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New York da film e non solo…

9 luoghi famosissimi della città di New York che sono comparsi in film, telefilm, canzoni e anche fotografie

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Papà una volta mi disse che New York aveva un sesto distretto amministrativo, proprio di fianco a Manhattan, ma non lo si può più visitare, perché se ne andò alla deriva e nessuno sa dove sia – Molto forte Incredibilmente vicino.

La prima cosa che ho notato quando sono arrivata a New York è stato il rumore; da una parte all’altra delle strade giungevano alle mie orecchie i suoni più disparati… sirene, clacson, rombi di macchine e moto, il treno, la metro e poi tante, tantissime voci! Un chiacchiericcio costante, di infinite vite che ti passano accanto mentre cammini su un marciapiede. Ricordo ancora come fosse ieri le sensazioni e i pensieri che hanno affollato la mia mente nei tre giorni trascorsi nella Grande Mela. Sono stata a New York per la gita di 5° superiore, ma nonostante la giovane età e il fatto che fosse il primo viaggio dall’altra parte del mondo senza i genitori, questa metropoli ci ha accolto con il suo vestito migliore e neanche per un momento ci siamo sentite sperdute o fuori posto: fin dal primo istante il rumore e lo sfavillante scintillio di luci ci hanno avvolte, rendendoci parte di un luogo vivo e pulsante che fino al giorno prima ci eravamo semplicemente limitate a guardare attraverso uno schermo.

Camminando per Manhattan ci sembrava di essere in un film, anzi di rimbalzare da un film all’altro: ogni angolo verso cui volgevamo lo sguardo lo avevamo già visto lontano mille miglia tramite gli schermi delle televisioni o dei cinema, e non solo…c’erano scorci di film, telefilm e persino canzoni! Ho pensato di portarvi in giro per l’isola, seguendo i miei ricordi, le mie foto, ma soprattutto cercando di riportare alla mente e su queste pagine quell’entusiasmo da 18enne che avevo allora, gli occhi luccicanti che cercavano di bearsi il più possibile del mondo che ci circondava, follemente innamorata di quella città che per tantissimi anni era stata solo un sogno lontano un oceano intero. Siete pronti a partire? Per prima cosa va creata l’atmosfera, per cui alzate il volume al massimo e preparatevi a scoprire Empire State of Mind

  • Empire State Building

EMPIRE state building

Il primo posto che mi salta in mente quando penso a New York è indubbiamente l’Empire State Building. Si trova a Midtown, tra la Fifth Avenue e la 34° Strada Ovest, praticamente al centro dell’isola di Manhattan; ha uno stile art decò e possiede due terrazze panoramiche (ai piani 86 e 102) che permettono una vista a 360° sulla città intera. Ogni sera la sua cime è illuminata con colori che simboleggiano eventi cittadini o mondiali, come rosso e verde a Natale o rosso, bianco e blu per il 4 luglio. Quando siamo state a New York era settembre, ricordo l’Empire splendere di giallo e rosso, i colori dell’autunno; e mentre eravamo con il naso all’insù a bearci di questa vista, vagando ciascuna nei propri pensieri, ecco King Kong materializzarsi nella mia mente. All’epoca onestamente avevo visto solo il film del 2005, ma in questi ultimi anni ho avuto modo di apprezzare anche la versione originale del 1933, girata appena due anni dopo l’inaugurazione del grattacielo; in ogni caso chiunque ricorderà la scena in cui l’enorme gorilla semina il panico per la città alla ricerca della sua amata Anna, per poi trovarla e cercare di mettersi al riparo salendo fin sulla cima dell’Empire State Building.

  • Central Park

Se dall’Empire State Building proseguite, sempre sulla 5th Avenue, verso l’Upper West Side, arriverete a Central Park, the green lung of New York (il polmone verde), una grandissima oasi di tranquillità che trova il suo spazio tra altissimi grattacieli, una vita frenetica e i mille rumori della città. Non si tratta di un semplice parco, al suo interno ci sono boschetti e colline, sentieri e laghi artificiali, uno zoo, una piccola oasi per uccelli migratori e anche numerosissime rocce su cui praticare arrampicata. Quante volte nei film o telefilm, abbiamo visto gente fare jogging o andare sui pattini per gli ombreggiati sentieri del parco, prendere il sole in riva al lago dove ci sono le barche a remi, oppure fare visita agli animali dello zoo? Oppure giocare vicino al laghetto con le barchette telecomandate, che compare anche in una delle scene più divertenti di Stuart Little? Per non parlare della statua di Alice in Wonderland, omaggio a Lewis Carroll, dove Tyler e sua sorella Caroline, nel film Remember me, hanno una dolce/seria conversazione sul loro padre…Central Park 2Central Park

