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Amalfi: tra contadini volanti e antiche cartiere.

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C’è un frutto che custodisce tutta la mia infanzia, mi commuove per la sua bellezza e per i ricordi che racchiude in sé: lo sfusato amalfitano. Elegante dalla forma allungata, vivacemente giallo, delicatamente profumato, dalla scorza spessa, rugosa e ricca di oli essenziali. Osserva il mare, nascosto tra le foglie, come una donna che attende il ritorno del suo pescatore in mare aperto.

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E’ dove nascono tanti piccoli soli gialli che vi porto oggi per condividere con voi un pezzetto della mia esperienza con Insolita Italia ad Amalfi lungo il “lemon tour” nella Valle dei Mulini. Ad accompagnarci tra le “chiazze” – i terrazzamenti su cui si pratica l’agricoltura verticale, tipica del posto – è Salvatore che, come il mio papà, nasce in una famiglia che profuma di limoni, di calli sulle mani, di sacrifici, di “sporte” – le grandi ceste utilizzate per il trasporto della frutta raccolta – portate in testa da donne forti e coraggiose con polpacci grandi che salgono e scendono, in compagnia dei muli, mille gradini, gli unici che collegano i vari terreni della Costa.

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Salvatore è un uomo coraggioso, ha lasciato il suo lavoro, sicuro, rispettoso, ben pagato per soccorrere la sua terra, le sue tradizioni, i suoi limoni, la sua famiglia di “contadini volanti”. Sì, così vengono chiamati i contadini che si arrampicano tra i limoneti, li potano, li difendono con pali di castagno (che definiscono la struttura dell’intero giardino) e li coccolano coprendoli con teli neri per difenderli dal freddo. Tutto frutto di precisione, pazienza e forza.

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Lui continua a raccontare e il mio cuore si commuove, mi sento fiera e orgogliosa della mia terra. Nelle sue parole ritrovo la mia infanzia, di quando in primavera sonnecchiavo con le cuginette nelle “sporte” e giocavamo arrampicandoci tra i limoneti, di quando ad ogni malanno la nonna andava in cucina a prendere un limone, lo sbucciava e me ne offriva un po’. Hai mal di testa o le  ginocchia sbucciate, hai mal di denti o ti senti stanco? Beh, basta una fettina di limone e ti senti subito meglio. Lo dicevano già Virgilio e gli studiosi della Scuola Medica Salernitana: i limoni sono magici, come lo è questa terra, colorata e accogliente.

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Ora, però, il nostro tour continua per scoprire i segreti custoditi nel museo della carta amalfitana, la carta antica, ruvida, la carta bambagina la cui lavorazione fu appresa dagli amalfitani, popolo di mercanti e viaggiatori, durante i viaggi nei paesi arabi. Prima di ripartire, non possiamo, però, non gustare un po’ di linguine con pesto di verdello (fioritura tardiva del limone, così chiamata per il colore della sua buccia) e mandorle,  che Salvatore e la sua famiglia ha preparato insieme ad altre mille prelibatezze a base di limone. Sedete con me e  assaporate la mia terra, respirate il profumo della Valle dei Mulini.

30 ottobre 2016

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