convertite in ticket restaurant del valore di 10 euro e distribuite ai beneficiari.

Ben più “interessante” è la seconda novità, il blog di famiglia, “Casa Cracco“. Rosa Fanti, seconda moglie dello Chef, ha spiegato con queste parole perché ha pensato di aprire questo diario personale: “C’è chi apre un blog per passione e chi per divertimento, chi per noia e chi per amore. E poi ci sono io che lo apro (anche) per rispondere una volta per tutte alle due fatidiche domande che funestano la vita: “Chi cucina in casa tua?” e “Ma è davvero così cattivo?”.

Ne sentivamo il bisogno? non lo so, ma ho potuto notare che sui social e sulla stampa specializzata tanti hanno polemizzato, ai più questa sembra solo una mossa strategica finalizzata a raccogliere altri proventi pubblicitari insomma, a battere il ferro finché è caldo.

17 luglio 2015

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