Noi ragazze eravamo estasiate dall’idea di essere realmente su quei sentieri che per tanto tempo avevamo solo sognato; ma a Central Park c’è molto di più, come ad esempio una statua in memoria di Balto, un Husky siberiano a cui sono stati dedicati cortometraggi e cartoni animati, per l’eroica impresa a cui partecipò. Nell’inverno del 1925, nella cittadina di Nome in Alaska ci fu un’epidemia di difterite, ma i farmaci non arrivavano a causa della neve e del ghiaccio, così fu istituita una staffetta di slitte trainate dai cani, in modo che il farmaco da Anchorage riuscisse a essere portato fino a Nome; e Balto divenne famoso poichè faceva parte dell’ultima squadra di cani da slitta, quella che arrivò a Nome con il farmaco. Incisa sulla base della statua c’è la frase: “Dedicata all’indomabile spirito dei cani da slitta che trasportarono sul ghiaccio accidentato, attraverso acque pericolose e tormente artiche l’antitossina per seicento miglia da Nenana per il sollievo della ferita Nome nell’inverno del 1925. “Resistenza — Fedeltà — Intelligenza”

BALTO
  • Sede centrale dell’ONU

Una meta che viene spesso dimenticata, ma che credo valga la pena di essere visitata, è la sede centrale dell’ONU, un complesso che sorge sulle rive dell’East River. L’edificio più famoso dell’intero complesso è indubbiamente il Palazzo di Vetro, sede del Segretariato delle Nazioni Unite, e “luogo di lavoro” di Silvia Broome del celebre film The Interpreter (di Sidney Pollack, con Nicole Kidman e Sean Penn). Il film è del genere azione/thriller, e merita una menzione speciale poiché è il primo lavoro cinematografico girato effettivamente all’interno del Palazzo di Vetro, prima di allora non era mai stata concessa un’autorizzazione di questo tipo! 

ONU
  • World Trade Center

Qualsiasi cosa tu faccia sarà insignificante, ma è molto importante che tu la faccia, perché nessun altro la farà (Gandhi)
Siamo state a New York nel 2009, non c’erano più le Torri Gemelle, ma non c’era neanche il Ground Zero Memorial, c’era solo un enorme vuoto…era vuoto il cielo, che sembrava fin troppo azzurro e terso in quel pomeriggio di settembre, erano vuote le nostre menti, mentre ci sentivamo così piccole di fronte al quell’enorme cantiere; ricordo solo tanto silenzio, il tempo era scandito solo dai rumori delle ruspe e dal vento che frusciava e vorticava in quel grande spiazzo. Nel 2006 era uscito il film World Trade Center (di Oliver Stone e tratto da una storia vera), che raccontava di alcuni poliziotti rimasti sepolti sotto le macerie del crollo delle Torri ed estratti ancora vivi dai soccorsi; ma il film che più di tutti ritengo evocativo di questo luogo è Remember me (di Allen Coulter). Nel film la tragedia è solo accennata, riguarda solo gli ultimi minuti della pellicola, ma ha una forza devastante, una forza che ti colpisce e ti lascia nell’incertezza, nel continuare una vita anche dopo tanta devastazione, nel non sapere che cosa ci sarà domani e quante cose ancora potremmo perdere…nell’aggrapparsi gli uni agli altri per sopravvivere.

World trade center
newyork_memorial
  • New York Public Library

Se siete fan dei film apocalittici certamente saprete per quale pellicola è così famosa la Biblioteca Pubblica di New York! Nel 2004 esce nei cinema The day after tomorrow (L’alba del giorno dopo) che racconta di come il mondo dei nostri giorni venga colpito da una nuova glaciazione improvvisa…Sam, Brian e Laura sono tre ragazzi in gita a New York per partecipare a una gara di decathlon tra scuole superiori, ma si ritrovano bloccati a Manhattan a causa di una pioggia torrenziale, e troveranno riparo all’interno della Biblioteca Pubblica mentre cercano di mettersi in salvo da una gigantesca onda anomala. All’interno della Biblioteca i ragazzi e altri malcapitati che sono stati sorpresi dalla tempesta si rifugiano e cercano di non soccombere al freddo bruciando numerosi libri in uno dei grandi camini ornamentali della biblioteca. Ero così entusiasta di trovarmi davanti a quella Biblioteca che così tante volte avevo visto nel film; al di là dello schermo mi sembrava così imponente e maestosa, ma in realtà è molto più piccola di come sembra, quasi scompare attorno agli alti grattacieli che la circondano, nonostante sia la terza Biblioteca più grande del Nord America.

Public library
  • Yellow Cabs

E’ vero, i Taxi gialli non sono tecnicamente un luogo di New York, ma allo stesso tempo ne rappresentano alla perfezione uno dei simboli più famosi. Una volta arrivate in città non vedevo l’ora di provare ad affacciarmi su una strada, sventagliando la manina per chiamare un taxi…mi sembrava impossibile che il gesto funzionasse, vista anche la velocità con cui queste adorabili macchina gialle sfrecciano lungo le strade, eppure un taxi si fermò esattamente davanti a noi! Mi sono sentita come Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, con la sola differenza che io un fischio del genere devo ancora imparare a farlo (qua trovate lo spezzone del film)…ma mi sono ripromessa che per la prossima volta New York mi troverà pronta per un fischio alla Holly Golightly!

Taxi gialli
  • Grand Central Terminal

Conosciuta anche come Grand Central Station è la stazione ferroviaria più grande del mondo, anche se in realtà nessun treno la attraversa, infatti rappresenta il punto di partenza o il capolinea di ogni viaggio. La Grand Central è spettacolare, così come è spettacolare il flusso di persone che potete osservare muoversi lungo i corridoi e le immense stanze della Stazione. Nell’atrio principale si trova uno dei 2 preziosissimi ed enormi orologi, le cui quattro facce realizzate in opale hanno un valore superiore ai 10 milioni di $; ma la cosa che più di tutte lascia senza fiato è il soffitto! Un gigantesco affresco della mappa stellare del cielo in inverno, la cui peculiarità è di essere stato dipinto al contrario…non si sa se per errore umano o per rispettare l’idea medievale di rappresentare il cielo dalla prospettiva di Dio. Onestamente la prima scena che mi balzò alla mente davanti alla Grand Central è l’inizio di Gossip Girl, celebre telefilm per teenager ambientato a NYC (qua il video della scena); ma poi ecco altri film comparire pian piano, facendo strada tra i miei ricordi…c’era Frank Wheeler (Leonardo di Caprio) che scendeva la scalinata dell’atrio centrale e si appoggiava poi alla balaustra contemplando le persone che veloci scorrevano per l’immensa galleria, prima di prendere il treno verso casa, una perfetta villetta nei sobborghi del Connecticut, a Revolutionary Road. Ma la Grand Central non è il solo punto di New York destinato ad essere un crocevia di vite in arrivo e vite in partenza

grandcentral
  • Statua della Libertà

…molto prima degli aerei di linea si arrivava negli USA dal mare! Dopo un lunghissimo viaggio attraverso l’oceano Atlantico, dove non si vedeva altro che una distesa d’acqua a perdita d’occhio, ecco che, quasi al termine del viaggio, all’orizzonte si stagliava maestosa la Statua della Libertà e dietro questa maestosa signora la terra promessa e sognata che finalmente era realtà! Ci sarebbe tanto piaciuto andare con il battello fino a Liberty Island, ma purtroppo il tempo a nostra disposizione era poco e la coda al molo molto lunga, per cui ci siamo limitate ad osservarla dalla terra ferma, dalla punta di Manhattan che si affaccia sull’Hudson River…ma sembrava così difficile immedesimarsi nei pensieri e nei sentimenti di chi, come Rose De Witt Bukater (Titanic – qua la scena), scorgeva per la prima volta in lontananza nella baia di New York questo simbolo di una nuova vita!

Statua della libertà
  • Times Square

Più che essere una piazza (square, in inglese piazza) è uno dei più grandi incroci di Midtown, Manhattan; famosissima per i suoi cartelloni pubblicitari, Times Square nasce all’intersezione tra la Brodway e la 7th Avenue, per cui vi si affacciano alcuni degli storici teatri che da sempre hanno incoronato New York la città dei musical. Trovarsi là, sotto quelle luci abbaglianti e dai mille colori, che vengono proiettate da ogni cartellone e su ogni muro degli edifici attorno, ti fa sentire al 100% all’interno del cuore pulsante della città! Tra le opere più celebri ambientate a Times Square c’è sì una pellicola, ma diversa da quella cinematografica…c’è una foto, scattata il 14 agosto 1945 che ritrae un marinaio e un’infermiera scambiarsi un bacio a seguito dell’annuncio della vittoria degli USA sul Giappone e la fine della Seconda guerra mondiale. Una foto in bianco e nero, che ritrae sullo sfondo anche qualche cartellone pubblicitario…niente a che vedere con la Times Square di adesso, ma ricordarsi di questa foto mi ha fatta sentire in una città con delle radici, magari non profonde quanto le nostre, ma comunque con una storia che vale la pena di essere raccontata, una storia che va al di là di altissimi grattacieli!

Times square

Furono tre giorni davvero intensi e così fuori dal comune, a volte ancora mi chiedo se non me li stavo solo immaginando…mi sembra surreale essere stata a New York, essermi orientata alla perfezione tra le strade di Manhattan con solo una cartina, le amiche e tanta voglia di stare con il naso all’insù! Spero di avere presto occasione di tornarci, ma per ora mi accontento di riguardare con voi queste foto e mettere su un’altra canzone, più malinconica e adatta alla separazione, anche se come dicono loro stessi “leaving New York never easy” (lasciare New York non è mai facile).

12 giugno 2016

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